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27 febbraio 2024

Denis Flageollet e l'unicità di De Bethune

Quando in orologeria si parla di predestinazione, ci sono poche storie così peculiari come quella di Denis Flageollet. Il co-fondatore di De Bethune è figlio, nipote e pronipote di orologiai. La cosa singolare, però, sta nel fatto che da bambino non era particolarmente appassionato di orologeria, era più interessato agli arnesi da lavoro. Fin da piccolo sapeva montare e smontare le sveglie, normale visto che ne era circondato. Ma non voleva fare lo stesso lavoro del padre.

Denis Flageollet

Per fortuna di noi appassionati, a un certo punto la sua strada formativa prese la direzione dell’orologeria, che lo portò prima a diventare restauratore e poi a incontrare persone come Michel Parmigiani, François-Paul Journe, Dominique Mouret, Simon Bull, Vianney Halter, Thomas Baumgartner e a collaborare con loro.

Nel 2002, insieme a David Zanetta, Denis Flageollet fondò De Bethune ponendosi da subito l’obiettivo di portare al polso dei clienti la cultura della “Belle Horlogerie” associata ai secoli XVIII e XIX. L’idea era quella di adattare la grande orologeria classica agli orologi moderni. Un’idea che ha funzionato. Ce lo ha raccontato proprio Denis Flageollet in questa intervista esclusiva.

Da dove viene il nome De Bethune e come è nato?

Proviene da Maximilien Henri De Bethune (1669-1729). Il cavaliere De Bethune fece parte dell’Ordine di Malta e inventò diversi procedimenti meccanici. Creò il famoso scappamento Chevalier De Bethune utilizzato dai più grandi orologiai dell’epoca, tra cui Julien Leroy. È con questo stesso spirito di innovazione tecnica che De Bethune sviluppa e realizza ogni giorno i suoi orologi.

Il vostro payoff è “L’art horloger au XXI siecle”. Cosa rende De Bethune diverso dagli orologiai del XX secolo?

Ogni cosa. Loro hanno promosso l’industrializzazione, noi promuoviamo l’artigianato e il lavoro manifatturiero. Loro hanno promosso la standardizzazione, noi promuoviamo l’innovazione. Loro hanno promosso la semplificazione, noi abbiamo promosso l’eccellenza e l’elenco potrebbe continuare all’infinito.

Estetica o meccanica: quale dei due ti guida quando concepisci un nuovo orologio? Oppure nessuna delle due prevale sull’altra?

Entrambe sono ugualmente importanti: una meccanica ben funzionante è generalmente molto gradevole dal punto di vista estetico e l’estetica a sua volta genera una buona funzionalità.

Quando penso a De Bethune le prime cose che mi vengono in mente sono: anse flottanti, casse in titanio ossidato, quadranti in meteorite e cieli stellati. Orologi dal carattere “insano” come il DB28 Kind of Blue, alternati a modelli più classici come il DB25 Starry Various. Da dove viene la tua ispirazione e a che tipo di pubblico miri?

Non abbiamo un target specifico: realizziamo orologi che ci danno piacere, orologi che vorremmo indossare, orologi che aggiungono una nuova pietra all’edificio dell’alta orologeria, orologi che rendono omaggio ai grandi innovatori dell’età dell’Illuminismo. In sintesi, orologi con significato. Quando c’è la passione, l’ispirazione diventa naturale.

DB28 Kind of Blue

Hai mai pensato a un orologio “entry level” per un pubblico più vasto?

Abbiamo il DB27 che rappresenta il prezzo entry level di De Bethune.

WatchBox ha recentemente rilevato la quota di maggioranza di De Bethune: cosa ha significato questo per il marchio e come influenzerà il vostro futuro?

Questa operazione rafforza significativamente le capacità del marchio, aumentando così di dieci volte la sua capacità inventiva.

Negli ultimi anni i brand indipendenti stanno avendo sempre più successo: cosa è cambiato nel mercato e nel mondo del collezionismo?

I collezionisti sono sempre più informati sulla realtà dei prodotti e questo ha contribuito a mettere in luce la reale autenticità del know-how degli indipendenti rispetto a quello dei grandi marchi, che faticano a rinnovarsi e offrono competenze davvero innovative.

Quali sono i punti di forza e di debolezza di essere un marchio indipendente?

L’indipendente è reattivo, creativo e innovativo e se è anche ben organizzato si prende cura del suo team e ha riserve per affrontare i momenti difficili. È molto più forte di qualsiasi altro marchio.

By Davide Passoni