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23 aprile 2024

Omega Speedmaster Moonwatch e la purezza del bianco

L’orologeria è un mondo in cui la tradizione ha ancora un peso non indifferente e nel quale sono molte le certezze rassicuranti. Una di queste è il quadrante nero dell’Omega Speedmaster. Unico e riconoscibile da oltre 65 anni. Ogni tanto, però, succede qualcosa di inatteso che disorienta gli appassionati: quel quadrante, da nero, diventa bianco. Candido o panna, poco importa: l’Omega Speedmaster cambia del tutto volto, con referenze che in breve entrano a far parte dell’Olimpo degli orologi più ricercati dai collezionisti.

Omega Speedmaster Moonwatch White Dial

In questo 2024 è successo ancora. O meglio, già a novembre 2023 durante un evento di Omega a New York, quando sul polso di Daniel Craig era comparso qualcosa di strano. A pochissimi, infatti, era sfuggita una presenza speciale indosso all’attore, che siamo più abituati a vedere con un Seamaster quando interpreta James Bond. Sembrava una versione senza precedenti del classico Moonwatch, con un quadrante chiaro. E no, non era il quadrante argentato del Moonwatch Canopus Gold. A occhio, doveva essere acciaio.

Omega Speedmaster Moonwatch White Dial

Il mistero è stato svelato a inizio marzo, quando il brand ha presentato un nuovo Omega Speedmaster in acciaio con quadrante laccato bianco. Un orologio destinato a restare nella collezione corrente, a differenza di altre referenze bianche create in edizione limitata. Quali sono? Fondamentalmente tre quelle da ricordare: lo Speedmaster 40th Anniversary “Albino” del 1997, realizzato per il mercato italiano, l’Alaska Project del 2008 – ripresa dei modelli creati tra gli anni ’60 e ’70 – e lo Speedmaster Moonwatch Apollo 13 Silver Snoopy Award del 2015. Dopo aver parlato della nuova referenza, li rivedremo rapidamente per rinfrescarci la memoria.

IL NUOVO OMEGA SPEEDMASTER MOONWATCH BIANCO

Partiamo dunque dalla novità, dal nuovo Omega Speedmaster Moonwatch con quadrante laccato bianco, referenza 310.30.42.50.04.001. Questa volta la scelta di utilizzare il colore-non-colore per eccellenza è stata espressamente dettata dalla volontà di sottolineare il forte legame dell’orologio con lo spazio. Leggerete un po’ ovunque che il bianco del quadrante richiama quello delle tute degli astronauti impegnati in attività al di fuori della navetta o della stazione spaziale. E che la scritta Speedmaster in rosso a ore 12 rimanda sia alla cassa esterna dell’Alaska Project I, sia al colore delle strisce che, sulle tute, indicavano il grado di comandante.

Omega Speedmaster Moonwatch White Dial
Omega Speedmaster Moonwatch White Dial

Tutto vero. Quello però che vale la pena sottolineare di questo orologio è l’incredibile eleganza che la finitura laccata bianca dà non solo al quadrante, ma all’intero Speedmaster. Notevole per un segnatempo che ha sempre privilegiato l’abito sportivo a quello formale. La laccatura ha una luminosità uniforme che accentua il design cosiddetto “step” del quadrante, ma nel contempo ne smussa e ammorbidisce le finiture.

Omega Speedmaster Moonwatch White Dial

Ricordiamo che quando parliamo di design “step” ci riferiamo ai diversi livelli di profondità che hanno l’anello della minuteria, la parte centrale e i contatori cronografici. Ebbene, nel nuovo Omega Speedmaster Moonwatch questi step, questi gradini, sono addolciti, morbidi, omogenei all’intero design, specialmente se si guarda il quadrante da una prospettiva laterale. A controbilanciare questa morbidezza ci sono gli indici neri delle ore applicati, che spiccano in modo deciso insieme alla punta rossa della lancetta dei secondi cronografici.

I DETTAGLI DEL DESIGN

In generale il design di questa referenza si caratterizza per un livello di finitura altissimo che interessa complessivamente tutti i suoi dettagli. A partire dalla cassa da 42 mm, che è in acciaio così come il bracciale d’ispirazione vintage, caratterizzato da un design a cinque maglie incurvate per ciascuna fila. L’estetica classica è completata da una lavorazione che alterna dettagli lucidi e spazzolati. Oltre alla versione con bracciale (che costa 9.100 euro), questo Omega Speedmaster Moonwatch è disponibile anche con un cinturino in pelle nera micro-traforata e impunture bianche in stile racing (8.700 euro) o con cinturino in caucciù con trattamento antibatterico (8.700 euro). Quest’ultimo cinturino è decorato all’interno con un motivo in rilievo positivo che ricorda la superficie lunare, un rimando ulteriormente alla vocazione spaziale dell’orologio.

Omega Speedmaster Moonwatch White Dial
Omega Speedmaster Moonwatch White Dial

Degna di nota è anche la lunetta, che Omega a realizzato in alluminio anodizzato nero. A impreziosire ulteriormente questa referenza, il brand l’ha dotata del famoso “Dot over 90” sulla scala tachimetrica. Una dicitura comune tra gli appassionati che, lo ricordiamo, indica la presenza del puntino indicatore al di sopra del numero 90 sulla lunetta e non a fianco di esso; un dettaglio di design che caratterizza gli Speedmaster prodotti prima del 1970, oggi assai pregiati e ricercati.

IL CALIBRO

Nella cassa dell’orologio batte un movimento che, sul mercato, è lo stato dell’arte. Si tratta del calibro Co-Axial Master Chronometer 3861, un cronografo con movimento a carica manuale dotato di scappamento Co-Axial. Certificato Master Chronometer approvato dal METAS, è resistente a campi magnetici fino a 15.000 gauss e ha il bilanciere a spirale libera con spirale in silicio, sostanzialmente amagnetica.

Omega Speedmaster Moonwatch White Dial

È visibile attraverso il fondello in vetro zaffiro. Più che per la finitura rodiata e per i ponti lavorati con motivo a Côtes de Genève, quello che più impressiona è la sua architettura armonica che sarebbe stato un peccato nascondere dietro a un fondello chiuso. Il retro cassa trasparente non inficia l’impermeabilità della cassa, che è garantita fino a 5 bar. Il calibro Co-Axial Master Chronometer 3861 è una versione aggiornata del Calibro 321 che accompagnò gli astronauti sulla Luna dal 1969.

GLI OMEGA SPEEDMASTER BIANCHI: IL MOONWATCH ALBINO

Raccontata la novità, veniamo ora al breve excursus sui Moonwatch di bianco vestiti. Lo Speedmaster 40th Anniversary cosiddetto “Albino” è stato invece lanciato da Omega nel 1997 in soli 500 pezzi e solo per il mercato italiano. Il colore del suo quadrante è in realtà un bianco sporco, che vira più verso un crema. Ha lancette nere per un’ottima leggibilità a contrasto, con Super Lumi-Nova nero. Poiché proprio nel 1997 Omega ha iniziato a utilizzare il Super-LumiNova per i suoi Speedmaster, questo cronografo è stata una delle prime referenze ad averlo.

Omega Speedmaster Moonwatch 40° Anniversary Albino 1997
Omega Speedmaster Moonwatch 40° Anniversary Albino 1997
Omega Speedmaster Moonwatch 40° Anniversary Albino 1997

Un’altra particolarità dell’orologio è il fatto di essere un cosiddetto “sapphire sandwich”, ossia un orologio con un vetro zaffiro sul quadrante (anziché un vetro in esalite) e uno sul fondello. Attraverso quest’ultimo si può vedere il calibro 1863 anch’esso introdotto per la prima volta nel 1997, così come il Super-LumiNova.

NOME IN CODICE: ALASKA PROJECT

Più articolata è la storia dell’Alaska Project, dalla quale discende il modello 2008 oggi tra i più ricercati dai collezionisti. La storia dietro a questo Omega Speedmaster con quadrante bianco inizia alla fine degli anni ‘60, quando l’ingegnere della NASA James H. Ragan, che in precedenza aveva lavorato alle procedure di test per orologi e fotocamere per il progetto Apollo, continua a sviluppare le specifiche per l’attrezzatura che gli astronauti avrebbero utilizzato.

Omega Speedmaster Moonwatch Alaska Project 2008

Il nome del progetto “Alaska” ha poco a che fare con lo stato americano. Omega infatti utilizzava parole in codice per molti dei suoi progetti, per ridurre al minimo il rischio di spionaggio industriale. Tra questi nomi vi erano spesso quelli di città o Paesi. Il nome in codice Alaska Project fu utilizzato fino alla fine degli anni ‘70.

Omega Speedmaster Moonwatch Alaska Project 2008

Il primo prototipo di Speedmaster che Omega completò secondo queste richieste fu l’Alaska Project in titanio nel 1969. Il movimento, basato sul calibro Omega 861, utilizzava diversi materiali e oli per resistere alle alte temperature, e la cassa era protetta da una cassa esterna rossa in alluminio anodizzato. Inoltre, l’orologio aveva un quadrante argentato/bianco per riflettere meglio la luce solare e il calore. Da qui l’origine del quadrante bianco per queste serie

Omega Speedmaster Moonwatch Alaska Project 1969
Omega Speedmaster Moonwatch Alaska Project 1969
Omega Speedmaster Moonwatch Alaska Project 1969
Omega Speedmaster Moonwatch Alaska Project 1969

Infine, questo modello utilizzava due lancette del cronografo a forma di razzo o, più precisamente, a forma di capsula spaziale, per una migliore leggibilità. Funzionavano come frecce che puntavano verso le tracce dei minuti e delle ore quando le condizioni di lettura non erano ottimali, principalmente a causa delle vibrazioni a bordo delle navicelle. La forma di queste lancette avrebbe caratterizzato i modelli successivi, passando per l’Alaska II del 1970 e per tutti quelli della decade, fino alla referenza del 2008.

Omega Speedmaster Moonwatch Alaska Project 2008

Quest’ultima ha un quadrante bianco, lancette nere a forma di capsula per i contatori del cronografo e una lancetta rossa dei secondi cronografici. Ciò che è cambiato è l’uso del Super-LumiNova al posto del trizio. Per quanto riguarda la cassa esterna rossa, è un po’ diversa da quella dell’Alaska II del 1970. Reca un testo in cui si specifica che si tratta dell’orologio “Alaska Project”, uno “strumento per temperature estreme nello spazio”. Inoltre, la scala dei 60 minuti non è evidenziata in argento e anche il retro è diverso: l’originale aveva il colore alluminio, la versione del 2008 è tutta rossa.

LO SPEEDMASTER MOONWATCH SNOOPY DEL 2015

L’edizione 2015 dell’Omega Speedmaster Moonwatch Apollo 13 Silver Snoopy Award fu presentata a Baselworld. La base di quella edizione limitata a 1.970 pezzi è il classico Omega Speedmaster, un cronografo con cassa da 42 mm realizzato in acciaio sia lucido sia spazzolato, con un quadrante a 3 contatori e il calibro Omega 1861. Per i più attenti, un’edizione Snoopy Award dello Speedmaster non è una novità, dato che Omega aveva introdotto una prima versione (realizzata in 5441 pezzi) nel 2003, con una patch di Snoopy nel contatore a ore 9 e con un fondello dedicato.

Omega Speedmaster Moonwatch Apollo 13 Silver Snoopy Award 2015

L’Omega Speedmaster Moonwatch del 2015 mostra una combinazione di colori in bianco e nero e diversi dettagli che ricordano quella missione spaziale e quel premio. Il quadrante presenta uno sfondo bianco con scritte e lancette nere, mentre gli indici luminosi hanno un outline bianco con cavità superiori riempite di vernice nera. Il contatore dei piccoli secondi alle 9 mostra Snoopy con un fumetto, «Failure is not an option», «Il fallimento non è un’opzione».

Omega Speedmaster Moonwatch Apollo 13 Silver Snoopy Award 2015

Altro dettaglio curioso di quella referenza è la scala di 14 secondi sul quadrante, che parte da 0 con la scritta “Che cosa potresti fare in 14 secondi?”. Si tratta del riferimento alla durata della spinta che gli astronauti erano riusciti a creare per portare il modulo in orbita e ritornare poi sani e salvi sulla terra. Anche la lunetta è specifica per quell’edizione: anche se può sembrare simile a quella del classico Moonwatch, è in ceramica nera lucida con scala tachimetrica in Super-LumiNova.

Omega Speedmaster Moonwatch Apollo 13 Silver Snoopy Award 2015
Omega Speedmaster Moonwatch Apollo 13 Silver Snoopy Award 2015

Appare quindi evidente da quanto avete letto finora che ciò che è stato scritto all’inizio dell’articolo è vero (l’orologeria è fatta di certezze), ma che bisogna essere sempre preparati alle sorprese. Anche un mito come l’Omega Speedmaster Moonwatch può riservarne di belle: bravo chi è in grado di non lasciarsele sfuggire.

By Davide Passoni