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26 gennaio 2021

Audemars Piguet: Royal Oak Selfwinding Flying Tourbillon

Audemars Piguet presenta il primo Royal Oak Flying Tourbillon Automatico.

“Il Royal Oak Tourbillon fu lanciato nel 1997 in occasione del 25° anniversario del Royal Oak. Questa ultima evoluzione con flying tourbillon e meccanismo automatico ripresenta questo classico moderno grazie a un’estetica riattualizzata per la nuova decade.”

Royal Oak Selfwinding Flying Tourbillon

Questo nuovo modello è alimentato dal Calibro 2950, un movimento automatico di ultima generazione della Manifattura che unisce un flying tourbillon e un rotore centrale, lanciato nel 2019. 

Royal Oak Selfwinding Flying Tourbillon

Visibile sia dal lato del quadrante sia da quello del fondello, la gabbia del flying tourbillon rifinita a mano offre una splendida visuale su alcuni dei componenti di regolazione dell’orologio che ne consentono la rotazione. Il fondello rivela anche le decorazioni del movimento quali “Côtes de Genève,” smussature satinate e lucidate a mano, nonché l’apposita massa oscillante scheletrata in oro rosa o in oro rosa color rodio

Royal Oak Selfwinding Flying Tourbillon

Per l’occasione, la Manifattura lancia tre referenze da 41 mm in acciaio, titanio e oro rosa 18 carati.

La versione in titanio presenta un innovativo quadrante sabbiato grigio ardesia, con finitura periferica colimaçonnage abbinato a indici e lancette in oro bianco. (€ 138.700)

Royal Oak Selfwinding Flying Tourbillon

Rievocando altri modelli della collezione Royal Oak, la versione in acciaio (€ 138.700) esibisce un quadrante con motivo “Tapisserie” blu fumé con lancette e indici in oro bianco mentre la variante in oro rosa 18 carati (€ 170.000) è abbinata ad un quadrante con motivo “Tapisserie” grigio fumé con finitura soleil arricchito da indici e lancette in oro rosa.

LA NUOVA FIRMA AUDEMARS PIGUET

Il nuovo Royal Oak Flying Tourbillon Automatico presenta la firma Audemars Piguet applicata in oro 24 carati—una novità nella collezione Royal Oak. Creata con sottili strati d’oro, è ottenuta grazie a un processo chimico simile alla stampa 3D, noto come accrescimento galvanico. Ogni lettera è unita all’altra con sottili collegamenti, quasi invisibili a occhio nudo. La firma viene poi posizionata a mano sul quadrante tramite minuscoli piedini.