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24 febbraio 2024

Out of the blue: F.P. Journe e la forza dell'indipendenza

Quando decise di fondare il proprio brand nel 1999, François-Paul Journe creava già da anni pezzi unici per i collezionisti. Ha sempre avuto una forte visione personale dell’orologeria e ancora oggi, nella manifattura, non c’è alcun team creativo: è lui che crea ciascun orologio, dal disegno alla realizzazione. Ciò significa che ha un’idea propria della meccanica, quindi dei movimenti, ma anche dei quadranti e delle casse, perché crea lui l’estetica molto specifica degli orologi del marchio: le stesse lancette, le stesse cifre per gli indici delle ore, la cassa tonda… La creazione del proprio brand ha fondamentalmente dato corpo a questa visione unica dell’orologeria.

François-Paul Journe
François-Paul Journe

FRANÇOIS-PAUL JOURNE E LA MANIFATTURA INTEGRATA

Nel 2000 creò Cadraniers de Genève, che in sostanza era la fabbrica dei quadranti, e diede vita a una joint venture con Max Busser, il quale all’epoca lavorava per Harry Winston: entrambi volevano un’azienda indipendente, che consentisse loro di creare i propri quadranti. È una storia collegata direttamente alla manifattura, alla indipendenza del marchio, che oggi produce circa il 95% dei propri componenti in-house, lasciando all’esterno cinturini, vetri e spirali. Questa idea di indipendenza è sempre stata nella mente di François-Paul Journe ed è ben presente anche nelle due realtà odierne, Cadraniers de Genève e Boîtiers de Genève.

F.P. Journe Meyrin Manufacture

Le due aziende appartengono a F.P. Journe al 100% e Cadraniers de Genève è fornitore di quadranti per altri marchi di alta orologeria. Sono direttamente collegate alla manifattura di Ginevra, che crea e lavora i componenti dei movimenti; l’idea è di avere un ambiente produttivo totalmente integrato, così che François-Paul Journe sia completamente libero di creare ciò che vuole. In azienda riveste un ruolo fondamentale l’area prototipi, perché se non si hanno un’adeguata autonomia e una capacità industriale non è possibile produrre i prototipi di cui si ha bisogno. Così si possono trasferire subito le idee nel concreto e avere il pieno controllo sulla qualità di tutti i componenti. Possedendo aziende di proprietà, François-Paul Journe può controllare direttamente tutti i processi e fare il fine tuning necessario, grazie alle risorse e ai macchinari interni.

F.P. Journe Meyrin Manufacture

È l’idea alla base del nuovo edificio di Meyrin dove Cadraniers de Genève e Boîtiers de Genève, che già erano negli stessi spazi dal 2012, condividono di nuovo il medesimo ambiente, oggi come 11 anni fa. Inaugurato lo scorso giugno, l’edificio è caratterizzato da laboratori inondati di luce, progettati con l’obiettivo di avere un controllo preciso sui fattori ambientali. Sono stati integrati sistemi di regolazione della temperatura e dell’umidità per garantire condizioni ottimali durante tutto il processo produttivo, contribuendo anche a migliorare le condizioni di lavoro degli artigiani. 

Contrariamente alle consuete aspettative, lo scopo di un simile investimento non era quello di incoraggiare un aumento della produzione ma di puntare sulla qualità, sviluppando officine ancora più efficienti, utilizzando macchinari moderni e salvaguardando il benessere dei dipendenti. In Cadraniers de Genève lavorano circa 30 persone, in Boîtiers de Genève circa 40, nella manifattura circa 80. In azienda lavorano in totale circa 200 persone, compreso lo staff interno alle boutique.

ARTIGIANALITÀ E INDUSTRIALIZZAZIONE

In F.P. Journe un solo orologiaio lavora sul movimento dalla A alla Z e ha la responsabilità di ciascun segnatempo. Ha tutti i componenti e li assembla da zero, è responsabile sia per l’assemblaggio sia per la regolazione; deve assicurarsi che l’orologio funzioni alla perfezione e se c’è qualunque problema nei tre anni di garanzia, il responsabile è lui. Lo stesso vale per le decorazioni: in azienda c’è un laboratorio per le decorazioni con otto persone, ma l’orologiaio responsabile supervisiona anche le finiture. Per François-Paul Journe è importantissimo che un collezionista possa, se lo vuole, incontrare di persona l’orologiaio che ha seguito il suo orologio. 

F.P. Journe Manufacture

F.P. Journe produce 1000 orologi meccanici all’anno e tra i 400 e i 500 elettromeccanici della collezione Élégante. Dati gli spazi della manifattura, il marchio non sarà in grado di aumentare questi numeri in futuro. Nell’idea del Maestro, queste sono le cifre ideali perché è principalmente lui a dirigere e a gestire tutto in azienda, a supervisionare i processi aziendali; non superare un certo numero di orologi non significa solo non dover aumentare il numero dei dipendenti in produzione, nel marketing, nella comunicazione: come abbiamo visto, il grande investimento fatto con Cadraniers de Genève e Boîtiers de Genève non farà crescere la quantità ma la qualità degli orologi, lasciando a François-Paul Journe la libertà creativa.

F.P. Journe Manufacture

Allo stesso tempo, dà vita a un ottimo ambiente di lavoro, che unisce luce naturale, locali accoglienti, macchine a controllo numerico ma anche un gran numero di artigiani, molti dei quali sono in azienda fin dall’inizio e hanno sviluppato altissime competenze nell’applicazione degli indici, nella stampa tampografica e in altre tecniche. In Boîtiers de Genève c’è stato un investimento notevole nelle nuove macchine a controllo numerico; con l’apertura del nuovo edificio, per esempio, è arrivata una macchina a 8 assi che crea una cassa lavorando direttamente dalla barra di materiale.

F.P. Journe Manufacture
F.P. Journe Manufacture
F.P. Journe Manufacture

I fondelli sono incisi con macchine CNC e le fibbie con il laser, usando una speciale macchina, in modo da arrivare il più in là possibile con la tecnologia, ma sia sulle casse sia sui quadranti non si può avere l’altissima qualità che caratterizza il marchio senza l’intervento finale dell’uomo. È un perfetto bilanciamento tra industrializzazione, tecnologia a artigianalità, grazie ad artigiani con alle spalle una lunghissima esperienza. 

MR. SANG, L’ARTISTA DEI QUADRANTI

Tra essi c’è il signor Dinh-Sang Ngo, vietnamita, arrivato a Ginevra quando aveva 17 anni. Ha sempre lavorato con la stampa tampografica, una tecnica che usa un tampone per finalizzare la creazione di un quadrante. Necessita di molta precisione, perché è l’ultimo passaggio della decorazione dopo quelli che danno il colore e la brillantezza desiderata al quadrante: è infatti necessario aggiungere diversi strati di vernice, almeno 5 o 6, per creare il classico effetto bombée. Per esempio, questa tecnica si usa per “stampare” le cifre degli indici sui quadranti in cui queste non sono applicate.

F.P. Journe Manufacture

A seconda del tipo di quadrante ci sono dai due ai quattro tamponi – per esempio uno per gli indici, uno per la riserva di carica, uno per i piccoli secondi – e per ciascuno di essi ancora 4, 5 strati di vernice. Ogni tampone deve essere fatto in modo che rispetti i vari livelli del quadrante. Il signor Sang crea egli stesso i propri tamponi. Mentre di solito sono in silicone, Dinh-Sang Ngo usa quelli in gelatina, un processo antico, una ricetta specifica che deve adattare per trovare la forma perfetta per ciascuno di loro in base al quadrante da stampare. È l’unico a usare questa tecnica e l’unico a maneggiare la stampa tampografica sui quadranti in azienda. Da poco è seguito da una persona che sta formando per il futuro.

F.P. Journe Manufacture
F.P. Journe Manufacture

È anche l’unico che riesce a dare l’effetto bombée all’inchiostro sui quadranti. Ha 65 anni e lavora come cadranier fin dall’inizio. Allinea perfettamente tampone e quadrante usando solo gli occhi, niente macchine o microscopi: è come un artista e quando lo si vede lavorare sembra che faccia la cosa più semplice del mondo. Non potrà però restare l’unico depositario di questa arte, è necessario formare anche le nuove generazioni su questo lavoro e Sang sta insegnando la tecnica a una persona; ci vorrà tempo, perché l’aspettativa sulla qualità è molto alta.

F.P. Journe Manufacture
F.P. Journe Manufacture

Per esempio, un orologio come il Chronomètre Bleu ha la particolarità di essere molto sottile e servono molti strati di vernice per dare al quadrante l’aspetto finale di un blu profondo a specchio; inoltre, non è possibile usare il forno per far asciugare la vernice sul quadrante. Nel Chronomètre Bleu, quando si applica la prima stampa è necessario aspettare una notte intera per avere la vernice perfettamente adesa al quadrante; bisogna avere molta attenzione e tenere sotto controllo parametri come la temperatura e l’umidità dell’ambiente. 

IL CHRONOMÈTRE BLEU DI F.P. JOURNE

Non è un caso che il Chronomètre Bleu sia l’orologio più desiderato del brand: oltre a essere bellissimo, è anche particolarmente complesso da produrre. Le due maggiori sfide sono date dal quadrante e dalla cassa in tantalio. Per il quadrante, il primo passaggio è la lucidatura a specchio. Di solito è impiegata su una piccola parte del quadrante, mentre nel Chronomètre Bleu esso è interamente lucidato. Poi si aggiungono i differenti strati di laccatura e tutto deve essere fatto a mano, perché ogni passaggio deve essere molto preciso. Per esempio, una delle maggiori criticità riguarda il fatto che la base del quadrante è molto sottile e piatta e le diverse operazioni che si svolgono per lavorarla possono creare problemi.

F.P. Journe Chronomètre Bleu

Ad esempio, la cosa più pericolosa durante la lucidatura è che, poiché la base del quadrante è molto sottile e ci vuole molto tempo per ottenere l’effetto a specchio, si crea calore che può deformare la base del quadrante. Aggiungendo diversi strati di lacca, bisogna poi fare attenzione che ciascuno di essi raggiunga il medesimo gradiente cromatico e il medesimo colore perfetto; lo stesso con la stampa tampografica alla fine, dove la precisione è tutto.

F.P. Journe Chronomètre Bleu
F.P. Journe Chronomètre Bleu

Quando in F.P. Journe si lavora sul quadrante del Chronomètre Bleu si ha una percentuale di quadranti perfetti che va dal 20 al 30%. Tutti motivi che spiegano come mai questo sia il quadrante di gran lunga più complesso da creare tra quelli degli orologi in catalogo e per quale motivo la produzione annuale sia così contenuta. 

F.P. Journe Chronomètre Bleu

Lo stesso discorso vale per la cassa in tantalio, l’unica in collezione prodotta con questo metallo. La sfida, per il tantalio, sta nella lavorazione. Sono infatti necessari gli stessi sofisticati macchinari che si usano per le casse in platino. Se l’oro è molto morbido, per cui bastano attrezzi piuttosto comuni sulle macchine CNC perché è un metallo facile da lavorare, per il platino e il tantalio serve un numero di macchinari almeno quattro volte maggiore, anche con punta diamantata, un dettaglio che ne fa lievitare il costo. Bisogna anche fare attenzione alla velocità di rotazione delle frese, perché a causa della durezza del tantalio gli attrezzi si possono rompere e possono danneggiare le macchine. Le casse in tantalio sono le uniche che, durante la lavorazione, devono essere costantemente supervisionate da una persona che stia vicina alla macchina.

F.P. Journe Chronomètre Bleu
F.P. Journe Chronomètre Bleu

PERCHÉ IL BLU?

Il Chronomètre Bleu nasce nel 2008 per essere il segnatempo meccanico di F.P. Journe con il prezzo più ragionevole in un catalogo dal valore molto alto. E ancora lo è, nonostante, come abbiamo visto sia super sfidante nella realizzazione. È anche l’unico solo tempo senza riserva di carica e con cassa da 39 mm: anche questo fa crescere molto il suo valore e la sua desiderabilità. È qualcosa di completamente diverso da tutti gli altri orologi del marchio e rappresenta una vera sfida, non solo per i cadraniers ma anche per i boîtiers, poiché non sono molti al mondo gli orologiai in grado di creare casse in tantalio. 

F.P. Journe Chronomètre Bleu

Il blu del Chronomètre Bleu è una scelta totalmente estetica, François-Paul Journe non ha mai espresso un motivo particolare per cui abbia voluto questo colore. Peraltro solo su questo orologio, l’unico blu del marchio. In più, la cassa in tantalio ha un colore grigio-blu che si abbina al meglio al quadrante, che nel Chronomètre Bleu ha per la prima volta il primato estetico, più del movimento. François-Paul Journe è sì un orologiaio ma anche un designer, che prende tutte le decisioni estetiche, anche quella di avere un orologio con questo colore profondo e a specchio.

F.P. Journe Chronomètre Bleu
F.P. Journe Chronomètre Bleu

FRANÇOIS-PAUL JOURNE E L’OSPITALITÀ

Orologiaio, designer, ma anche raffinato ospite. Fin dal 2003, con l’apertura della prima boutique a Tokyo, François-Paul Journe ha sempre voluto non solo un negozio ma un luogo dove invitare e ospitare i collezionisti, non disegnato come puro spazio di vendita ma come ambiente in cui parlare, discutere, rilassarsi. Un concept reso ancora più forte nelle due Maison Journe, a Miami e New York, che sono diverse dalle boutique e più grandi, con un grande bar; in quella di Miami c’è anche un bartender che è egli stesso parte del team, sempre con la filosofia dell’ospitalità e di vivere una esperienza.

La stessa filosofia alla base del ristorante appena aperto a Ginevra, 54 coperti, un posto in cui incontrare e ospitare appassionati e collezionisti. È il risultato del lavoro di due persone che hanno sviluppato due community e forti relazioni, ciascuno nei propri campi. Lo chef stellato Dominique Gauthier ha una visione precisa della cucina e dell’ospitalità e decide tutto ciò che riguarda il cibo, François-Paul Journe decide tutto per la decorazione e per la mise en place. Ogni tavolo ha il nome di un grande orologiaio del passato, l’unico contemporaneo è lo stesso François-Paul, che ha un proprio tavolo. Alle pareti, 11 poster con movimenti o disegni tecnici sono il legame tra alta cucina e alta orologeria. Del resto, lo stesso François-Paul ama la buona cucina e il buon vino ed è anche un ottimo cuoco: mette precisione e passione non solo in orologeria ma anche in cucina. 

Può sembrare un dettaglio leggero, questo dell’ospitalità, ma non lo è. È il completamento naturale del percorso personale e professionale e della filosofia produttiva di un uomo che in poco più di vent’anni ha saputo portare l’orologeria a un livello mai visto prima. Perché François-Paul Journe non è solo un maestro, F.P. Journe non è solo un brand, il Chronomètre Bleu non è solo un orologio. Sono i tre volti di due concetti che sono l’essenza stessa dell’alta orologeria: l’eccellenza artistica e la tensione verso la perfezione.

By Davide Passoni