Dal 1997, URWERK porta avanti una visione dell’orologeria che ha poco a che fare con le convenzioni. Per Felix Baumgartner e Martin Frei, fondatori del marchio indipendente svizzero, indicare il tempo non significa necessariamente ricorrere a lancette tradizionali, ma trovare nuovi modi per rappresentarne il passaggio. Una filosofia che ha dato vita a movimenti e architetture originali, trasformando le ore vagabonde in una delle espressioni più riconoscibili dell’orologeria contemporanea.

Con il nuovo URWERK UR-300 Time Quantum, questa ricerca prende una direzione inedita. Dopo essersi ispirato per anni alle orbite dei pianeti e al movimento dei corpi celesti, il marchio rivolge lo sguardo verso una dimensione opposta: quella degli atomi e delle particelle, dove ogni cambiamento può modificare l’equilibrio di un intero sistema. Un concetto che si traduce in una nuova complicazione meccanica, nella quale il passaggio da un’ora alla successiva non avviene attraverso il semplice avanzamento di un indicatore, ma provoca una completa riconfigurazione degli elementi che compongono il sistema di visualizzazione.
UNA NUOVA ARCHITETTURA PER LE ORE VAGABONDE
Per comprendere cosa renda particolare l’UR-300 Time Quantum, bisogna partire da uno dei principi che hanno segnato la storia di URWERK. Nei suoi orologi, le ore vengono generalmente indicate attraverso satelliti rotanti che seguono percorsi prestabiliti, dando vita a una lettura del tempo tanto insolita quanto riconoscibile. Un linguaggio che il marchio ha sviluppato attraverso numerose interpretazioni, fino all’UR-150 Scorpion del 2024, caratterizzato da una lancetta retrograda e da un complesso sistema di rotazione dei satelliti.

Nel nuovo UR-300, invece, l’architettura cambia radicalmente. Il tradizionale carosello lascia spazio a due moduli disposti perpendicolarmente, che insieme formano una struttura a T, dove ciascun elemento presenta alle estremità un prisma a tre facce. I quattro prismi riportano complessivamente le dodici ore, mentre la loro disposizione determina quale numero viene mostrato nella posizione di lettura.

Durante il funzionamento, il prisma situato alla base della T indica l’ora corrente e percorre un arco di 108 gradi, seguendo una scala graduata da 0 a 60 minuti. Fin qui, il principio conserva una certa familiarità con le precedenti creazioni del marchio. La vera differenza emerge però al termine di ogni ora, quando l’intera struttura cambia configurazione attraverso una sequenza di movimenti perfettamente coordinati.
IL MECCANISMO CHE SI TRASFORMA OGNI ORA
Quando l’indicatore raggiunge il sessantesimo minuto, il meccanismo dell’URWERK UR-300 Time Quantum entra in azione. L’intera struttura a T avanza istantaneamente di 72 gradi, mentre i due moduli che la compongono ruotano in direzioni opposte, scambiandosi le rispettive posizioni. Quello che fino a un istante prima costituiva la parte orizzontale diventa il nuovo elemento verticale, allineandosi allo zero della scala dei minuti. Contemporaneamente, il modulo precedente assume la posizione trasversale.

Nello stesso momento, anche i quattro prismi ruotano, portando in posizione il numero dell’ora successiva. Il risultato è una trasformazione simultanea che coinvolge l’intero sistema di indicazione, senza ricorrere al tradizionale ritorno retrogrado presente in altre creazioni URWERK. Una volta completato lo scatto, la nuova configurazione è pronta per iniziare il successivo ciclo di sessanta minuti.

È proprio da questo comportamento che nasce il nome Time Quantum. L’ispirazione arriva dalla fisica quantistica e, in particolare, dal concetto di *entanglement*, che descrive una relazione tra particelle le cui proprietà risultano correlate. Nel caso dell’UR-300, si tratta naturalmente di un’analogia, non di un fenomeno quantistico reale: i componenti sono collegati meccanicamente e reagiscono insieme, passando da una configurazione stabile alla successiva. Un modo originale di interpretare il tempo, rendendo visibile un cambiamento che normalmente percepiamo soltanto attraverso l’avanzamento delle indicazioni.
UNA QUESTIONE DI ENERGIA E PRECISIONE
Realizzare un meccanismo simile ha richiesto un lavoro di sviluppo particolarmente complesso. Far muovere simultaneamente più componenti, alcuni dei quali caratterizzati da un’inerzia significativa, significa dover controllare con estrema precisione la quantità di energia necessaria a completare ogni scatto. Una forza insufficiente potrebbe compromettere la sequenza, mentre un impulso eccessivo rischierebbe di generare contraccolpi, sollecitando inutilmente gli elementi del movimento.
Per questo motivo, gli ingegneri di URWERK hanno dovuto lavorare sull’equilibrio tra potenza, masse in movimento e tolleranze meccaniche. Gli ingranaggi devono garantire un accoppiamento preciso, ma anche sopportare le accelerazioni improvvise che si verificano ogni sessanta minuti. A rendere la sfida ancora più impegnativa è stata la necessità di preservare una funzione fondamentale per l’utilizzo quotidiano: la possibilità di regolare l’ora sia in avanti sia all’indietro, senza interferire con il funzionamento della complicazione.

Il risultato è il calibro automatico UR-30.01V, dotato di 40 rubini, doppio bariletto e una riserva di carica di 44 ore. Il movimento lavora a una frequenza di 28.800 alternanze/ora (4 Hz) e utilizza il sistema brevettato Dual Flow Turbines per la regolazione della carica automatica. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla scelta dei materiali, con componenti realizzati in rame-berillio, ottone, alluminio anodizzato, ARCAP, titanio e nichel lavorato mediante tecnologia LIGA. Soluzioni che rispondono alle diverse esigenze di peso, resistenza e precisione richieste da un’architettura di questo tipo.
TITAN E ALTIN: DUE INTERPRETAZIONI, 50 ESEMPLARI
Anche esteticamente, l’UR-300 Time Quantum mantiene un’identità immediatamente riconoscibile. La cassa presenta forme sfaccettate e superfici lavorate che incorniciano un’ampia apertura in vetro zaffiro, attraverso la quale è possibile osservare il movimento e, soprattutto, la particolare disposizione dei suoi moduli. La meccanica diventa così parte integrante del design, senza la necessità di ricorrere a elementi puramente decorativi.

Le dimensioni sono generose, con una cassa da 45,2 × 58,8 mm e uno spessore di 18,25 mm. Due le versioni previste, entrambe realizzate in titanio grado 5. La prima, denominata UR-300 Titan, conserva l’aspetto naturale del metallo, mentre la seconda, UR-300 AlTiN, adotta un trattamento superficiale PE-CVD che ne modifica l’aspetto, conferendole una finitura più scura. Sul fondello è visibile il sistema di turbine associato alla carica automatica, mentre il cinturino NATO completa l’insieme.
La produzione sarà limitata a 50 esemplari complessivi, suddivisi in 25 pezzi per ciascuna versione. Il prezzo annunciato è di 168.000 franchi svizzeri, tasse escluse, indipendentemente dalla configurazione scelta.
Con il nuovo Time Quantum, URWERK dimostra ancora una volta come una complicazione possa nascere da una domanda apparentemente semplice: esiste un altro modo per rappresentare il passaggio delle ore? La risposta, questa volta, non è un satellite più elaborato o una lancetta dal movimento insolito, ma un sistema che a ogni cambio d’ora modifica completamente la propria struttura. Ed è forse proprio questo l’aspetto più interessante del progetto: essere riusciti a ripensare un principio che il marchio esplora da quasi trent’anni, trovando ancora una soluzione meccanica capace di sorprendere.
By Jacopo Giudici




