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04 marzo 2021

MING: Be Free To Dare | Interview

«Non chiudiamo le porte a nessuna possibilità. In questo modo si limita la creatività».

Originariamente questa sarebbe stata la risposta all’ultima domanda della nostra intervista, “Che cosa non vedremo mai in una collezione MING?”; abbiamo scelto di usarla per aprirla, l’intervista a Ming Thein, uno dei sei fondatori e anima del marchio malese, perché le sue parole esprimono in pieno il concetto creativo che guida questo collettivo orologiero, unico nel settore.

MING

Un concetto che si sposa a una linea di business chiara, che punta tutto e solo sulle vendite online; un canale che “brucia” praticamente in tempo reale le disponibilità degli orologi decretandone il successo (vedere quello che è accaduto con il diver MING 18.01) e, contemporaneamente, consente di tenere le vendite sotto controllo limitando gli appetiti del mercato parallelo. Gli orologi sono assemblati, regolati e testati in Svizzera da Manufacture Schwarz Etienne, con il controllo qualità finale effettuato in Malesia, mentre per i cinturini MING si avvale del pellettiere francese Jean Rousseau Paris.

Ming
MING 18.01
40 mm Titanium Grade 5 | ETA 2824-2 Modified – 40 Hour Power Reserve
1km Water Resistant | Screw down crown with triple gaskets

1. Puoi raccontarci il motivo per cui hai deciso di iniziare questa avventura?

I sei fondatori del marchio sono amici tra di loro e miei da almeno 15 anni e gli orologi sono sempre stati una parte fondamentale di questa amicizia: era naturale che quando si fosse presentata l’opportunità, avremmo potuto prendere in considerazione l’idea di un’impresa orologiera. La discussione è diventata un po’ più seria alla fine del 2015, quando abbiamo attraversato la fase della commissione individuale di orologi e abbiamo stabilito più contatti all’interno del settore. Sapevamo che un modello di business standard non avrebbe funzionato per il fatto di essere nuovi e per la mancanza di accesso ai rivenditori, ma allo stesso tempo anche il clima economico prevalente stava cambiando, accettando sempre di più le vendite online. Abbiamo studiato ogni livello del mercato, dagli orologi economici e fashion, con una forte attenzione al marketing, fino alle produzioni artigianali super limitate, e alla fine abbiamo deciso di attenerci a ciò che sapevamo fare e di produrre il tipo di orologi che avremmo voluto acquistare: pezzi che sono rimasti accattivanti dal punto di vista tecnico e orologiero, ma alla portata della maggior parte dei collezionisti. Ciò ha dato origine a uno dei principi fondamentali che continuiamo a osservare oggi: forniamo valore, indipendentemente dal prezzo.

MING

2. Che tipo di organizzazione aziendale avete? 

Ognuno dei sei fondatori svolgere un ruolo in base ai propri punti di forza individuali, sebbene tre abbiano anche interessi commerciali separati che consentono loro sia di avere una prospettiva esterna sull’azienda, sia un’esperienza aggiuntiva da mettere sul tavolo. Inoltre, abbiamo personale amministrativo e dedicato al servizio clienti, oltre a project manager presso i nostri principali partner che coordinano la produzione. Senza la manifattura Schwarz-Etienne, poi, il nostro compito sarebbe molto più difficile; sono a tutti gli effetti il nostro impianto di produzione interno, con risorse paragonabili a quelle dei marchi più grandi: ad esempio, l’intero movimento della serie 19, comprese le spirali, è realizzato da loro.

MING
MING 19.01
39 mm Titanium Grade 5 | Schwarz-Etienne MSE100.1 – 100 Hours Power Reserve
Sapphire dial, radial gradient from opaque deep blue to transparent

3. Quali sono le pietre miliari della storia di MING?

Pietre miliari? Immagino che ciò dovrebbe includere cose come il lancio e l’esaurimento fulmineo del nostro primo orologio, visto che c’era davvero una forte domanda per il tipo di orologio che volevamo realizzare; o come trovare Schwarz-Etienne come partner e convincerli che le cose folli che avevamo in mente potevano essere fatte e avrebbero funzionato esteticamente, tecnicamente e commercialmente; o l’essere selezionati per le finali GPHG ogni anno della nostra esistenza e vincere uno dei premi speciali lo scorso anno con il nostro orologio entry level. Inoltre ci sono il pareggio di bilancio raggiunto sempre prima e uno stato commerciale sostenibile. Ci sono novità del settore come i quadranti in zaffiro sfumato, il mosaico in zaffiro e altre cose che è troppo presto per condividere. E, infine, ci sono altre cose che siamo sulla buona strada per raggiungere alla fine dell’anno: anche queste, forse, è un po’ troppo presto per condividerle, per ora…

MING 17.06 – Copper
38 mm Steel | ETA 2824-2 Modified | 38 Hours Power Reserve
Composite, multi-layer, three-part sapphire dial in metallic copper

4. Qual è la tua principale ispirazione quando pensi di creare un nuovo orologio?

Facile: che cosa voglio indossare domani? Che cosa non esiste ancora? Che cosa si può fare con materiali e tecniche che non è stato ancora fatto?

5. Sei entrato nel mercato degli orologi da sub con il 18.01 e hai vinto la sfida: quali sono i tuoi prossimi progetti a cui stai lavorando?

In un dato momento ci possono essere 30 o 40 cose in vari stadi di sviluppo. Ovviamente, non tutte vengono portate a termine, per vari motivi. Dedicare il giusto tempo a una seduta di design è molto importante per essere sicuri di non pentirsene la mattina dopo; le dimensioni e i livelli di impegno che richiede un progetto potrebbero essere sufficienti per affondare un’azienda delle nostre dimensioni, quindi siamo molto attenti. Detto questo, entro la fine di quest’anno avremo prodotto 33 diversi orologi (inclusi prototipi non ancora mostrati e orologi privati), il che non è affatto male per un marchio che ha tre anni e mezzo e che è nato nella parte sbagliata del mondo. La cosa più imminente è la serie 19 e la successiva 17; ci saranno un paio di cose completamente nuove il prossimo anno che non si trovano nelle linee di modelli esistenti, ma che spingono il limite in modi diversi. Questo ci porta fino alla fine del 2021, oltre questo termine le cose rimangono fluide.

MING
MING 19.02 Worldtimer
39 mm Titanium Grade 5 | Schwarz-Etienne ASE220.1 | 70 Hours Power Reserve
Sapphire dial, radial gradient from opaque black to transparent

6. Che cosa significa oggi essere un marchio di orologeria indipendente in un mercato largamente dominato dai grandi gruppi del lusso?

Significa offrire la scelta di qualcosa di diverso che non sia dettato da un team di marketing, un gruppo di consulenti e manager contrari a prendersi rischi, nessuno dei quali ha una vera passione per il prodotto. Significa che abbiamo la libertà di dire di no e di progettare ciò che ci piace; se non siamo entusiasti del nostro prodotto e ci troviamo a pensare che dovremmo fare cose per soddisfare un bisogno percepito negli altri, ci fermiamo. Questo è uno dei motivi per cui il subacqueo ha impiegato così tanto tempo ad arrivare; dovevamo essere soddisfatti e assicurarci che non fosse lasciato così tanto campo, così ne abbiamo venduti solo sei. Infine, significa dover prendere un numero e aspettare: il tuo ordine per qualsiasi componente in fondo alla coda perché quasi tutti i fornitori danno la priorità ai grandi gruppi. È il motivo per cui dobbiamo interrompere o annullare la produzione di alcuni modelli: non possiamo ottenere componenti con costi o tempi di consegna ragionevoli.

MING
MING 27.01
38 mm Steel | ETA 7001 Modified | 42 Hours Power Reserve
Mix of polished, brushed and blasted surfaces with ‘flying blade’ lugs

7. Chi è il tipico appassionato e cliente di MING? Che cosa cerca quando acquista uno dei vostri orologi?

Non ce n’è uno. Non realizziamo orologi per un profilo specifico; facciamo orologi per le persone a cui piacciono gli orologi. Abbiamo letteralmente la più ampia diffusione di clienti che si possa immaginare; abbiamo persino spedito orologi all’Isola di Reunion. L’unica cosa che penso abbiamo in comune con i nostri clienti è il desiderio di qualcosa di diverso. Oltre a ciò, se il nostro particolare linguaggio di design attrae o meno è una cosa molto personale.

8. C’è un marchio che ammiri particolarmente? Perché?

Tutti i marchi hanno punti di forza e di debolezza. Se ci fosse un marchio che ha fatto tutto, non avremmo avviato MING.

By Davide Passoni