Da una bottega di appena 15 metri quadrati a un nuovo spazio di oltre 170 nel cuore di Milano. Con il suo LAB, PISA 1940 riscopre il luogo simbolico da cui tutto è cominciato e lo trasforma in un centro dedicato alla cura degli orologi, all’incontro con i collezionisti e alla condivisione della cultura orologiera.

Prima di diventare uno degli indirizzi di riferimento dell’alta orologeria milanese, Pisa era una piccola bottega-laboratorio di appena 15 metri quadrati, affacciata su via Verri con un’unica vetrina. Dietro quel vetro, tra strumenti di precisione, orologi e pendole da riparare, prendeva forma un’idea di servizio fondata sulla competenza tecnica e sulla fiducia. Vendita e assistenza condividevano lo stesso spazio e il rapporto con il cliente si costruiva innanzitutto nella capacità di prendersi cura del suo segnatempo. È da quel primo banco di lavoro che, nel 1940, comincia una storia destinata ad accompagnare l’evoluzione dell’orologeria milanese.

A più di ottant’anni di distanza, PISA 1940 torna idealmente a quel primo banco inaugurando un nuovo laboratorio di oltre 170 metri quadrati. Le proporzioni sono cambiate, così come gli strumenti, le competenze richieste e la complessità degli orologi su cui intervenire. È rimasta però la stessa idea di fondo: il rapporto con un segnatempo non termina nel momento dell’acquisto, ma continua negli anni attraverso la manutenzione, l’assistenza e quel patrimonio di conoscenze necessario a preservarne precisione, bellezza e valore.
LE ORIGINI DI PISA 1940: UNA STORIA NATA IN LABORATORIO
Le origini di PISA 1940 precedono di qualche anno l’apertura della bottega milanese. All’inizio degli anni Trenta Divino Pisa, secondo di tredici fratelli, fonda nel capoluogo lombardo la prima scuola italiana di orologeria, un luogo nel quale i giovani artigiani possono fare apprendistato. Lo raggiungono poco dopo i fratelli Osvaldo e Ugo, arrivati dall’Emilia-Romagna con una passione per la micromeccanica destinata a diventare un mestiere di famiglia.

Nel 1940 Osvaldo apre in via Verri la bottega-laboratorio Fratelli Pisa. L’attività, rallentata dalla guerra, riprende vigore solo nel 1946 con l’ingresso di Ugo, capace di riconoscere nell’orologio non soltanto un oggetto tecnico, ma anche un’espressione di ingegno, artigianalità e bellezza. In quei pochi metri quadrati si riparano orologi e pendole e, anno dopo anno, si costruisce una reputazione fondata sulla professionalità e sulla puntualità del servizio. Il laboratorio non è allora mera funzione accessoria del negozio: ne rappresenta il centro, il luogo in cui competenza tecnica e relazione personale coincidono.

È anche per questo che l’apertura del nuovo LAB assume il significato di un ritorno alle origini. Non si parla di un esercizio nostalgico, né del tentativo di riprodurre l’atmosfera di una bottega del passato, bensì la volontà di riportare in primo piano il nucleo dal quale PISA 1940 ha cominciato a crescere. Come ricorda Chiara Pisa, il nonno Ugo considerava gli orologi “beni viventi”, associandone il ticchettio al battito di un cuore. Un’immagine che restituisce la natura di un oggetto meccanico in costante movimento e, insieme, il legame personale che può nascere tra un segnatempo e chi lo indossa.
PISA 1940, OLTRE OTTANT’ANNI DI EVOLUZIONE A MILANO
La piccola bottega diventa progressivamente un salotto dell’alta orologeria, frequentato dalla borghesia milanese e internazionale; alle riparazioni si affianca una selezione di segnatempo scelti con un gusto spesso anticipatore, mentre gli spazi di via Verri si rinnovano progressivamente per accompagnare la crescita dell’attività e per rispondere a un pubblico e a un mercato in costante trasformazione. Dopo la scomparsa di Ugo Pisa nel 1971, Grazia e Maristella raccolgono l’eredità di famiglia e imprimono all’attività una nuova direzione. Negli anni Ottanta aprono PISA Minuti, dedicato agli orologi contemporanei e creativi; nel decennio successivo rinnovano e ampliano lo spazio storico, introducendo anche un modo differente di presentare le novità dei saloni di Basilea e Ginevra.

Il nuovo millennio accelera ulteriormente questa trasformazione. Nel 2008 vengono inaugurate le boutique Rolex e Patek Philippe; nel 2016 apre il Flagship Store di via Verri 7, seguito negli anni da nuovi spazi dedicati a Vacheron Constantin, Hublot e A. Lange & Söhne. Le boutique vengono aggiornate, le esposizioni ripensate e l’offerta ampliata fino a comprendere alta gioielleria, secondo polso e servizi digitali. Nel 2024 il passaggio da Pisa Orologeria a PISA 1940 traduce questa evoluzione anche nel nome, mantenendo visibile l’anno in cui tutto ha avuto inizio. In questa successione di ampliamenti e nuovi progetti, gli spazi non rappresentano mai un semplice involucro. Ogni intervento racconta un modo diverso di interpretare l’esperienza del cliente e il rapporto con l’alta orologeria. Il nuovo laboratorio si inserisce nella stessa traiettoria: dopo essere stati integrati per anni all’interno delle boutique, i servizi tecnici ritrovano ora un ambiente indipendente, autonomo ma non separato dal resto dell’universo PISA 1940.
DENTRO IL NUOVO LABORATORIO PISA 1940
Il nuovo LAB occupa una superficie di oltre 170 metri quadrati organizzata secondo le differenti fasi dell’assistenza. Una sala è riservata alle operazioni di pulitura e sabbiatura, mentre altri ambienti sono dedicati al lavaggio di meccanismi, casse e bracciali. La sala principale dispone di sei postazioni attrezzate per accogliere tanto gli interventi più rapidi quanto le lavorazioni di maggiore precisione, restituendo visivamente l’immagine di un laboratorio classico attraverso un linguaggio essenziale e contemporaneo. La luce uniforme, i grandi piani di lavoro e l’ordine delle postazioni creano un ambiente pensato per favorire concentrazione e controllo in ogni fase dell’intervento. Microscopi, utensili e componenti riportano invece alla dimensione più autentica del mestiere, fatta di gesti minimi, osservazione e pazienza. A supportare il lavoro degli orologiai intervengono macchinari per i test di impermeabilità, dispositivi diagnostici e sistemi di controllo tecnico, necessari per verificare precisione, riserva di carica e corretto funzionamento del movimento.

La tecnologia, tuttavia, rimane uno strumento nelle mani delle persone. Nel LAB lavora un team di otto tecnici orologiai, formati attraverso percorsi di specializzazione e certificazione presso importanti Maison dell’alta orologeria. È a loro che spetta interpretare i risultati delle verifiche, riconoscere le caratteristiche del singolo movimento e stabilire come intervenire nel rispetto delle procedure previste dai diversi marchi. Se gli strumenti sono diventati più sofisticati, l’esperienza, la sensibilità manuale e la conoscenza continuano a rappresentare la parte decisiva del lavoro.
QUICK SERVICE, REVISIONI, LUCIDATURA E RESTAURO: TUTTI I SERVIZI DEL LAB
Le attività del nuovo laboratorio si sviluppano su livelli differenti, a partire dal quick service, pensato per le operazioni più rapide e per le verifiche che non richiedono una revisione completa. È il primo livello di assistenza, utile per controllare lo stato generale del segnatempo, effettuare interventi circoscritti e individuare eventuali anomalie prima che diventino problemi più complessi.

Quando l’orologio richiede una manutenzione approfondita si passa invece alla revisione. Il processo può comprendere la diagnosi iniziale, lo smontaggio del movimento, la pulizia e la lubrificazione dei componenti, il controllo delle parti soggette a usura, il rimontaggio, la regolazione e le verifiche conclusive. A queste operazioni si aggiungono i test di impermeabilità e l’analisi di cassa, corona, bracciale e guarnizioni. Ogni intervento viene definito in base alle caratteristiche del modello e, quando necessario, alle procedure stabilite dalla Maison. La lucidatura riguarda il ripristino estetico di cassa e bracciale, ma è una lavorazione più delicata di quanto possa sembrare. Eliminare micrograffi e segni superficiali richiede attenzione per non alterare proporzioni, spigoli, geometrie o alternanza delle finiture originali. Superfici lucide, satinate e spazzolate devono essere trattate con procedimenti differenti, valutando anche quando sia preferibile non intervenire, soprattutto nel caso di esemplari storici nei quali le tracce del tempo possono contribuire all’identità dell’orologio.
Ancora più complesso è il restauro, che non consiste semplicemente nel riportare un segnatempo a una condizione esteticamente gradevole. Restaurare significa preservarne la coerenza, l’integrità e, per quanto possibile, l’originalità. Su un orologio vintage o particolarmente raro, la sostituzione di una componente o il ripristino di una superficie possono incidere sul valore storico e collezionistico. Per questo il confronto tra tecnico e proprietario diventa parte essenziale del processo, trasformando la cura dell’orologio in una scelta consapevole e condivisa.
EVENTI E BIBLIOTECA: IL LABORATORIO DIVENTA UNO SPAZIO DA VIVERE
Il laboratorio di orologeria è stato a lungo uno spazio nascosto, collocato dietro la boutique o lontano dagli ambienti destinati al pubblico. Il nuovo progetto di PISA 1940 conserva la concentrazione e il rigore necessari al lavoro tecnico, ma cerca allo stesso tempo di ridurre la distanza tra chi affida il proprio orologio e chi se ne prende cura. I tecnici possono accogliere il cliente, mostrare ciò che è emerso dalla diagnosi e spiegare lavorazioni e verifiche necessarie. L’assistenza smette così di essere una parentesi invisibile tra il momento della consegna e quello del ritiro e diventa un’occasione per conoscere meglio il proprio segnatempo. Questa apertura si riflette anche nella presenza di una sala destinata a presentazioni, incontri ed eventi speciali. Lo spazio potrà accogliere collezionisti e appassionati per momenti di approfondimento dedicati all’orologeria contemporanea, creando un dialogo tra chi gli orologi li costruisce, chi li cura e chi sceglie di indossarli. Il LAB assume quindi una funzione ulteriore rispetto a quella del tradizionale centro assistenza: non soltanto luogo operativo, ma ambiente vivo, capace di trasformare la competenza tecnica in un’esperienza da condividere.
A completarlo è una biblioteca con oltre 250 volumi, tra pubblicazioni storiche, manuali tecnici e libri dedicati alle Maison. Non un semplice elemento d’arredo, ma la rappresentazione tangibile del patrimonio di conoscenze che accompagna il lavoro al banco. Nell’orologeria, studio ed esperienza manuale procedono da sempre insieme: conoscere l’evoluzione di un calibro, consultare una documentazione tecnica o ricostruire la storia di un modello può essere determinante quanto saper utilizzare uno strumento. «Il nostro obiettivo è che il laboratorio possa diventare uno spazio vivo», spiega Matteo Giustarini, After Sales Service Manager di PISA 1940. Una definizione che riassume il progetto nella sua interezza: un luogo tecnico ma non inaccessibile, indipendente ma connesso alle boutique, radicato nella tradizione e allo stesso tempo progettato per le esigenze dell’orologeria contemporanea.
Il nuovo LAB non guarda al passato per celebrare ciò che è stato. Riporta nel presente il gesto da cui tutto ha avuto origine e restituisce alla cura dell’orologio un ruolo centrale nell’esperienza PISA 1940. Dopo oltre ottant’anni la storia torna così al suo punto di partenza: non per fermarsi ma per rimettere il tempo in movimento.
By Elisa Copeta




