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29 gennaio 2026

DEFY Revival A3643: il passato e il presente di Zenith

La coerenza di Zenith è un dato di fatto, mantenuto in oltre 160 anni di storia. Oggi come nel 1865, il marchio è infatti sinonimo di orologi che sono, insieme, design e tecnologia, estetica e meccanica, emozione e razionalità. La manifattura ha portato queste caratteristiche in tutte le proprie referenze, sia in quelle più tecniche e complesse (pensiamo ai DEFY Skyline), sia in quelle dette Revival, che si rifanno in maniera esplicita ai grandi pezzi del passato. Parliamo, principalmente, di quelli che Zenith ha presentato a cavallo degli anni ’60 e ’70 del ‘900, sulla scorta del lancio e del grande successo del calibro El Primero.

Zenith DEFY Revival A3643

Alla LVMH Watch Week 2026 – che si tiene quest’anno a Milano e mette ulteriormente sotto i riflettori la città, già illuminata dalla vetrina olimpica -, Zenith ha portato, tra gli altri, proprio un orologio della linea DEFY che strizza l’occhio a quell’epoca e che arricchisce la collezione di un altro pezzo dal fortissimo Dna storico: il DEFY Revival A3643. La Maison nel 2022 aveva presentato il DEFY Revival A3642, reinterpretazione di uno dei primi DEFY del 1969, e nel 2023 la versione Revival della referenza A3691 del 1971. Con questo nuovo orologio, si completa un tris d’eccellenza, richiamando un’altra referenza mitica del 1969.

ZENITH DEFY REVIVAL A3643: LA CASSA E IL QUADRANTE

Per chi conosce Zenith, il nuovo DEFY Revival A3643 ha tutte le caratteristiche che dagli anni ’70 esaltano gli orologi di questa collezione, a partire dalla cassa da 37 mm di diametro per 13,6 di spessore il cui design è entrato nella storia. Una cassa che, all’epoca della sua presentazione, valse all’orologio il soprannome di “cassaforte del tempo”, per via della sua impermeabilità a 30 bar, una prestazione di tutto rispetto per quei tempi. La cassa del nuovo orologio è stata lavorata da Zenith con una combinazione di finiture lucide e satinate pensata proprio per metterne in luce la struttura. Soprattutto la lunetta lucida, con i suoi caratteristici 14 lati, illumina a giorno il DEFY Revival A3643.

Zenith DEFY Revival A3643
Zenith DEFY Revival A3643

L’altro punto su cui concentrare l’attenzione è il quadrante, nel quale Zenith ha scelto di dare ancora una volta il meglio di sé. Intanto, la costruzione degli indici applicati in acciaio è un richiamo filologico a quelli del DEFY presentato nel 1969, aggiornata però con le tecniche di lavorazione attuali. Così come in quella referenza, anche nel DEFY Revival A3643 gli indici sono caratterizzati da un doppio livello: una parte superiore satinata e due elementi laterali inclinati e laccati neri lucidi, il tutto per una leggibilità ottimale. Leggibilità accentuata dai blocchi luminescenti a rettangolo posizionati in corrispondenza degli indici alla periferia del quadrante, sul giro della minuteria.

Zenith DEFY Revival A3643
Zenith DEFY Revival A3643

Le lancette di ore e minuti sono sfaccettate, a daga, come nelle referenze vintage, mentre quella dei secondi centrali è “a pagaia”: un evidente rettangolo arancione, posto a due terzi della sua lunghezza, sfiora la sfaccettatura interna degli indici e dà un tocco di colore all’insieme. E spicca ancora di più nella monocromia che all’orologio dà la finitura soleil del quadrante argentato, anch’essa richiamo alla referenza del 1969. Così come è un richiamo il datario a ore 4:30, racchiuso in una finestrella elegante, asimmetrica e svasata.

IL BRACCIALE E IL CALIBRO DELLO ZENITH DEFY REVIVAL A3643

Direttamente a quell’epoca rimanda poi il bracciale in acciaio “a scala”, che abbiamo già visto nei precedenti DEFY Revival e che ha il design che caratterizzava in quegli anni i bracciali realizzati dalla celebre azienda svizzera Gay Frères. Ancora oggi, nell’immaginario di chi ama gli orologi senza però averne una competenza approfondita, il bracciale “a scala” è sinonimo di anni ’70. Ebbene, nel DEFY Revival A3643 Zenith lo ha vestito con una finitura satinata e lo ha dotato di una fibbia deployante anch’essa dal design storico.

Zenith DEFY Revival A3643
Zenith DEFY Revival A3643
Zenith DEFY Revival A3643

Nella cassa lavora il calibro Elite 670, che Zenith ha sviluppato sulla base dell’Elite 680. Si tratta di un movimento automatico affidabile, da 28.800 alternanze/ora per 50 ore circa di autonomia. Zenith ha scelto di renderlo visibile attraverso il fondello in vetro zaffiro, soprattutto per poter apprezzare la massa oscillante a forma di stella che lo caratterizza, lavorata con finiture a Côtes de Genève, che ne impreziosisce l’estetica. 

TROVA LE DIFFERENZE

L’orologio costa 7.900 euro, una cifra interessante per chi ama le riedizioni di modelli storici, specialmente se fedeli al predecessore. E quanto il DEFY Revival A3643 sia fedele al DEFY A3643 lo abbiamo apprezzato avendo potuto avere entrambi in mano nello stesso momento. Abbiamo faticato a trovare le differenze, difficilmente individuabili se non fosse per i (pochi) segni che il tempo ha lasciato sulla referenza degli anni ’60. Perché, sia con le dimensioni e con il design della cassa, sia con quello del bracciale, sia soprattuto con il quadrante, Zenith si è superata nel riportare a oggi la bellezza già apprezzata 56 anni fa. Persino il lettering di “Zenith”, “automatic” e “DEFY” è quello di un tempo. Che cosa manca? Naturalmente la lettera T a fianco della scritta “Swiss Made” – non essendoci trizio in questo orologio – e la scritta “28800” sotto ad “automatic” (quando presente), a indicare le alternanze del calibro.

Zenith DEFY Revival A3643

E proprio lì, nella cassa, sta come è ovvio la differenza grande tra il modello di ieri e quello di oggi. Dove oggi c’è il calibro Elite 670, ieri lavorava normalmente il calibro automatico 2562 PC realizzato da MZM (Movado-Zenith-Mondia). Anch’esso da 28.800 alternanze/ora, aveva una riserva di carica più contenuta, circa 38 ore, e, naturalmente non era visibile perché il DEFY A3643 aveva il fondello in acciaio. In questo caso, riteniamo che Zenith abbia scelto la strada migliore, valorizzando l’aspetto moderno di una referenza dal sapore antico. Coerenza, appunto…

By Davide Passoni