La tradizione di Longines nella realizzazione di cronografi classici o monopulsante è solida e antica. Nel secolo scorso, specialmente agli albori dell’aviazione, la Maison della Clessidra Alata era al polso di alcuni dei più importanti pionieri dell’aria e, con il passare degli anni, ha affiancato alle funzioni cronografiche altre complicazioni utili, sia per l’impiego in volo sia nella quotidianità.

Attualmente, la complicazione cronografica è presente in modo trasversale in quasi tutte le collezioni di Longines, ma quella in cui esprime di più il proprio legame con le grandi referenze del passato è la Master Collection. Proprio all’interno di questa linea, la manifattura di Saint-Imier ha appena presentato due cronografi che vanno nella direzione della riscoperta estetica e meccanica di questa complicazione. Si tratta del The Longines Master Collection Chrono Monopusher e del The Longines Master Collection Chrono Moonphase.
LONGINES E IL CRONOGRAFO MONOPULSANTE
Partiamo dal The Longines Master Collection Chrono Monopusher. Come scritto all’inizio, il cronografo monopulsante è parte della storia di Longines. Lo dimostra quanto accaduto all’ultimo Royal Ascot di Londra, dove l’attore britannico Henry Cavill, ambassador del brand, si è presentato con al polso un rarissimo Longines Chronograph Monopusher Calibre 13.33 del 1926, proveniente dal museo della Maison a Saint-Imier.
Anche più recentemente non sono mancate edizioni speciali dei monopulsante Longines: quella prodotta nel 2012 per i 180 anni del brand, il Twenty-Four Hours Chrono Monopusher del 2014 o il Pulsometer Chronograph del 2015, solo per citarne alcuni. Oggi il brand torna su quella affascinante complicazione con il The Longines Master Collection Chrono Monopusher, nel quale ritroviamo elementi presi dalla tradizione, uniti a dettagli più moderni, che creano un orologio decisamente interessante.
THE LONGINES MASTER COLLECTION CHRONO MONOPUSHER: CASSA E QUADRANTE
La cassa è classica, tonda, in acciaio, completamente lucida, con una lunetta concava di dimensioni contenute che lascia in evidenza il quadrante. Le dimensioni sono contemporanee, non certo quelle degli storici cronografi anni ’30: 41 mm di diametro, 12,60 mm di spessore e un lug-to-lug importante, 48,60 mm, che le anse curve di media lunghezza provano a mitigare. Il vetro zaffiro che protegge il quadrante ha un trattamento antiriflesso sia interno sia esterno, segnale della grande cura che Longines ha messo nella creazione di questo orologio.

Proprio il quadrante è il punto in cui la manifattura ha unito elementi tradizionali e dettagli contemporanei, come abbiamo anticipato sopra. La modernità è sicuramente nella tonalità azzurro ghiaccio che è stata scelta. È un colore estremamente di tendenza, che Longines ha proposto già in alcune referenze della nuova collezione HydroConquest e che rende il Master Collection Chrono Monopusher particolarmente attraente.
Al colore abbina una grafica particolare. Lungo il rehaut corre infatti una scala pulsometrica, ispirata a quella che compariva un tempo sui cronografi medicali, graduata su 30 pulsazioni. Per usarla si avvia il cronografo alla prima pulsazione del paziente, si contano i battiti fino a raggiungere il numero stabilito dalla scala (in questo caso 30), si ferma il cronografo e il valore indicato dalla lancetta dei secondi sulla scala indica il numero di battiti al minuto.
All’interno della scala pulsometrica c’è il giro della minuteria, che racchiude la parte interna del quadrante con una bella lavorazione a grain d’orge. Il contatore dei piccoli secondi a ore 9 e quello dei 30 minuti a ore 3 sono di dimensioni generose e lavorati con finitura a cerchi concentrici. Insieme al grain d’orge e alla lavorazione sabbiata della scala pulsometrica danno all’insieme una bella sensazione di dinamicità. Gli indici in numeri arabi con grafica vintage e il logo della Clessidra Alata a ore 12 sono rodiati e lucidi, così come tutte le lancette.
IL CALIBRO DEL MONOPUSHER
Molta cura è stata messa da Longines anche nell’architettura del calibro L799.5 che anima il The Longines Master Collection Chrono Monopusher. Si tratta di un movimento cronografico con ruota a colonne a carica manuale, una scelta in linea con l’ispirazione heritage dell’orologio. Da un punto di vista estetico, si distingue per il grande ponte centrale con lavorazione Côtes de Genève, per le viti azzurrate e per la ruota a colonne, anch’essa azzurrata, ben visibile a ore 3. Per quanto riguarda le prestazioni, il calibro, con spirale in silicio, lavora a 28.800 alternanze/ora per un’autonomia interessante di 68 ore. Come tutti i calibri di Longines, si tratta di un movimento industriale che racchiude comunque una superiore attenzione al dettaglio e alla qualità.

L’orologio è completato da un cinturino in alligatore color antracite con fibbia deployante in acciaio. Il The Longines Master Collection Chrono Monopusher è disponibile anche in una versione più classica, con quadrante opalino argentato, indici lucidi applicati e lancette dorate color oro rosa 5N.
THE LONGINES MASTER COLLECTION CHRONO MOONPHASE: IL QUADRANTE
Il The Longines Master Collection Chrono Moonphase è invece un classico di casa Longines, che però in questa nuova versione è stato “pulito”, ingentilito e reso più sofisticato. Gli aggiornamenti rispetto alla versione precedente sono significativi. Intanto, gli indici sono applicati, non più stampati, e sono azzurrati come tutte le lancette, a dare maggiore armonia cromatica all’insieme. Ciò fa in modo che gli indici al 5, 7, 8, 10, 11 non siano più “tagliati” dai vicini contatori ma siano interi, ben visibili e più eleganti.

Notevole il lavoro fatto sulle finiture e sulle grafiche dei contatori. Quello classico a ore 12 – che racchiude le finestre con il giorno della settimana e il mese e l’indicazione dei 30 minuti – ha una finitura completamente concentrica, indici rimpiccioliti e ora ospita una minuteria chemin de fer. Stesso lavoro di ingentilimento degli indici, di introduzione del chemin de fer e dell’estensione della finitura concentrica anche sulla finestra delle fasi lunari, a ore 6. Il contatore a ore 9, da sempre il più complesso in questa referenza, ha visto anch’esso una drastica pulizia; soprattutto la grafica della scala delle 24 ore è stata uniformata a quella complessiva del quadrante, mentre prima era diversa.
Infine, il lavoro sul calendario mensile e sul giro della minuteria del cronografo. Storicamente quest’ultimo era posizionato sul rehaut interno inclinato, con il calendario all’estrema periferia del quadrante. Il calendario rimane dov’era, mentre la minuteria cronografica si posiziona al suo interno, direttamente sul quadrante che è arricchito dalla Clessidra Alata ora applicata e non più stampata, a riempire il vuoto a ore 3. La finitura a grain d’orge che completa l’estetica è più fitta rispetto a quella presente sulle referenze precedenti.
LA CASSA E IL CALIBRO DEL MOONPHASE
Come nel The Longines Master Collection Chrono Monopusher, anche qui abbiamo una cassa in acciaio completamente lucida da 41 mm. A differenza di quella del monopulsante, lo spessore è un po’ più pronunciato, 13,80 mm, per via del maggior numero di moduli delle complicazioni presenti nella cassa. Il lug-to-lug rimane invariato a 48,60 mm.
Per il calibro, Longines ha scelto di affidarsi al collaudato movimento che animava già le referenze precedenti di questa linea. Parliamo del calibro automatico L687.5, movimento cronografico con ruota a colonne da 28.800 alternanze/ora e 66 ore di riserva di carica, sviluppato su base ETA 7751. Come il movimento del cronografo monopulsante, anche questo è visibile attraverso il fondello in vetro zaffiro. La finitura a Côtes de Genève, qui, è sulla massa oscillante, traforata con il logo della Clessidra Alata e incisa con il numero di referenza del calibro; i ponti sottostanti e la platina sono lavorati invece a colimaçonage. L’anello di incassaggio ha una svasatura molto pronunciata, che snellisce la silhouette del fondello.

Del The Longines Master Collection Chrono Moonphase è stata realizzata una sola versione di quadrante, che però può essere abbinata a un cinturino o a un bracciale. Il primo è blu, in pelle di alligatore, con fibbia deployante in acciaio; il secondo è in acciaio, a tre file, con la maglia centrale satinata e le due esterne lucide.
THE LONGINES MASTER COLLECTION: I SOLO TEMPO
Oltre ai due cronografi, il lancio della The Longines Master Collection comprende alcuni modelli solo tempo con datario, con cassa in acciaio, rivolti sia al pubblico maschile, sia a quello femminile. Alle signore Longines ha pensato con una referenza con cassa da 30 mm, quadrante azzurro ghiaccio e indici in diamanti e una con cassa da 34 mm, quadrante in madreperla bianca e indici in diamanti. Per lui, il solo tempo misura 39 mm, ha il quadrante azzurro ghiaccio con motivo grain d’orge, cinturino in alligatore antracite o bracciale in acciaio a tre file, come quello del Chrono Moonphase.

CONCLUSIONI
In definitiva, ciò che caratterizza le novità della The Longines Master Collection è una maggiore attenzione all’estetica e un lavoro di pulizia formale e, nel caso del cronografo monopulsante, di sviluppo tecnico. Ciò testimonia la volontà di Longines di continuare a investire, lavorare e innovare su una collezione che, nella sua classicità, continua a essere tra le più apprezzate. Non a caso, The Longines Master Collection, Conquest e HydroConquest, insieme valgono circa il 70% del fatturato italiano del marchio.

Un successo probabilmente frutto del mix tra classicità e modernità che ne caratterizza l’estetica, oltre al fatto di essere una collezione che parla sia all’uomo sia alla donna. Senza dimenticare l’attenzione alla meccanica, sempre forte su questa linea. Un insieme di fattori che contribuiscono a tenere alta l’attenzione sul marchio anche in momenti non facili per il mercato mondiale dell’orologeria.
By Davide Passoni










