A tu per tu con uno dei volti dell’orologeria al femminile: Chiara Fiorentino “Pisa Orologeria” | Interview

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A tu per tu con uno dei volti dell’orologeria al femminile: Chiara Fiorentino “Pisa Orologeria” | Interview

Elegante, sorridente, dal fare gentile e “misurato”, nonostante lei dica che sia difficile trovare il giusto “bilanciamento” – parola scelta non a caso visto che siamo nel mondo degli orologi – tra vita privata e professionale. Parliamo di Chiara Fiorentino, terza generazione alla guida di Pisa Orologeria, uno dei più importanti protagonisti del retail di segnatempo in Italia, con i suoi 1.200mq inaugurati di recente nel cuore di Milano e la gestione delle boutique Rolex in via Montenapoleone e Patek Philippe in via Verri. A tu per tu con uno dei volti dell’orologeria al femminile.

 

1. Che cos’è per te il lusso?

A livello professionale, già da un po’ di anni abbiamo smesso di accostare Pisa alla parola lusso. La troviamo troppo inflazionata, così abbiamo iniziato a parlare di “ valore”, che nel nostro settore ha un significato più profondo, ritrovato da quando le manifatture orologiere hanno iniziato ad aprirsi a clienti per mostrare loro i contenuti e il valore, appunto del loro lavoro. Per me personalmente lusso è sinonimo di qualità della vita. Milano, la mia città, sta diventando sempre più internazionale con tutte le conseguenze del caso. Inoltre, avere un’attività aperta al pubblico fa sì che si cerchi di essere sempre presente, ed è difficile trovare il giusto bilanciamento tra vita personale e senso della responsabilità.

2. Cosa distingue un segnatempo di “alta orologeria” da un orologio?

La capacità di raccontare un sogno. La differenza tra noi e altri competitor sta nella capacità di trovare prodotti con dettagli che altri non hanno, in grado di raccontare un’emozione. L’abilità del venditore si misura nel far emozionare il clienti. Ad esempio, la maggior parte dei prodotti che vendiamo di marchi indipendenti ci affascinano perché sono riconducibili a persone fisiche. Per il cliente, confrontarsi con la persona che crea l’orologio crea un forte legame emozionale.

3. Ci racconti della nascita di Pisa Orologeria?

Pisa nasce nel 1940 a Milano per volontà di mio nonno Ugo e suo fratello Osvaldo come laboratorio di riparazione di orologi. Solo cinque anni dopo viene aperta l’attività commerciale. L’attività passa nelle mani di mia zia e mia madre negli anni 70, periodo molto difficile per il settore, e oggi ha oltre 70 anni di storia alle spalle.

4. Chi è Pisa Orologeria oggi?

Il 2016 è stato un anno di grande trasformazione, in cui abbiamo inaugurato il nuovo multimarca che è anche un flagship e un concept store. Tutto ruota intorno a una delle parti più importanti del negozio, il laboratorio, che torna ad essere aperto e ci riporta alle origini. Nel laboratorio il cliente può parlare direttamente al tecnico, e spesso organizziamo attività in cui può “giocare” con gli orologi, smontarli e rimontarli sotto la guida dei tecnici. La nostra direzione è quella di essere sempre più vicini al cliente e tornare a parlare di orologi a 360 gradi.

Pisa Orologeria

5. Dagli anni 70 Pisa è sinonimo di orologeria al femminile: quali sono le tre donne del settore che ammiri di più?

Nel mercato italiano ci sono tantissimi esempi di donne ai vertici che ammiro. Spero che possano avere un percorso internazionale, visto che negli headquarter per la maggior parte ai vertici ci sono uomini.

6. Quali  sono i tre brand che meglio hanno saputo creare modelli al femminile?

Rolex, Cartier e Chopard, per la capacità di creare modelli iconici per donna e per qualità delle pietre preziose che usano.

7. Che importanza ha l’Italia come mercato per i segnatempo?

L’Italia ha ancora rilevanza molto importante nel mondo come meta turistica. La provenienza dei turisti è molto variegata, e la città di Milano è percepita molto positivamente. Per lo straniero venire a comprare in Italia ha un valore importante, significa andare nella patria del gusto del bello.

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8. Cosa distingue il cliente italiano dal turista?

La competenza. Il cliente italiano è molto preparato e il confronto per nostri venditori è stimolante. Lo straniero ancora troppo spesso manca di cultura orologiera, spesso cerca un prodotto o complicazione senza sapere veramente di che cosa stia parlando. Per questo cerchiamo di instaurare un dialogo, per trasmettere cultura. Noi trattiamo il cliente italiano o straniero con la stessa cura, con l’obiettivo di fidelizzarlo. Un’esperienza positiva vale moltissimo.

9. Qual è l’ultimo orologio che hai acquistato?

Un Rolex Yacht Master con cassa da 37mm in oro everose e cinturino in caucciù. Molto grintoso e dalla misura perfetta per il mio polso.

10. Cosa pensi dei social network?

Personalmente non li utilizzo, sono piuttosto riservata. Tuttavia sono consapevole che nella società attuale, dove la gente vive per guardare cosa fanno gli altri, potrebbe essere vantaggioso condividere i viaggi che faccio o  le attività a cui sono invitata per lavoro, in modo da creare visibilità per Pisa e averne beneficio professionale.

By Valeria Garavaglia

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