Ci sono orologi costruiti per rendere la lettura del tempo il più immediata possibile. E poi ce ne sono altri che scelgono deliberatamente una strada differente, trasformando un gesto quotidiano in qualcosa che richiede attenzione. Il nuovo De Bethune DB25 Digitale, con ore saltanti, minuti su disco rotante e fasi lunari sferiche, appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Per raccontarlo, la manifattura prende in prestito una frase da Moon River, la celebre composizione di Henry Mancini e Johnny Mercer: “There is such a lot of world to see”. Un riferimento che anticipa lo spirito di un orologio nel quale ore, minuti e fasi lunari non vengono semplicemente visualizzati, ma distribuiti su differenti livelli e affidati a tre diverse modalità di indicazione.

Con il DB25 Digitale, De Bethune torna a esplorare un concetto che accompagna la manifattura fin dai suoi primi anni. Il nuovo modello segue infatti le orme del DBD, una delle creazioni emblematiche del marchio, e rappresenta una nuova evoluzione di un linguaggio che nel tempo ha assunto forme differenti. Il principio della visualizzazione digitale viene oggi reinterpretato nell’architettura della collezione DB25 e attraverso il linguaggio estetico contemporaneo di De Bethune.
Scompaiono così lancette e tradizionali indici delle ore: le ore saltanti appaiono digitalmente attraverso una finestrella a ore 12, i minuti vengono indicati analogicamente attraverso un disco rotante nella parte inferiore del quadrante, mentre al centro trova posto l’inconfondibile luna sferica De Bethune. Tre modi differenti di rappresentare il tempo che convivono all’interno della stessa architettura.
IL QUADRANTE DEL DE BETHUNE DB25 DIGITALE: UN PAESAGGIO NOTTURNO COSTRUITO SU 82 ELEMENTI
Prima ancora della meccanica, però, il DB25 Digitale colpisce per il quadrante. De Bethune lo immagina come una scena notturna, dove le differenti lavorazioni e tonalità di blu richiamano i riflessi della luna sulla superficie di un fiume.
Sono 82 gli elementi che compongono questa architettura, organizzata attraverso superfici concentriche, materiali e finiture differenti. Il protagonista è il titanio azzurrato, sul quale De Bethune utilizza il proprio random guilloché, una lavorazione introdotta nel 2023 che genera una trama irregolare e ondulata, capace di modificare profondamente il proprio aspetto a seconda dell’incidenza della luce.

A questo linguaggio contemporaneo viene contrapposto un elemento appartenente alla tradizione della decorazione orologiera. Il settore argentato dei minuti è infatti lavorato a mano con un guilloché grain d’orge, mentre il réhaut fisso e il contorno della luna sferica sono realizzati in titanio grado 5 lucidato e azzurrato, sul quale sono applicate stelle in oro grigio.
È proprio il contrasto tra queste lavorazioni a costruire buona parte della personalità dell’orologio: superfici lucidate, guilloché tradizionale e titanio trattato termicamente reagiscono alla luce in maniera differente, dando profondità a un quadrante che sembra cambiare continuamente.
ORE SALTANTI, MINUTI SU DISCO E LUNA SFERICA
L’architettura del quadrante nasce soprattutto intorno al particolare sistema di visualizzazione. A ore 12 si trova la finestrella delle ore saltanti, mentre i minuti vengono letti nella parte inferiore attraverso un’indicazione analogica affidata a un disco rotante. Al centro, quasi a diventare il fulcro dell’intera composizione, è collocata la luna sferica.
Quest’ultima è formata da due emisferi lucidati, uno in palladio e l’altro in acciaio azzurrato alla fiamma, ed è inclinata di 60°. Ruotando, riproduce le differenti fasi del satellite con una precisione tale da accumulare lo scarto di appena un giorno lunare ogni 1.112 anni. Una soluzione brevettata da De Bethune nel 2004 e diventata negli anni una delle firme tecniche ed estetiche della manifattura.

Dietro la serenità apparente del quadrante si nasconde inoltre una costruzione particolarmente sofisticata. Un sistema di micro cuscinetti a sfera governa sia il meccanismo delle ore saltanti sia quello del disco rotante dei minuti, permettendo alla complessità meccanica di rimanere quasi completamente nascosta sotto la composizione del quadrante.
Il risultato è una lettura del tempo che rinuncia alla struttura convenzionale di lancette e indici per mettere in relazione tre linguaggi differenti: digitale per le ore, analogico per i minuti e tridimensionale per le fasi lunari.
IL CALIBRO DB2144V3
A muovere il De Bethune DB25 Digitale è il DB2144V3, movimento meccanico di manifattura a carica manuale giunto alla sua terza generazione. Con un diametro di 30 mm, è composto da 416 componenti e 32 rubini, lavora a una frequenza di 28.800 alternanze/ora (4 Hz) e garantisce una notevole riserva di carica di 5 giorni, assicurata dal doppio bariletto autoregolante sviluppato da De Bethune nel 2004.

Il movimento concentra numerose innovazioni sviluppate dalla manifattura nel corso degli anni. Il bilanciere è realizzato in titanio con inserti in oro grigio, soluzione brevettata nel 2004 e successivamente ottimizzata in relazione alle variazioni di temperatura e all’efficienza aerodinamica. A questo si aggiungono la spirale De Bethune con curva terminale piatta, la ruota di scappamento in silicio e il caratteristico sistema antiurto triple pare-chute azzurrato.

Molte delle soluzioni utilizzate dal DB2144V3 affondano quindi le proprie radici nei primi anni Duemila. Più che rivoluzionare la propria architettura meccanica, con questa terza generazione De Bethune continua a sviluppare e perfezionare un calibro che incorporava già allora alcune delle soluzioni tecniche destinate a diventare caratteristiche della manifattura. A distanza di oltre vent’anni, la sua costruzione conserva così un livello di sofisticazione tecnica ancora pienamente contemporaneo.
DAL QUADRANTE AL MOVIMENTO
La continuità tra estetica e meccanica diventa evidente girando l’orologio. Il fondello in vetro zaffiro mostra una platina concava in titanio, mentre il ponte del bariletto, anch’esso in titanio, viene rifinito attraverso anglage e lucidatura eseguiti a mano. Per la prima volta, inoltre, il motivo random guilloché utilizzato sul quadrante compare anche sull’inserto centrale in titanio azzurrato del ponte deltoide, creando un collegamento visivo immediato tra fronte e retro dell’orologio.

È un dettaglio importante perché sintetizza bene il modo in cui De Bethune affronta la decorazione: non come elemento indipendente dalla meccanica, ma come parte integrante dell’architettura dell’orologio.
CASSA IN TITANIO GRADO 5 DA 42 MM
Tutta questa complessità è racchiusa nella caratteristica architettura della collezione DB25, qui realizzata in titanio grado 5 lucidato a specchio. La cassa misura 42 mm di diametro per 11,9 mm di spessore e utilizza una lunetta particolarmente sottile, lasciando al quadrante gran parte dello spazio visivo disponibile. Le anse integrate, scheletrate e arrotondate riprendono invece la caratteristica estetica bullet di De Bethune e accompagnano la geometria inclinata della cassa verso il polso.
Sia il vetro anteriore sia quello del fondello sono in zaffiro con doppio trattamento antiriflesso, mentre l’impermeabilità è di 3 ATM. Completa l’orologio un cinturino in alligatore blu scuro extra morbido, foderato nello stesso materiale e cucito a mano, abbinato a una fibbia ad ardiglione in titanio grado 5 lucidato. Il De Bethune DB25 Digitale Ref. DB25VD non è un’edizione limitata ed è proposto a un prezzo di CHF 106.000, tasse escluse.
UN ALTRO MODO DI LEGGERE IL TEMPO
Il DB25 Digitale riassume bene uno degli aspetti più interessanti del lavoro di Denis Flageollet e di De Bethune: utilizzare soluzioni tecniche estremamente sofisticate senza trasformare necessariamente la complessità in ostentazione.
Ed è forse proprio qui che questo orologio trova la propria identità. Le ore saltanti, i minuti su disco rotante e la luna sferica non sono tre elementi indipendenti, ma parti di un’unica composizione nella quale meccanica, materiali e decorazione concorrono allo stesso risultato.
Sotto il quadrante lavorano 416 componenti; sopra, titanio azzurrato, guilloché e piccole stelle in oro grigio trasformano quelle funzioni in un paesaggio. Il tempo continua a essere misurato con estrema precisione, ma il modo in cui viene mostrato invita a rallentare.
È probabilmente questo il significato più interessante della definizione scelta da De Bethune per accompagnare il nuovo DB25 Digitale: “Time Contemplated”. Non soltanto un tempo da leggere, ma un tempo da osservare.
By Jacopo Giudici




