I cronografi con i quadranti cosiddetti “Panda” o “Reverse Panda” sono da sempre molto ricercati dai collezionisti. Che si tratti di orologi con i contatori neri su quadrante bianco o contatori bianchi su quadrante nero, questo tipo di configurazione piace, come ben sa Omega. Nella sua storia, la Maison di Bienne ha presentato diverse referenze dello Speedmaster Moonwatch con questo tipo di quadrante, amato sia per la sua estetica, sia perché rende le informazioni facilmente leggibili.

All’inizio del 2026, Omega ha lanciato due nuovi Speedmaster Moonwatch in configurazione “Reverse Panda”, uno con cassa e bracciale in acciaio e uno con cassa e bracciale in oro Moonshine 18 carati. Nell’articolo che segue ci focalizzeremo su quest’ultima referenza illustrandone le caratteristiche, sia dal punto di vista dei materiali, sia della meccanica. Senza dimenticare la ricca eredità “spaziale” della collezione Speedmaster Moonwatch nella storia di Omega e dell’orologeria.
LO SPEEDMASTER MOONWATCH E IL QUADRANTE “STEP”
Per parlare di questa recente edizione dello Speedmaster Moonwatch è d’obbligo partire, naturalmente, dal quadrante. Il quale, oltre alla particolare configurazione di colore, si distingue per essere un quadrante cosiddetto “step”, o a gradini. Si tratta di una tipologia il cui bordo esterno, in particolare la zona in cui si trova la minuteria, è leggermente più basso rispetto alla parte centrale, creando così un gradino.

Questa scelta dà al quadrante una maggiore profondità visiva, creando un effetto tridimensionale sottile ma ben definito, che attira lo sguardo verso gli indici e la minuteria. È la configurazione caratteristica delle prime generazioni dello Speedmaster, compresi i modelli indossati durante le prime missioni della Nasa e lo sbarco sulla Luna dell’Apollo 11.
Utilizzato da Omega fino alla fine del 1974, dal 1975 al 2021 il quadrante “step” è stato sostituito da un quadrante piatto, che rendeva più semplice il processo di produzione. Con l’introduzione del Calibro 3861 aggiornato, la Maison ha reintrodotto il quadrante “step” nei Moonwatch moderni, per la gioia dei puristi.

Nello Speedmaster presentato a inizio 2026, la platina superiore del quadrante è nera e lucida, con una finitura laccata e verniciata. I contatori sono disposti in cornici rodiate e la loro base è bianca, anch’essa laccata e verniciata. Per enfatizzare ulteriormente la leggibilità propria dell’estetica “Reverse Panda”, la minuteria applicata sul quadrante è bianca, quella sui contatori è invece nera. Indici e lancette sono riempiti di Super-LumiNova a emissione bianca.
LA CASSA E LA LUNETTA
Per quanto riguarda la cassa, ci troviamo di fronte a un classico Speedmaster Moonwatch in tutto e per tutto. La sua struttura è basata sulla cosiddetta versione “sapphire sandwich”, il che significa che si trovano i vetri zaffiro sia sul quadrante, sia sul fondello. La base è il classico Moonwatch con la sua cassa asimmetrica da 42 mm: protezione estesa per la corona e i pulsanti, leggermente incassati nelle anse a forma di lira, scala tachimetrica esterna e tutti i vantaggi dell’aggiornamento applicato alla collezione da Omega nel 2021.

Lo spessore di 13,54 mm è leggermente superiore a quello di un classico Moonwatch con il doppio zaffiro, a causa della struttura “step” del quadrante. La distanza da ansa ad ansa (lug-to-lug) risulta piuttosto compatta: 47,5 mm.
A proposito di lunetta, essa riporta naturalmente la scala tachimetrica esterna come da tradizione Speedmaster. La cornice della lunetta, in oro Moonshine, ospita un inserto in ceramica nera lucida anziché il consueto inserto in alluminio che caratterizza il classico Moonwatch nero o la sua più recente versione bianca. La scala tachimetrica è in smalto bianco resistente allo sbiadimento e mantiene il layout storico con il “dot over ninety” e il “dot diagonal to 70”.

Il bracciale alterna finiture satinate e lucide e ha una larghezza di 20 mm alle anse, che diventano 15 mm in corrispondenza della fibbia grazie a una rastremata piuttosto pronunciata. La fibbia ha un bel logo Omega lucido in rilevo e un’estensione comfort integrata.
IL CALIBRO OMEGA 3861 NELLA CASSA DELLO SPEEDMASTER MOONWATCH
Questo nuovo Speedmaster monta il calibro di manifattura 3861, un’evoluzione dei classici movimenti a carica manuale 1861 e 861 che hanno animato il Moonwatch per oltre 50 anni. Lavora a 21.600 alternanze/ora e ha un’autonomia di circa 50 ore.

Il movimento mantiene l’architettura storica del cronografo con camme e leve ma è stato modernizzato da Omega con l’aggiunta dello scappamento coassiale proprietario e di una spirale del bilanciere in silicio. Questi accorgimenti gli consentono di ottenere la certificazione Master Chronometer e di resistere a potenti campi magnetici, fino a 15.000 gauss.
Il calibro 3861 è stato migliorato in termini di finiture. Ogni dettaglio, dalle incisioni alle smussature, è realizzato secondo standard elevati. Il cambiamento più evidente è la smussatura a 45 gradi attorno ai ponti più grandi (che nelle versioni precedenti erano arrotondati), ottenuta grazie all’impiego di macchine a controllo numerico. Allo stesso tempo, le leve del cronografo in acciaio mantengono bordi leggermente arrotondati, a testimonianza della finitura a mano che segue la lavorazione a macchina.
Se il risultato finale appare più industriale rispetto al calibro 1863, ogni elemento risulta comunque più uniforme e preciso, conferendo al movimento un aspetto raffinato e coerente che si adatta all’equilibrio del Moonwatch, in bilico tra tool watch e oggetto di lusso.
L’ESTETICA “REVERSE PANDA” E LA STORIA DELLO SPEEDMASTER MOONWATCH
Il nuovo Speedmaster Moonwatch con quadrante “Reverse Panda”, sia nella versione in oro Moonshine sia in quella in acciaio, si inserisce nella lunga tradizione di Omega legata prima all’esplorazione spaziale e poi alla sbarco sulla Luna. Del resto, nato come Speedmaster nel 1957, il cronografo divenne Moonwatch proprio grazie all’impresa dell’Apollo 11, che lo portò per la prima volta sul satellite naturale della Terra.

Prima di allora, lo Speedmaster aveva fatto il suo primo viaggio spaziale nel 1962 al polso dell’astronauta americanoWalter “Wally” Schirra, durante la missione Mercury Atlas 8: divenne così il primo Omega nello spazio, “First Omega in Space”. Successivamente, l’1 marzo 1965 il cronografo fu dichiarato dalla Nasa il primo orologio omologato per tutte le missioni spaziali con equipaggio umano e per le attività extraveicolari.

Si trattava di una certificazione non banale, per la quale erano in lizza altri due cronografi oltre allo Speedmaster. Se la guadagnò dopo aver superato test molto complessi e duri, che simulavano le situazioni più sfidanti in cui avrebbe dovuto lavorare il cronografo: sbalzi di temperatura estremi, ambienti corrosivi con ossigeno al 100%, urti da 40 G e molto altro. Alla fine, l’unico orologio che li superò fu lo Speedmaster referenza ST 105.003.
Da lì in poi, passiamo alla storia: dallo sbarco sulla Luna con l’equipaggio dell’Apollo 11, alla missione Apollo 13, quando l’uso del cronografo fu fondamentale per il calcolo del momento esatto in cui accendere i propulsori della navicella spaziale per per evitare che gli astronauti finissero perduti nello spazio. Fino al volo dell’Apollo 17 del 1972, quando Eugene Cernan, l’ultimo uomo a mettere piede sulla Luna, lo fece con al polso un Omega Speedmaster referenza ST 105.003.
CONCLUSIONI
Naturalmente il materiale della cassa incide in maniera importante sul prezzo dell’orologio: 49.000 euro, mentre la versione “Reverse Panda” con cassa e bracciale in acciaio ne costa 10.300. La referenza in oro Moonshine costa poco meno rispetto a quella nello stesso materiale con quadrante verde e dà così all’appassionato la possibilità d scegliere tra due versioni dallo stesso fascino senza una differenza di prezzo rilevante.

Il Moonwatch è, in fin dei conti, un tool watch e il suo aspetto e la sua essenzialità fanno parte del carattere che gli appassionati apprezzano da sempre. Tuttavia, con il passare del tempo e l’arrivo di nuovi collezionisti, è evidente che Omega vuole renderlo interessante per un pubblico più ampio, in particolare per coloro che cercano qualcosa di più di un semplice orologio funzionale. Coloro che cercano qualcosa di lussuoso, emozionante e di grande impatto, qualità che vanno probabilmente oltre il fascino tradizionale del Moonwatch.
Questo è uno dei motivi per cui il marchio sta gradualmente orientando lo Speedmaster Moonwatch verso una fascia di mercato più esclusiva. Lo testimonia proprio questo modello “Reverse Panda”, caratterizzato dalla struttura del quadrante e dalle finiture più complesse mai viste su un Moonwatch. Il cronografo deve mantenere la propria identità, ma ha anche bisogno di nuova energia. Trovare il giusto equilibrio non sarà facile, ma referenza come questa indicano che Omega è sulla buona strada.
By Davide Passoni
















