10 Giugno 2026

MB&F HM12 The Guardian: il ritorno della fantascienza meccanica secondo Maximilian Büsser

avatar
Tempo di lettura: 15 min

A vent’anni dalla sua fondazione, MB&F torna a guardare verso le proprie origini con una creazione che riassume come poche altre il percorso compiuto dal marchio dal 2005 a oggi. Il nuovo MB&F HM12 The Guardian non è semplicemente una nuova Horological Machine, né un tradizionale orologio celebrativo. È un progetto che unisce un segnatempo da polso con tourbillon volanteore saltanti e una complessa complicazione Face Shield a un robot meccanico alto oltre 38 centimetri sviluppato insieme a L’Epée 1839.

MB&F HM12 The Guardian
MB&F HM12 The Guardian

Composto da quasi 1.500 componenti, HM12 The Guardian inaugura il terzo decennio della Maison ginevrina riaffermando tutto ciò che ha reso unico il marchio: immaginazione, sperimentazione tecnica, design tridimensionale e una visione dell’alta orologeria capace di andare oltre la semplice misurazione del tempo.

Fin dalla sua nascita, MB&F ha costruito la propria identità attorno a un concetto semplice ma rivoluzionario: creare oggetti meccanici capaci di suscitare emozioni e meraviglia prima ancora di indicare l’ora. Non sorprende quindi che la Maison definisca HM12 The Guardian non come un orologio, ma come un vero e proprio progetto orologiero totale, composto da due elementi inseparabili che possono vivere insieme o separatamente senza perdere la propria identità.

MB&F HM12 The Guardian
MB&F HM12 The Guardian
MB&F HM12 The Guardian

Basta osservare HM12 per pochi istanti per capire che ci si trova davanti a qualcosa di diverso. Prima ancora di essere percepito come un segnatempo, appare come un volto meccanico. Due grandi occhi dominano la scena, mentre il tourbillon, il micro-rotore e le visiere mobili contribuiscono a creare la sensazione di trovarsi davanti a un personaggio proveniente da un universo fantascientifico. È un approccio che appartiene da sempre al DNA di MB&F e che qui raggiunge una delle sue espressioni più complete.

IL PROGETTO CHE APRE IL TERZO DECENNIO DI MB&F

La storia di MB&F HM12 The Guardian è iniziata diversi anni fa. In origine avrebbe dovuto rappresentare la celebrazione del ventesimo anniversario del marchio, ma durante lo sviluppo l’idea ha continuato a crescere fino a superare le ambizioni iniziali. Nuove soluzioni tecniche, nuove sfide ingegneristiche e una visione sempre più articolata hanno richiesto tempi di sviluppo ben più lunghi del previsto.

MB&F HM12 The Guardian

Lungi dall’essere un problema, questo percorso ha consentito a MB&F di trasformare quello che doveva essere un semplice modello celebrativo in qualcosa di molto più significativo. HM12 The Guardian diventa così l’oggetto scelto per inaugurare il terzo decennio della Maison, riaffermando i valori che ne hanno definito l’identità fin dall’inizio.

Tornare alle origini non significa riproporre il passato. Significa recuperare le idee che hanno plasmato il marchio e reinterpretarle attraverso competenze, tecnologie e sensibilità maturate nel corso degli ultimi vent’anni. Non a caso uno dei principi che guidano l’intera filosofia MB&F è che “un adulto creativo è un bambino sopravvissuto”. È proprio questa visione a permeare ogni aspetto di HM12 The Guardian, una creazione che unisce immaginazione, cultura pop, design narrativo e alta orologeria in un unico linguaggio espressivo.

Maximilian Büsser
Maximilian Maertens

Il progetto segna inoltre una tappa importante nell’evoluzione creativa della Maison. Per la prima volta una Horological Machine è stata concepita e sviluppata internamente dal tandem formato da Maximilian BüsserMaximilian Maertens, figura che negli ultimi anni ha avuto un ruolo sempre più rilevante all’interno dell’universo MB&F. Se Büsser ha definito il concept iniziale, è stato Maertens a trasformarlo in realtà, seguendo per oltre quattro anni ogni fase dello sviluppo, dalla modellazione tridimensionale ai prototipi fino alla definizione delle proporzioni finali.

UNA TESTA DI ROBOT CHE DIVENTA OROLOGIO

L’idea da cui nasce MB&F HM12 The Guardian è sorprendentemente semplice: immaginare che la testa di un robot possa trasformarsi in un orologio da polso.

MB&F HM12 The Guardian
MB&F HM12 The Guardian

Da questa intuizione prende forma un oggetto che, osservato frontalmente, viene percepito immediatamente come un volto. È una differenza apparentemente sottile ma fondamentale. MB&F ha progettato HM12 affinché venisse percepito prima come un personaggio e soltanto successivamente come un orologio. A differenza di altre Horological Machine, spesso ispirate a veicoli, motori o astronavi, qui il racconto ruota attorno a una presenza meccanica dotata di una propria personalità.

Prima ancora di leggere l’ora, l’osservatore si trova davanti a una presenza. I due display che indicano il tempo diventano letteralmente gli occhi del robot, contribuendo a creare un legame emotivo con l’oggetto che va ben oltre la sua funzione primaria.

MB&F HM12 The Guardian
MB&F HM12 The Guardian
MB&F HM12 The Guardian

L’estetica fonde riferimenti provenienti da epoche differenti. Da una parte troviamo l’immaginario fantascientifico degli anni Settanta e Ottanta che ha accompagnato l’infanzia di Maximilian Büsser. Dall’altra emergono influenze più contemporanee, dai Transformers fino alla fantascienza cinematografica moderna. Il risultato è un linguaggio estetico che riesce a dialogare contemporaneamente con diverse generazioni di appassionati.

La cassa, realizzata in titanio grado 5, misura 49,3 mm di lunghezza43,6 mm di larghezza e 13,8 mm di spessore. Le proporzioni sono state studiate per garantire una forte presenza tridimensionale senza compromettere l’indossabilità. Un ruolo fondamentale è svolto dai tre ampi vetri zaffiro che caratterizzano la costruzione dell’orologio. Posizionati superiormente, inferiormente e lateralmente, consentono alla luce di attraversare la struttura e di valorizzare la complessa architettura meccanica interna.

MB&F HM12 The Guardian
MB&F HM12 The Guardian

Anche il sistema di anse contribuisce all’originalità del progetto. Le anse mobili posizionate a ore 12 e quelle fisse a ore 6 permettono all’orologio di adattarsi alla forma del polso, mantenendo al tempo stesso la forte personalità estetica che caratterizza l’intera costruzione.

TOURBILLON VOLANTE, ORE SALTANTI E UN CALIBRO DA 646 COMPONENTI

Dietro l’aspetto ludico e quasi giocoso di HM12 si nasconde un autentico esercizio di alta orologeria indipendente. Il movimento automatico è stato sviluppato interamente da MB&F e rappresenta uno dei calibri più complessi mai realizzati dalla Maison.

MB&F HM12 The Guardian

Composto da 646 componenti e 86 rubini, il movimento garantisce una riserva di carica di 84 ore e utilizza una costruzione progettata fin dall’inizio per seguire la forma della cassa. Una scelta che distingue HM12 da molti altri orologi contemporanei, nei quali è spesso la cassa ad adattarsi al movimento.

Numeri che confermano come MB&F HM12 The Guardian non sia soltanto una provocazione estetica, ma una delle espressioni tecnicamente più sofisticate mai realizzate dalla Maison ginevrina.

Gli occhi del robot svolgono una funzione ben precisa. A sinistra trova posto l’indicazione delle ore saltanti istantanee, mentre a destra vengono visualizzati i minuti a scorrimento continuo. Entrambe le indicazioni utilizzano dischi rotanti letti attraverso riferimenti fissi, trasformando la lettura del tempo in parte integrante del design.

MB&F HM12 The Guardian
MB&F HM12 The Guardian

Nella zona inferiore è visibile uno dei due lati del micro-rotore bifacciale, sagomato secondo la celebre ascia da battaglia che rappresenta uno dei simboli iconici di MB&F. Nella parte superiore emerge invece il grande tourbillon volante, volutamente esposto e posizionato come se fosse il cervello del robot. Visibile sia frontalmente sia lateralmente attraverso i vetri zaffiro, il tourbillon diventa uno degli elementi estetici dominanti dell’intera costruzione, attirando immediatamente lo sguardo verso il “cervello” della macchina.

Se il lato frontale guarda al futuro, il retro dell’orologio racconta una storia diversa. Qui emerge tutto il legame con la tradizione dell’alta orologeria svizzera. Ponti rifiniti a mano, superfici decorate e una platina granulata creano un forte contrasto con l’aspetto futuristico della parte frontale. Particolarmente interessante è il rotore posteriore decorato con guillochage realizzato grazie al contributo del maestro indipendente Kari Voutilainene del suo team, una lavorazione estremamente complessa poiché eseguita su una superficie curva e sferica.

MB&F HM12 The Guardian

In questo senso HM12 occupa una posizione unica all’interno della produzione MB&F, combinando il linguaggio visionario delle Horological Machine con il livello di raffinatezza che tradizionalmente caratterizza le Legacy Machine.

FACE SHIELD: LA COMPLICAZIONE CHE TRASFORMA IL VOLTO DEL ROBOT

L’elemento più originale di MB&F HM12 The Guardian è probabilmente il sistema Face Shield, una complicazione sviluppata appositamente per questo progetto.

Azionate tramite la corona posizionata sul lato sinistro della cassa, le visiere scorrono progressivamente davanti al volto del robot modificandone completamente l’aspetto. Chi indossa l’orologio può decidere in qualsiasi momento il livello di apertura desiderato, passando da una completa esposizione del quadrante fino alla sua quasi totale copertura.

MB&F HM12 The Guardian
MB&F HM12 The Guardian
MB&F HM12 The Guardian

Ciò che rende davvero straordinaria questa funzione è il livello di complessità tecnica necessario per realizzarla. Il sistema richiede oltre 200 componenti dedicati, un numero superiore a quello presente in molti orologi meccanici completi. Ancora più sorprendente è il fatto che l’intero meccanismo sia totalmente indipendente dal movimento principale.

MB&F ha inoltre applicato a questa funzione lo stesso livello di finitura riservato ai componenti del calibro. Ruote lucidate, castoni rifiniti e complessi angoli rientranti dimostrano come la Maison abbia voluto trattare il Face Shield non come un semplice accessorio estetico, ma come una vera complicazione meccanica integrata nell’architettura dell’orologio.

MB&F HM12 The Guardian

È proprio questa fusione tra funzione meccanica e costruzione narrativa a distinguere MB&F HM12 The Guardian dalla maggior parte delle complicazioni contemporanee. Il sistema Face Shield non nasce per risolvere un problema tecnico, ma per rafforzare la personalità dell’oggetto e il rapporto tra chi lo indossa e la macchina.

THE GUARDIAN: MOLTO PIÙ DI UN SUPPORTO

Uno degli aspetti più interessanti dell’intero progetto è che The Guardian non è un espositore.

Questo concetto viene ribadito più volte da MB&F perché rappresenta uno degli aspetti centrali dell’intera creazione. The Guardian non è stato concepito come un accessorio o una base espositiva, ma come una parte integrante dell’esperienza. Senza di lui, HM12 resta un orologio straordinario; insieme, i due elementi danno vita a un’unica opera meccanica.

MB&F HM12 The Guardian

Sviluppato insieme a L’Epée 1839, storico partner della Maison per le creazioni meccaniche da tavolo, il robot è composto da 755 componenti e integra diverse funzioni meccaniche. Al centro del torace si trova un termometro meccanico che funge simbolicamente da cuore del robot. Nel braccio destro è integrata una lente d’ingrandimento calibrata per osservare il movimento nei minimi dettagli, mentre il braccio sinistro ospita una torcia UV removibile progettata per attivare il Super-LumiNova presente sia sull’orologio sia sul robot.

Grazie al sistema di sgancio rapido, HM12 può essere rimosso dal cinturino e montato direttamente sulla testa del robot. Il cinturino stesso viene custodito all’interno di un cassetto nascosto ricavato nella base.

MB&F HM12 The Guardian

Con un’altezza di 38,2 centimetri, una base di 22 centimetri di diametro e un peso complessivo di circa 15 chilogrammi, The Guardian si presenta come una vera e propria scultura meccanica. Un oggetto pensato per essere osservato, manipolato ed esplorato, esattamente come l’orologio che completa.

DISPONIBILITÀ E CONSIDERAZIONI FINALI

Il nuovo MB&F HM12 The Guardian sarà disponibile in tre varianti cromatiche, bluverde e viola. Ciascuna versione sarà prodotta in appena 12 esemplari, per una produzione complessiva limitata a soli 36 pezzi.

Più che una semplice novità di prodotto, MB&F HM12 The Guardian rappresenta una sintesi dell’universo creativo costruito da Maximilian Büsser negli ultimi vent’anni. Al suo interno convivono l’estetica fantascientifica delle prime Horological Machine, la raffinatezza meccanica delle Legacy Machine, la cultura della collaborazione che da sempre caratterizza il marchio e una capacità narrativa che continua a distinguere MB&F all’interno dell’orologeria indipendente svizzera contemporanea.

MB&F HM12 The Guardian
MB&F HM12 The Guardian
MB&F HM12 The Guardian

In un mercato sempre più orientato verso reinterpretazioni vintage e richiami al passato, MB&F continua a percorrere una strada diversa. HM12 The Guardian non cerca di ricordare ciò che è stato. Cerca di immaginare ciò che potrebbe essere. Ed è probabilmente questo il motivo per cui, dopo vent’anni, le Horological Machine continuano a sembrare provenire da un futuro immaginato molti anni fa, ma che l’orologeria contemporanea non ha ancora raggiunto.

By Jacopo Giudici

SPECIFICHE TECNICHE

Modello:MB&F HM12 The Guardian

Cassa:Titanio Grado 5 / Lunghezza 49,3 mm, Larghezza 43,6 mm, Altezza 13,8 mm

Quadrante:Verde, Blu e Viola.

Movimento:Automatico Sviluppato In-House / Doppio Rotore di Carica / Tourbillon Volante / Ore Saltanti Istantanee / Minuti a Scorrimento Continuo / Funzione Visiera / Riserva di Carica: 84 Ore

Cinturino:A Sgancio Rapido Con Chiusura In Velcro

Prezzo:Su Richiesta

Errore: Modulo di contatto non trovato.