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30 November 2021

Vacheron Constantin Overseas Chronograph “Everest”: nato per l’avventura

Ci sono orologi che amano l’avventura. La respirano, la rappresentano, sono essi stessi avventura. Uno di questi è l’Overseas di Vacheron Constantin. Nato 25 anni fa come erede del mitico 222 – che fu il primo, vero orologio sportivo della Maison, disegnato da Jörg Hysek – l’Overseas dettò subito i codici della sportività secondo la Maison: nuovo design della cassa, bracciale integrato, lunetta scanalata con decoro ispirato alla croce di Malta, il suo simbolo.

L’OVERSEAS E CORY RICHARDS

Da quel 1996, l’Overseas è passato da due importanti restyling, nel 2004 – cassa più grande e nuovo bracciale – e nel 2016 – cassa ridisegnata -, ed è finito sui polsi di persone che fanno dell’avventura il loro pane quotidiano. Come l’alpinista, esploratore e fotografo americano Cory Richards, che nel 2019 ha indossato un prototipo di Overseas Dual Time durante il suo tentativo di salita all’Everest lungo la cresta nord-est, considerata la via più difficile e pericolosa.

Un tentativo purtroppo fallito a causa delle proibitive condizioni meteorologiche, che hanno messo alla prova anche l’orologio appositamente creato da Vacheron Constantin come pezzo unico per quella spedizione e che, a fine 2019, è stato battuto all’asta da Phillips a New York per oltre 100.000 dollari, andati in beneficienza a supporto della National Geographic Society.

NASCE IL VACHERON CONSTANTIN OVERSEAS CRONOGRAPH “EVEREST”

Troppo bella quell’avventura sull’Everest e troppo bello quell’orologio disegnato per Cory Richards per rimanere un pezzo unico. Così, a distanza di due anni dalla spedizione di Richards sul tetto del mondo, Vacheron Constantin ha creato le edizioni limitate Overseas “Everest”.

Vacheron Constantin Overseas Chronograph “Everest”

Due segnatempo, un cronografo e un dual time (quest’ultimo discendente diretto del pezzo indossato da Richards), realizzati in 150 esemplari ciascuno. Naturalmente, Watch Insanity ha avuto il privilegio di mettere le mani sull’orologio, precisamente sul cronografo, per renderlo protagonista di uno shooting esclusivo, realizzato nel suo habitat naturale: l’ambiente severo e affascinante della montagna. Il modo migliore per vivere e godere l’orologio per quello che è: casual chic ma, soprattutto, compagno di avventura.

Vacheron Constantin Overseas Chronograph “Everest”

MATERIALI E FINITURE AL TOP

E allora vediamolo questo Vacheron Constantin Overseas Cronografo “Everest”. Intanto, rispetto alla cassa della versione Dual Time, che misura 41 mm come nel pezzo unico per Richards, questa ne misura 42,5 ma è caratterizzata dalla stessa scelta di finiture e materiali: titanio e acciaio, con alternanza di parti satinate e lucideTitanio che si ritrova anche nella lunetta (il cui anello è invece in acciaio), nei pulsanti e nelle protezioni di questi ultimi, a rafforzare la vocazione di leggerezza e versatilità che caratterizza l’orologio. 

L’attenzione al dettaglio si ritrova nelle finiture lucide per i pulsanti, mentre sono state microbigliate la lunetta, la corona e le protezioni dei pulsanti. Non a caso: specialmente su queste ultime due parti è necessario assicurare un grip affidabile per la loro manovrabilità: a questo scopo, la microbigliatura è una lavorazione molto funzionale, oltre che esteticamente gradevole.

UN QUADRANTE AD “ALTA VISIBILITÀ”

A proposito di funzionalità e di estetica, spostiamo l’occhio dalla cassa al quadrante. Assodato che la leggibilità immediata delle informazioni è una caratteristica di tutti i cronografi Overseas, qui è ulteriormente migliorata dal colore arancione delle tre lancette cronografiche, quella dei secondi centrali e dei contatori dei 30 minuti e delle 12 ore, a ore 3 e 6. La finestrella della data occupa la sua classica posizione da Overseas, alle 4.30. 

Vacheron Constantin Overseas Chronograph “Everest”

Chiarezza e leggibilità che vanno a braccetto con finiture di altissimo livello. Gli indici applicati sono in oro, così come in oro sono le lancette di ore, minuti e piccoli secondi che, come gli indici, sono ricoperte di Superluminova in una tonalità blu molto seducente, che ne accentua la visibilità al buio. Il blu, tendente al grigio, torna nel quadrante, rifinito con una lavorazione gréné che a nostro avviso è il vero accento “wow” nell’estetica di questo orologio.

Vacheron Constantin Overseas Chronograph “Everest”

ANCHE IL CINTURINO VUOLE LA SUA PARTE

Non dimentichiamo che il Vacheron Constantin Overseas Cronografo “Everest” è prima di tutto un orologio sportivo. Ragion per cui la Maison lo ha pensato con due cinturini, entrambi molto tecnici: uno in Cordura grigia con cuciture arancioni e fodera in pelle di vitello nera scamosciata, un secondo in caucciù grigio, entrambi chiusi da una fibbia déployante in titanio e acciaio

Vacheron Constantin Overseas Chronograph “Everest”

Ricordiamo che l’orologio indossato da Cory Richards aveva un cinturino in Ventile, un tessuto resistente alle intemperie, realizzato con cotone derivante dalla fibra extra lunga che rappresenta solo il 2% dell’intero raccolto mondiale del cotone: con esso si possono creare filati dotati di maggiore resistenza rispetto al normale.

LA SAPIENZA MECCANICA DI VACHERON CONSTANTIN

Eccoci quindi all’ultimo salto: dalla cassa al quadrante, dal quadrante al cinturino, dal cinturino al movimento. Come gli artisti che lasciano alla fine della propria performance il pezzo più bello e ambito, abbiamo lasciato per ultimo il racconto del movimento che, come sempre accade per Vacheron Constantin, vale quanto se non più del resto dell’orologio.

Si tratta del calibro automatico 5200/2, sviluppato internamente dalla manifattura e dotato di un doppio bariletto per garantire una riserva di carica fino a 52 ore, con una frequenza di 28.800 alternanze/ora. Le funzioni cronografiche di avvio, arresto e azzeramento sono gestite da una classica ruota a colonna, affidabile e precisa. Grazie all’innesto verticale, evita il rischio di saltelli della lancetta all’avvio del cronografo, fastidiosi e dannosi per la rilevazione precisa degli intervalli di tempo.

Vacheron Constantin Overseas Chronograph “Everest”

La Maison ha dedicato all’estetica del movimento la stessa cura del dettaglio riservata alla parte meccanica. Da qui la scelta di rendere il calibro visibile attraverso il fondello in vetro zaffiro. La lavorazione a Côtes de Genève sui ponti si abbina al trattamento NAC (un processo galvanico che conferisce un colore scuro alle parti trattate) sulla platina, che richiama le sfumature grigio antracite dell’orologio.

TOCCO D’ARTISTA

Il capolavoro, però, è la massa oscillante. Realizzata in oro rosa 22 carati, ha la parte centrale a forma di rosa dei venti, simbolo della vocazione all’esplorazione, mentre sulla parte periferica, oltre alla croce di Malta e alla scritta Vacheron Constantin incise, vi è un piccolo bassorilievo che rappresenta il monte Everest e la sua catena più prossima. Il disegno è stato realizzato partendo da una foto scattata da Cory Richards durante una delle sue spedizioni sul tetto del mondo.

Vacheron Constantin Overseas Chronograph “Everest”

Un ulteriore tributo al pezzo unico realizzato per lo scalatore nel 2019. La sua massa oscillante, sempre in oro rosa 22 carati, riportava infatti la silhouette dell’Everest più stilizzata e meno caratterizzata, oltre alla scritta Cory Richards Everest 2019.

Che altro dire sul Vacheron Constantin Overseas Cronografo “Everest”? Che i 150 appassionati che vorranno metterselo al polso lo potranno fare per la cifra di €. 37.200, contro i €. 31.500 del Dual Time. Una somma ragionevole per indossare un orologio che, oltre a essere un esempio dello spirito di avventura del marchio, rispecchia anche il payoff della sua campagna comunicazione: “One of not many”.

By Davide Passoni