Daniel Roth: Extra Plat Rose Gold Skeleton
19 Gennaio 2026La scheletratura, quando è autentica Alta Orologeria e non semplice esercizio estetico, è sempre un atto di responsabilità tecnica. Ridurre significa esporsi: sottrarre materia vuol dire accettare che ogni scelta progettuale diventi visibile, che ogni ponte assuma una funzione non solo strutturale ma anche architettonica, che ogni angolo interno riveli senza mediazioni un livello di maestria artigianale pienamente misurabile. È proprio con questa logica di trasparenza assoluta che prende forma il nuovo Extra Plat Rose Gold Skeleton, una delle interpretazioni più significative dell’attuale rinascita di Daniel Roth. Questo modello non nasce come variazione stilistica né come tributo formale, bensì come un passaggio concettuale preciso: trasformare uno degli orologi più rigorosi della tradizione Roth in un manifesto di architettura meccanica, mantenendo intatte proporzioni, equilibrio e disciplina costruttiva.

DANIEL ROTH: RIGORE, FORMA E INDIPENDENZA
Per comprendere appieno il significato di questa creazione è necessario tornare alla figura del suo fondatore. Daniel Roth è stato uno dei protagonisti assoluti dell’orologeria indipendente tra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta, in un’epoca in cui il concetto stesso di “indipendente” non aveva ancora l’aura romantica e collezionistica odierna. Formatosi tra Audemars Piguet e Breguet, Roth sviluppa molto presto una visione personale dell’Alta Orologeria: complicazioni complesse, ma pur sempre subordinate alla leggibilità, alla proporzione e a un’estetica mai ridondante. Il tourbillon diventa uno dei campi in cui Roth concentra con maggiore rigore la propria ricerca, ma è la cassa a doppia ellisse a rappresentare uno dei contributi più riconoscibili del design orologiero contemporaneo.
All’interno di questa filosofia, l’Extra Plat occupa un ruolo centrale. Roth lo considerava una “complicazione silenziosa”: realizzare un movimento sottile non era una semplificazione, ma una prova di controllo assoluto sulla progettazione, sulle tolleranze e sulla qualità delle finiture. È una visione che trova oggi la sua continuità in un contesto industriale profondamente diverso da quello degli esordi. La rinascita contemporanea di Daniel Roth si inserisce infatti all’interno dell’ecosistema de La Fabrique du Temps Louis Vuitton, realtà fondata da Michel Navas ed Enrico Barbasini e divenuta nel tempo uno dei poli più avanzati dell’Alta Orologeria svizzera. Un’integrazione che non snatura l’identità del marchio, ma ne amplia le possibilità espressive, mettendo a disposizione competenze tecniche e risorse artigianali in grado di sostenere una visione tanto rigorosa. Negli anni Novanta furono realizzati anche rari Daniel Roth scheletrati, prodotti in numeri estremamente contenuti e concepiti più come dimostrazioni di perizia tecnica che come collezioni strutturate. La scheletratura non divenne però mai un linguaggio sviluppato all’interno della linea Extra Plat, lasciando questo territorio sostanzialmente inesplorato nella produzione storica del marchio. È su questa assenza, più che su una tradizione consolidata, che il nuovo modello ritrova il proprio punto di partenza.
EXTRA PLAT SKELETON, UNA CONITNUITÀ CONSAPEVOLE
Se la scheletratura aveva fatto occasionalmente la sua comparsa nella produzione storica di Daniel Roth, non era mai stata applicata in modo sistematico alla linea Extra Plat. Questo rende l’attuale interpretazione particolarmente significativa: non una riedizione, ma una evoluzione coerente con lo spirito originario. La cassa mantiene la sua geometria iconica a doppia ellisse, con dimensioni equilibrate (38,6 × 35,5 mm) e uno spessore complessivo di soli 6,9 mm, valore notevole considerando la complessità del movimento visibile.
Il risultato è un orologio che resta pienamente indossabile, lontano da qualsiasi deriva “dimostrativa”. L’apertura del quadrante non ne altera la leggibilità: le lancette in acciaio azzurrato si stagliano con chiarezza sul fondo meccanico, mentre la costruzione a ponti aperti guida l’occhio lungo un percorso logico, più architettonico che decorativo.
L’ARCHITETTURA MECCANICA A VISTA DEL CALIBRO DR002SR
Nel cuore dell’Extra Plat Rose Gold Skeleton batte il calibro DR002SR, movimento a carica manuale sviluppato e assemblato presso La Fabrique du Temps Louis Vuitton. Derivato dal DR002, è stato ripensato nella sua architettura per accogliere la scheletratura senza comprometterne l’integrità strutturale, secondo un approccio progettuale che integra stabilità, rigidità e chiarezza di lettura. Ponti e platina sono realizzati in oro rosa 18 carati 5N, una scelta che risponde a criteri sia tecnici sia estetici. Questo materiale consente una lavorazione estremamente precisa delle superfici, valorizzando smussi, angoli interni e lucidature, oltre a garantire una continuità cromatica con la cassa. Il contrasto con i componenti in acciaio lucidato nero contribuisce a definire una forte percezione tridimensionale del movimento.

Dal punto di vista tecnico, il calibro adotta un bilanciere a inerzia variabile, lavora a una frequenza di 4 Hz e offre una riserva di carica di 65 ore. Più che i dati in sé, colpisce l’equilibrio complessivo dell’insieme: nonostante l’ampia apertura dei ponti, il movimento conserva una notevole solidità, confermando una progettazione che mantiene la funzione come riferimento primario anche in una configurazione completamente esposta. È proprio questo contesto manifatturiero a rendere possibile una scheletratura di tale rigore. La Fabrique du Temps Louis Vuitton non opera esclusivamente come centro di produzione, ma come piattaforma di pensiero orologiero, in cui ogni progetto nasce da un confronto diretto tra progettisti, costruttori e finisseur. Nel caso dell’Extra Plat Skeleton, la riduzione della materia non è mai stata considerata un obiettivo estetico autonomo, bensì una conseguenza naturale di un’architettura pensata fin dall’inizio per essere leggibile, stabile e rifinita in ogni suo punto.
FINITURE: QUANDO LA SCHELETRATURA DIVENTA LINGUAGGIO
E, di fatto, la vera cifra distintiva dell’Extra Plat Rose Gold Skeleton risiede proprio nelle sue finiture. Gli angoli interni vivi, impossibili da ottenere con macchine CNC, testimoniano un lavoro manuale estremo, dove ogni smusso è lucidato a specchio. La scheletratura, in questo caso, non è un esercizio di trasparenza fine a sé stesso, ma una mappa della competenza artigianale: più il movimento si apre, più aumenta il numero di superfici da rifinire, e quindi il tempo di lavorazione manuale necessario per completare ogni singolo esemplare. Una curiosità rilevante per i puristi: il livello di finitura è tale da rendere questo movimento osservabile da qualsiasi angolazione senza “zone deboli”, un requisito raro anche nell’Alta Orologeria contemporanea.
UN EXTRA PLAT CHE RIDEFINISCE IL CONCETTO DI ELEGANZA
All’interno della collezione Extra Plat, che comprende sei modelli complessivi tra declinazioni a quadrante pieno e l’interpretazione scheletrata, la versione Rose Gold Skeleton rappresenta il punto di massima tensione concettuale. In questo senso, il confronto con le altre declinazioni della collezione chiarisce come la scheletratura non sia una variazione decorativa, ma una vera dichiarazione di metodo.
Con una produzione limitata annuale, una disponibilità prevista a partire da gennaio 2026 e un prezzo di 85.000 CHF (tasse escluse), l’Extra Plat Rose Gold Skeleton è un pezzo pensato per chi riconosce nella riduzione controllata una forma avanzata di complessità. Del resto, Daniel Roth adotta un’impostazione che si discosta da molte interpretazioni contemporanee della scheletratura, affidando alla piena visibilità della meccanica la dimostrazione del proprio rigore.
By Elisa Copeta









