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27 September 2021

Uno sguardo al mondo dell’orologeria a 360° insieme a Maurizio Favot direttore di Revolution Italia

Revolution: Uno sguardo al mondo dell’orologeria a 360°, un magazine di settore disponibile in 13 edizioni internazionali e 6 lingue diverse, che mette al centro gli orologi e tutto il loro charme.
Pubblicato per la prima volta nel 2005, Revolution è oggi una delle riviste leader nel suo settore, con un pubblico che va da intenditori e appassionati ai grandi esperti di orologeria. Recensioni, articoli, news che raccontano l’avanguardia, l’innovazione di questo mondo attraverso qualità e fotografia passando da lusso a lifestyle.

Dalla meccanica al prodotto, dall’estetica agli aspetti tecnici e artigianali di ciascun orologio; Revolution condivide ogni aspetto di quest’universo straordinario con i propri lettori parlando di complicazioni, evoluzioni, design, fino alla realizzazione stessa.

A svelarci come Revolution sia diventato ormai un punto di riferimento per gli addetti ai lavori grazie alla sua ormai acquisita credibilità, al suo stile, alla sua capacità di rinnovarsi sempre, il Direttore responsabile Maurizio Favot.

Quando è nato Revolution e perché?

Revolution è nato nel 2005 a Singapore, su iniziativa di Wei Koh, già all’epoca giornalista nel settore, che racconta così la genesi dell’impresa: “La mia idea era quella di sollevare di peso la rivista di orologeria dal tavolo degli sfigati e – senza rinunciare a un grammo di autenticità e integrità giornalistica – piazzarla al centro della scena, assieme alla crew dei più tosti. In altre parole, volevo stabilire un nesso tra orologi e lifestyle, tra orologi e cultura moderna, e volevo riuscirci parlando di orologeria in relazione al cinema, alla musica, all’arte, allo sport, alla moda, alle automobili e a qualsiasi altra sfaccettatura generata dalla vibrante contemporaneità in cui viviamo”.

Cosa offre Revolution ai suoi lettori?

Revolution, in sintesi, è ciò a cui fanno riferimento le parole di Wei Koh citate poco fa. Revolution è, come dice la parola stessa, una Rivoluzione. Ed è proprio questo che il magazine cerca di raccontare ai suoi lettori; vuole renderli partecipi di tutti quei cambiamenti, quelle evoluzioni e innovazioni che riguardano il mondo dell’orologeria, un mondo che non è a sé stante ma che è profondamente legato a ciò che lo circonda.

Che cos’ha la carta che internet non avrà mai?

Il profumo, il piacere di sfogliare davvero un magazine e non virtualmente, una fisicità che appartiene alla storia e ne trasuda il fascino.

Qual è il primo giornale di settore che ha sfogliato?

Orologi le misure del tempo, nel 1987, grazie al mio amico Augusto Veroni, che come me veniva dal giornalismo musicale e fu il pioniere dell’editoria orologiera nel nostro Paese.

Cosa serve per fare un buon magazine secondo lei?

Esperienza, creatività, tempismo (ovviamente fondamentale nel nostro settore!), correttezza a 360 gradi, controllo rigoroso delle fonti, problem solving… E qualche altro migliaio di cosette…

Cosa l’appassiona del mondo dell’orologeria?

Direi tutto. Mi appassionano le storie delle maison di orologeria, le invenzioni grandi e piccole che questo mondo porta con sè da tempo, la vivacità e la propensione di guardare sempre al futuro, la compenetrazione e la contaminazione che abbraccia tecnica e design, i legami e l’interdisciplinarità che ha l’arte dell’orologeria con altre innumerevoli scienze e tecniche.

Che cos’è per lei il lusso?

In assoluto, potersi permettere del tempo libero.

Qual è l’ultimo orologio che ha acquistato?

Uno Swatch che ho regalato a una nipotina.

Qual è la prima parte che tende a leggere in un giornale di orologi?

Devo dire la verità, parlando della concorrenza, quindi di altri giornali del settore, come prima cosa dò un’occhiata alle pagine di pubblicità per scoprire se c’è qualche inserzionista che non abbiamo su Revolution.

Revolution si limita ad offrire un servizio informativo o ha l’intento anche di educare i suoi lettori?

Noi di Revolution cerchiamo soprattutto di raccontare l’alta orologeria, quella che spinge l’acceleratore verso il cimento tecnico più alto. Ci adoperiamo per far comprendere la pregnanza tecnico/estetica della migliore orologeria contemporanea. Raccontiamo la storia delle grandi maison, delle innovazioni legate ad esse e proprio perché selezioniamo le informazioni e gli argomenti che decidiamo di raccontare, educhiamo inevitabilmente i nostri lettori.

Come vede Revolution tra 10 anni?

Più bello e splendente che mai!

By Martina Pelucchi