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28 febbraio 2024

La Storia di Squale in un Docufilm Tutto da Vedere

Da Squalisti convinti vi segnaliamo sul sito di Squale il nuovo imperdibile documentario sul marchio fondato da Charles von Büren nell’ormai lontano 1959 e così ben guidato oggi da Andrea Maggi. La premessa da fare è questa: ovviamente risulta godibile da chi si approccia al marchio per la prima volta oppure che ne ha una conoscenza di “superficie”, perché la panoramica che ne viene fuori – quattro puntate della durata complessiva di una mezz’oretta – è davvero rappresentativa sul brand dal cuore italiano e tecnica elvetica. Allo stesso tempo, però, per dettagli e aneddoti, diventa un must anche per chi pensa di sapere già tutto di Squale.

L’INIZIO DI TUTTO: LA VON BüREN S.A. FABRIQUE DE MONTRES

I protagonisti del documentario, oltre agli orologi, sono il numero uno di Squale, Andrea Maggi, la deliziosa figlia del fondatore, la signora Monique, e l’azzeccato narratore, Duncan Casey, puntuale filo conduttore della trama e voce fuori campo quasi ipnotica. L’inizio, con grande acume, è dedicato a una suggestione di grande effetto sul nome aziendale. Gli squali sono i predatori supremi degli oceani da 400 milioni di anni. Nello stesso lasso di tempo i dinosauri si sono evoluti ed estinti mentre gli esseri umani sono arrivati praticamente da “un quarto d’ora” (e considerazione che non è nel documentario continuamente cercano di estinguersi tra loro)! Perciò è giusto concedere l’apertura a un nome così azzeccato per una delle realtà che più ha contribuito alla creazione di uno dei segmenti più fortunati dal punto di vista commerciale dell’industria dell’orologeria meccanica: i subacquei. Con la “Von Büren S.A. Fabrique de Montres” – questo era il nome degli esordi (e solo dal ’59 diventa l’odierna Squale) – che tra gli anni Sessanta e Settanta, oltre alla produzione propria, è stata anche e soprattutto una delle più importanti fornitrici di componentistica – movimenti e casse comprese – dei marchi svizzeri, grandi e piccoli, garantendo un livello di qualità al top, tant’è che il logo di Squale a ore 6 era un must anche per marchi come Blancpain, Doxa e Tag Heuer.

IL PASSATO: L’ACQUA E UNA PASSIONE DI FAMIGLIA CHE DIVENTA OROLOGIO

È interessante ascoltare le parole di Andrea Maggi sulla scelta del Ticino come base logistica. «Credo che quest’area – spiega lui nel video – sia una combinazione perfetta di tradizione orologiera svizzera, ma allo stesso tempo ci dà la possibilità di mantenere la nostra anima italiana. Perché siamo molto vicini all’Italia. Siamo italiani. E l’Italia significa mare… Quando ci vado, amo il mare. Adoro immergermi. Mi piace nuotare.» Entrando nello specifico dell’orologeria, continua Maggi: «Ciò che distingue Squale dai suoi concorrenti è l’esperienza di immersione e di collaudo nel mondo reale, che avviene in un altro celebre lago, a poche ore a nord, oltre il confine, in Svizzera… nel rinomato lago di Neuchâtel, nel cuore dell’industria orologiera svizzera, che con una profondità massima di 152 metri e condizioni relativamente stabili, è perfetto per testare e sperimentare gli orologi subacquei in immersione. E altrettanto lo sono le parole di Monique sui ricordi di una vita, sul marchio e sul padre. Il carattere, le passioni, su tutte ovviamente il mare e le le immersioni. O la scelta tecnica, a suo modo geniale, di rendere più visibile possibile la lancetta dei minuti, per quella che ancora oggi è una delle caratteristiche più distintive del marchio. E ancora gli aneddoti di quando ospitavano, nel corso degli anni Sessanta, i grandi campioni dell’apnea internazionale, come Jacques Mayol.

IL PRESENTE: DAL “POLIPETTO” DEL NUCLEO SOMMOZZATORI DELLA POLIZIA ITALIANA AL DRASS GALEAZZI

Il docufilm, nelle parole di Andrea Maggi, ricorda anche il passaggio di proprietà. Dopo quasi quattro decenni di lavoro pionieristico con gli orologi subacquei, Charles von Büren lascia la guida negli anni Novanta alla famiglia Maggi di Milano, storico distributore fin dagli anni Sessanta del marchio in Italia. Poi, nel 2005, è il nostro caro amico Andrea Maggi che prende il comando, fino al rilancio in grande stile datato 2017, anche grazie alle ricercatissime partnership con i reparti speciali di corpi militari e di Polizia di diversi Paesi – in diversi casi si tratta di vere e proprie forniture specialistiche non in vendita al pubblico – e che oggi si propone con grande successo in tutto il mondo sia attraverso i canali di vendita online che tradizionali, con distribuzione ai rivenditori ufficiali. Gli ultimi anni, come sanno tutti, sono scanditi dalla produzione di esemplari in edizione limitata tutti “sold out” e dalle performance importanti su Chrono24; basti citare il recente Drass Galeazzi (del 2021), in collaborazione con uno dei marchi più illustri nella tecnologia subacquea, che introduce nuovamente l’iconica cassa Master. Oltre a ricercatissimi pezzi di fornitura specifica per corpi speciali e quindi, come detto, rigorosamente non in vendita al pubblico; si pensi all’Octopus 2002, ossia il leggendario “Polipetto”, dal logo del reparto del Nucleo Sommozzatori della Polizia Italiana (lanciato proprio nel 2017 e che ancora fa parte dell’equipaggiamento ufficiale dei sommozzatori del CNES di La Spezia). Mentre tra la produzione non limitata il documentario segnala il Sub-39, che si ispira ad alcune rarissime casse prodotte dal marchio negli anni Cinquanta e che nel 2019 è stato scelto come modello celebrativo per festeggiare i sessant’anni di Squale.

IL FUTURO: MANTENIMENTO DEI VALORI (PASSIONE, QUALITÀ E COMPETITIVITÀ) E DELL’INDIPENDENZA PER CONTINUARE SEMPRE DI PIÙ A ESSERE UN MARCHIO GLOBALE

Il documentario affronta anche quello che verrà, con le domande di Duncan Casey. Questa è la risposta di Andrea Maggi sull’evoluzione di Squale nel corso degli anni: «I principali cambiamenti sono il risultato della ricerca sui materiali utilizzati nella produzione di orologi subacquei. Queste nuove tecnologie e i miglioramenti in campo subacqueo ci costringono a dare sempre il meglio di noi. La cosa più difficile, o la sfida, è mantenere il livello di qualità in ogni decisione che l’azienda prende nello sviluppo di Squale. E Squale non è interessata alle tendenze o a seguire le mode. Dobbiamo invece continuare a mantenere i nostri valori, la nostra storia speciale e la nostra eredità».

La storia di Squale in un docufilm tutto da vedere, con le interviste di Duncan Casey ad Andrea Maggi e alla signora Monique, figlia del fondatore Charles von Büren.

Invece queste sono le sue considerazioni sul futuro del brand: «Vedo Squale crescere a livello internazionale. Dovrebbe rimanere un marchio di nicchia. Comunque sono molto fiducioso per il futuro perché stiamo costruendo un team forte per affrontare le sfide del futuro, il mercato in crescita, il mondo in crescita. Dobbiamo tenere sotto controllo i nostri valori, la nostra eredità, i nostri prezzi estremamente competitivi e la qualità. Tutto ciò che dà a Squale la sensazione di freschezza e pionierismo. E abbiamo la stessa passione del signor von Büren!»

Insomma, se avete un debole per gli orologi con lo “squaletto” a ore 6 , questo è un documentario da vedere assolutamente. Per quanto ci riguarda, come organo di stampa del settore, che ama soprattutto le realtà indipendenti, e possiamo ben dirlo, come amici di Squale, possiamo sussurrarvi all’orecchio che il futuro del marchio è radioso perché sempre di più Andrea Maggi punterà sull’eredità, straordinaria, dell’archivio storico, con una interpretazione in chiave moderna ben rappresentata dai recentissimi modelli già di culto come il Drass Galeazzi o il Master Marina Militare, mantenendo una indipendenza che oggi, anche nell’alta e altissima gamma, è segno di un enorme successo planetario. Quindi non ci resta che augurarvi buona visione, anticipandovi che ne vedremo delle belle!

By Michele Mengoli