25 Ottobre 2026

A. Lange & Söhne Datograph Perpetual: vent’anni dopo, una nuova interpretazione in platino

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Tempo di lettura: 8 min

Ci sono orologi che, con il passare degli anni, diventano punti di riferimento. Non necessariamente perché cambiano, ma perché riescono a mantenere intatta la propria identità. Il Datograph Perpetual di A. Lange & Söhne appartiene a questa categoria. Presentato nel 2006, ha segnato un passaggio importante nella storia della manifattura sassone, riunendo per la prima volta in un suo orologio da polso un cronografo flyback, un calendario perpetuo e l’inconfondibile Grande Data.

A. Lange & Söhne Datograph Perpetual

Per celebrare il ventesimo anniversario di questo modello, Lange presenta una nuova interpretazione che ne conserva la complessità meccanica, ma ne modifica sensibilmente il carattere. La referenza 410.136E, realizzata in soli 50 esemplari, abbina una cassa in platino 950 a un quadrante nero con indici in diamanti taglio baguette. A completare l’insieme, un bracciale interamente in platino che costituisce uno degli elementi più interessanti di questa edizione celebrativa.

UN CLASSICO CHE CAMBIA CARATTERE

Il Datograph Perpetual è da sempre un esercizio di equilibrio. Integrare due complicazioni così elaborate significa non soltanto affrontare una sfida meccanica, ma anche organizzare numerose informazioni su un quadrante senza comprometterne la leggibilità. Una difficoltà che Lange aveva già risolto nel 2006 attraverso un’architettura destinata a diventare immediatamente riconoscibile.

La nuova versione riprende quella stessa impostazione, introducendo però una combinazione estetica inedita. Per la prima volta nella linea tradizionale del Datograph Perpetual, il quadrante in argento 925 presenta una finitura nera, in netto contrasto con i due contatori rodiati. Gli indici delle ore lasciano invece spazio a undici diamanti taglio baguette, applicati singolarmente a mano, per un peso complessivo di circa 0,13 carati.

A. Lange & Söhne Datograph Perpetual

Una scelta insolita per il linguaggio generalmente sobrio della manifattura, ma interpretata con misura. La geometria lineare delle pietre richiama infatti quella degli indici tradizionali, integrandosi nel disegno del quadrante senza alterarne l’identità.

La disposizione delle indicazioni rimane fedele al modello originale. La Grande Data occupa la posizione a ore 12, mentre i due contatori, leggermente decentrati verso il basso, organizzano le informazioni del cronografo e del calendario. A ore 9 trovano posto i piccoli secondi, il giorno della settimana e l’indicazione giorno/notte; a ore 3, il contatore dei minuti cronografici convive con le indicazioni del mese e dell’anno bisestile. Le fasi lunari, a ore 6, completano una composizione articolata, ma ben leggibile.

IL RITORNO DEL BRACCIALE IN PLATINO

Se il quadrante rappresenta il cambiamento più immediato, è probabilmente il bracciale a definire maggiormente la personalità di questa edizione.

La cassa conserva le proporzioni del modello originale, con 41 mm di diametro e 13,5 mm di spessore, ma viene ora accompagnata da un bracciale a cinque file completamente realizzato in platino 950, dotato di fibbia déployante. Le superfici lucide si alternano a quelle satinate, mentre l’inclinazione delle maglie valorizza i riflessi del metallo. Il risultato è una continuità estetica tra cassa e bracciale che conferisce all’orologio una presenza decisamente diversa rispetto alle versioni su cinturino.

A. Lange & Söhne Datograph Perpetual
A. Lange & Söhne Datograph Perpetual

Non si tratta soltanto di una scelta stilistica, ma anche di un richiamo a un capitolo particolare della storia di A. Lange & Söhne. Già dalla seconda metà degli anni ’90, alcuni modelli della manifattura potevano essere equipaggiati con i preziosi bracciali realizzati da Wellendorff, storica azienda tedesca di alta gioielleria fondata nel 1893 a Pforzheim, conosciuta per la qualità delle proprie lavorazioni in metalli preziosi.

Disponibili in oro o platino, questi bracciali erano particolarmente costosi e venivano scelti da una minoranza di clienti, diventando nel tempo molto ricercati dai collezionisti. Anche il primo Datograph Perpetual del 2006, presentato con cassa in platino e quadrante argentato, poteva essere acquistato con un bracciale nello stesso metallo.

A vent’anni di distanza, Lange recupera dunque una configurazione strettamente legata alla storia del modello, proponendo un bracciale completamente nuovo, a cinque file, che reinterpreta questa tradizione attraverso un disegno più contemporaneo.

DUE COMPLICAZIONI, DUE MODI DI MISURARE IL TEMPO

Al centro del Datograph Perpetual rimane il dialogo tra due complicazioni che operano su scale temporali profondamente diverse: il cronografo, dedicato alla misurazione di brevi intervalli, e il calendario perpetuo, concepito per seguire il trascorrere degli anni.

Il primo si affida a una tradizionale ruota a colonne e dispone della funzione flyback, che permette di azzerare e riavviare istantaneamente una misurazione con un’unica pressione del pulsante. Il contatore dei minuti esattamente saltante assicura una lettura immediata del tempo trascorso, mentre la lancetta cronografica centrale consente rilevazioni al quinto di secondo.

A. Lange & Söhne Datograph Perpetual

Il calendario perpetuo lavora invece su un orizzonte completamente diverso. Il meccanismo riconosce automaticamente la durata dei mesi e il ciclo degli anni bisestili, mantenendo corrette le indicazioni senza interventi manuali, purché l’orologio rimanga in funzione. La prima correzione sarà necessaria soltanto il 1° marzo 2100, poiché quell’anno, secondo le regole del calendario gregoriano, non sarà bisestile.

Lo stesso principio di precisione a lungo termine si ritrova nell’indicazione delle fasi lunari, progettata per accumulare uno scostamento di appena un giorno rispetto al ciclo lunare reale dopo 122,6 anni di funzionamento continuo.

A. Lange & Söhne Datograph Perpetual
A. Lange & Söhne Datograph Perpetual

Nonostante la complessità dei meccanismi, la regolazione rimane relativamente intuitiva. Un pulsante a ore 10 permette di far avanzare contemporaneamente tutte le indicazioni del calendario, mentre appositi correttori incassati consentono di intervenire sulle singole funzioni. Un sistema di sicurezza impedisce inoltre l’azionamento involontario del pulsante di correzione rapida.

IL CALIBRO L952.1: LA MECCANICA IN PRIMO PIANO

Attraverso il fondello in vetro zaffiro si osserva il calibro di manifattura L952.1, un movimento a carica manuale composto da 556 componenti, dei quali ben 223 dedicati al solo calendario perpetuo.

La sua architettura rimane invariata rispetto alle precedenti interpretazioni del modello e continua a rappresentare una delle espressioni più elaborate della tradizione cronografica di Lange.

A. Lange & Söhne Datograph Perpetual

La costruzione tridimensionale lascia intravedere un articolato sistema di leve, bascule e ingranaggi, coordinati dalla ruota a colonne che governa le funzioni del cronografo. Particolarmente interessante è lo sviluppo di alcune leve, la cui lunghezza è necessaria per raggiungere i contatori decentrati, lasciando al tempo stesso spazio al meccanismo della Grande Data.

Il movimento lavora a una frequenza di 18.000 alternanze/ora, equivalenti a 2,5 Hz, e offre una riserva di carica di 36 ore, un valore che rimane invariato rispetto al modello originale.

A. Lange & Söhne Datograph Perpetual

Come da tradizione della manifattura sassone, platine e ponti sono realizzati in alpacca naturale, mentre le finiture comprendono decorazioni tradizionali, viti azzurrate, castoni d’oro avvitati e il caratteristico ponte del bilanciere inciso a mano. Il calibro viene inoltre assemblato secondo la tecnica del doppio montaggio, che prevede una prima fase di assemblaggio e regolazione, seguita dallo smontaggio, dalle operazioni finali di finitura e dal rimontaggio definitivo.

È proprio osservando il fondello che emerge uno degli aspetti più rappresentativi dell’orologeria Lange: una meccanica progettata non soltanto per funzionare con precisione, ma anche per essere ammirata nella sua costruzione e nella qualità delle lavorazioni.

VENT’ANNI DOPO, LA STESSA IDENTITÀ

Con questa nuova edizione, A. Lange & Söhne celebra i vent’anni del Datograph Perpetual senza cercare di reinventarlo. L’architettura, le complicazioni e la disposizione delle indicazioni rimangono quelle che hanno contribuito a definirne il carattere fin dal 2006.

A cambiare è soprattutto il modo in cui l’orologio si presenta al polso. Il bracciale in platino, il quadrante nero e gli indici in diamanti gli conferiscono una personalità più preziosa e una presenza estetica più marcata, senza alterare i principi costruttivi che ne hanno decretato il successo.

A. Lange & Söhne Datograph Perpetual

Prodotta in 50 esemplari numerati, la nuova referenza 410.136E rappresenta così un tributo ai primi vent’anni di uno dei grandi classici della manifattura sassone. Un anniversario che Lange ha scelto di celebrare guardando alla propria storia, dimostrando come, a volte, non sia necessario modificare la meccanica per offrire una prospettiva diversa su un orologio.

By Jacopo Giudici

SPECIFICHE TECNICHE

Modello:A. Lange & Söhne: Datograph Perpetual

Cassa:41 x 13,5 mm in Platino

Quadrante:Argento 925, Nero e Rodiato

Movimento:Cal. L952.1 a Carica Manuale

Cinturino:Bracciale in Platino a Cinque File

Prezzo:Su Richiesta / Limitato a 50 Esemplari

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