Con il Futur Antérieur, Louis Erard e Vianney Halter firmano una creazione inedita: due movimenti automatici, una cassa sviluppata da zero e un legame ancora più diretto con il leggendario Antiqua.
Per Louis Erard, le collaborazioni non rappresentano più soltanto un capitolo della collezione, ma una parte essenziale della propria identità. È attraverso il confronto con alcuni dei protagonisti più originali dell’orologeria indipendente che il marchio svizzero ha costruito, negli ultimi anni, un linguaggio riconoscibile. Il nuovo Louis Erard x Vianney Halter Futur Antérieur porta questa strategia un passo oltre: non una reinterpretazione di un modello già esistente, ma un orologio concepito appositamente per il progetto, con una cassa inedita e due movimenti automatici affiancati.

È la nuova tappa di un rapporto iniziato nel 2020 e, soprattutto, un richiamo più diretto che mai all’Antiqua di Vianney Halter. Non per riprodurne le complicazioni, ma per tradurre alcuni dei suoi codici architettonici in un segnatempo differente per costruzione, funzione e posizionamento.
LE COLLABORAZIONI SECONDO LOUIS ERARD
Sotto la guida di Manuel Emch, Louis Erard ha fatto delle collaborazioni un percorso creativo continuativo, coinvolgendo figure come Alain Silberstein, Konstantin Chaykin e lo stesso Halter. Il principio è quello di avvicinare un pubblico più ampio a visioni normalmente legate a creazioni indipendenti assai più esclusive, senza ridurre il contributo dell’autore a una semplice firma sul quadrante. È una strategia che ha dato al marchio un posizionamento particolare: orologi relativamente accessibili nel panorama delle collaborazioni d’autore, ma con un’identità estetica ben definita.

Finora, il rapporto con Vianney Halter si era espresso attraverso il Régulateur. Il Futur Antérieur modifica invece il punto di partenza: forme, disposizione delle indicazioni e costruzione della cassa nascono per questo progetto. È proprio questa differenza a renderlo interessante nel percorso del marchio, oltre alla presenza di due nomi ormai familiari agli appassionati.
VIANNEY HALTER E L’ANTIQUA
Nato in Francia nel 1963, Vianney Halter si forma alla scuola di orologeria di Parigi e dedica i primi anni di attività al restauro di strumenti e orologi antichi. Nel 1994 avvia in Svizzera una propria impresa di sviluppo orologiero; quattro anni dopo presenta l’Antiqua, il calendario perpetuo che diventerà uno dei simboli della sua ricerca. Il modello del 1998, con le sue quattro aperture e le lunette rivettate, ha l’aspetto di un oggetto proveniente da un futuro immaginato nell’epoca vittoriana: un incontro tra cronometri storici, letteratura fantastica e orologeria meccanica.
Questa visione retrofuturista non è soltanto una questione di stile. Per Halter, l’architettura dell’orologio è parte del racconto e le indicazioni diventano elementi di una composizione riconoscibile a colpo d’occhio. Progetti successivi, come il Deep Space Tourbillon e il Deep Space Resonance, hanno mostrato quanto la sua ricerca sia capace di coniugare sperimentazione meccanica e immaginazione. Comprendere questo percorso aiuta a leggere il Futur Antérieur per ciò che è: non una nuova versione dell’Antiqua, ma un dialogo con il suo universo creativo.
DALLE PRIME COLLABORAZIONI A UNA CASSA INEDITA
La collaborazione tra Louis Erard e Halter prende forma nel 2020 con un Régulateur che introduce nel catalogo del marchio i tratti distintivi dell’orologiaio francese, dalle lancette alla grafica delle indicazioni. Con il successivo Le Régulateur Louis Erard x Vianney Halter II, i riferimenti si fanno più espliciti: la lunetta rivettata e il trattamento delle superfici avvicinano ulteriormente il modello al vocabolario dell’Antiqua. Rimane però, in entrambi i casi, un Régulateur Louis Erard reinterpretato attraverso un’identità esterna.

Il Futur Antérieur supera questa impostazione. La cassa presenta due aperture circolari, rialzate e circondate da rivetti, che ospitano quadranti separati: uno per ore e minuti, l’altro per i secondi. Le lancette in acciaio azzurrato e le corone disegnate secondo i codici di Halter completano un insieme fortemente riconoscibile. Il nome stesso, che richiama il tempo verbale francese del futuro anteriore, gioca con quell’idea di futuro già immaginato nel passato che attraversa da sempre l’opera dell’orologiaio.
DUE SELLITA SW100, DUE INDICAZIONI INDIPENDENTI
La particolarità tecnica più evidente è l’impiego di due calibri automatici Sellita SW100, collocati fianco a fianco. Uno è dedicato a ore e minuti, mentre il secondo comanda la lancetta dei secondi sul proprio quadrante. Ogni movimento dispone di una corona dedicata: una scelta insolita per un orologio che mostra, in sostanza, le tre indicazioni fondamentali del tempo, ma coerente con una costruzione che assegna a ciascun oblò un ruolo autonomo.

Entrambi i calibri lavorano a 28.800 alternanze/ora (4 Hz), dispongono di 25 rubini e dichiarano una riserva di carica minima di 38 ore. Le masse oscillanti sono decorate a Côtes de Genève e incise con il logo Louis Erard, benché il fondello sia pieno. Il comunicato non specifica l’eventuale presenza di un sistema di sincronizzazione meccanica fra i due movimenti: sarebbe quindi improprio attribuirgli una soluzione tecnica non dichiarata. La scelta del doppio calibro resta, già di per sé, uno degli aspetti più caratterizzanti del progetto.
UNA CASSA DA 67 COMPONENTI E SOLI 8,85 MM
Sviluppata appositamente per il Futur Antérieur, la nuova cassa in acciaio inossidabile misura 38 × 44 mm e ha uno spessore di 8,85 mm. È costituita da 67 componenti e abbina una satinatura circolare sul frontale a lavorazioni verticali sui fianchi e smussi lucidati. Le due lunette sono impreziosite da 12 rivetti ciascuna, con finitura dorata gialla 1N; altri sei rivetti caratterizzano ognuna delle due corone. Ne deriva un insieme elaborato nei dettagli, ma relativamente sottile rispetto alla presenza di due movimenti e di altrettante aperture rialzate.
All’interno degli oblò, i quadranti combinano fondi granulati, anelli con satinatura circolare e bordi lucidati. Due vetri zaffiro con trattamento antiriflesso su entrambi i lati proteggono le indicazioni, mentre sul retro compare un fondello pieno con incisione relativa all’edizione limitata. L’impermeabilità dichiarata è di 5 bar (50 metri). Sono dettagli che chiariscono il senso della collaborazione: l’ispirazione all’Antiqua è immediata, ma le proporzioni e la costruzione appartengono a un progetto distinto.
GOLD E SILVER: PREZZI E DISPONIBILITÀ
Il nuovo modello debutta in due configurazioni, entrambe limitate a 178 esemplari. La Gold abbina quadranti dorati a un cinturino in pelle di struzzo nera; la Silver propone quadranti rodiati e un cinturino in pelle di struzzo blu. Su entrambe ritroviamo i rivetti dorati e le lancette in acciaio azzurrato, elementi che mantengono evidente la parentela tra le due versioni pur cambiandone sensibilmente il carattere.
Il prezzo indicato da Louis Erard è di 4.950 franchi svizzeri, tasse escluse, per ciascuna variante. Il marchio annuncia inoltre 78 set comprendenti entrambe le versioni, a 9.900 franchi svizzeri, sempre tasse escluse.
OLTRE LA FIRMA SUL QUADRANTE
La forza del Louis Erard x Vianney Halter Futur Antérieur è nel passaggio da una collaborazione estetica a un progetto che coinvolge l’intera architettura dell’orologio. Le prime due generazioni di Régulateur avevano già reso riconoscibile la mano di Halter; questa nuova creazione introduce invece una cassa dedicata e una disposizione delle indicazioni pensata attorno a due movimenti distinti. Il riferimento all’Antiqua rimane centrale, senza pretendere di replicarne la complessità di calendario perpetuo.

Per Louis Erard è un modo convincente di sviluppare ulteriormente la propria strategia, mentre per chi segue l’orologeria indipendente rappresenta un’occasione diversa di avvicinarsi al linguaggio di Halter. Non soltanto attraverso lancette, rivetti e finiture, ma attraverso una costruzione che nasce dalla collaborazione stessa. Ed è qui, più che nella semplice presenza dei due nomi, che il Futur Antérieur trova la propria ragione d’essere.
By Jacopo Giudici






