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24 febbraio 2024

Hublot MP-13 Tourbillon Bi-Axis Retrograde: fusione di complicazioni

Tutto si può dire di Hublot tranne che manchi di eccellenza tecnica e di coscienza dei propri mezzi. Un marchio che decide di chiamare la sua collezione più estrema MP, dove le due lettere stanno per “Manufacture Piece” ma anche per “Masterpiece”, ossia capolavoro, non ha solo grande autostima. Ha la certezza di creare orologi destinati a diventare oggetti di culto proprio in virtù della loro unicità meccanica, ingegneristica e stilistica. Lo testimoniano diversi modelli.

Hublot MP-13 Tourbillon Bi-Axis Retrograde

LA COLLEZIONE MP

MP-05 LaFerrariMP-09MP-11 sono segnatempo che, alla loro uscita, hanno colpito per le soluzioni tecniche che proponevano, per il design che li distingueva, per i materiali che li componevano. Pensiamo ai 50 giorni di riserva di carica dell’MP-05 LaFerrari o ai 14 dell’MP-11, garantiti da sette bariletti in serie.

Per non parlare dei materiali che li caratterizzavano, dalla ceramica Red Magic allo zaffiro dell’MP-05 LaFerrari, la cui trasparenza metteva in piena luce il calibro, ispirato ai motori dei bolidi di Maranello. Orologi nei quali la tecnica e il design facevano un po’ soffrire la leggibilità e, in parte, anche la vestibilità, ma che hanno dimostrato di quale pasta fosse fatta Hublot.

Da un punto di vista meccanico, spicca anche il tourbillon biassiale che ha fatto il suo debutto sull’MP-09. Un’eccellenza tecnica che trovava spazio nel calibro manuale HUB9009. Un cuore pulsante da 21.600 alternanze/ora, 356 componenti, 43 rubini, 5 giorni di riserva di carica e, appunto, tourbillon biassiale al 6, con doppia gabbia con rotazione completa di un minuto e di 30 secondi. Tourbillon biassiale che torna nel protagonista del nostro shooting esclusivo: l’MP-13 Tourbillon Bi-Axis Retrograde.

Hublot MP-13 Tourbillon Bi-Axis Retrograde

Solo che, questa volta, Hublot ha abbinato un tourbillon di altissima fattura a un meccanismo retrogrado di lettura dell’ora. Mettendo insieme due complicazioni ciascuna delle quali, come vedremo, è appannaggio solo delle maison più innovative e audaci.

IL TOURBILLON BIASSIALE

Partiamo dal tourbillon biassiale, che non è certo una prerogativa di Hublot ma che mette il brand di Nyon in ottima compagnia. Vacheron Constantin, Girard-Perregaux, Harry Winston sono solo alcuni dei marchi che lo hanno sviluppato per le loro collezioni più pregiate. E questo basterebbe a rendere l’idea di dove si è posizionata Hublot in poco più di 40 anni di vita.

Hublot MP-13 Tourbillon Bi-Axis Retrograde

Il tourbillon biassiale è composto da una gabbia interna e da una esterna, concentriche, in modo da ruotare in più direzioni e compensare così le irregolarità di marcia del movimento, causate dalla gravità terrestre. Il sistema di regolazione è decentrato ed effettua una rotazione completa intorno all’asse passante per l’asse di rotazione del bilanciere in un minuto. Contemporaneamente avviene una rotazione di 30 secondi intorno a un secondo asse.

In un tourbillon a doppio asse, il secondo asse ruota parallelo al quadrante e influenza positivamente la velocità sia con il quadrante rivolto verso l’alto sia verso il basso. Pertanto, il meccanismo ha un’influenza benefica sul tasso di precisione in tutte e sei le posizioni.

Hublot MP-13 Tourbillon Bi-Axis Retrograde

Negli anni Settanta del ‘900, l’orologiaio inglese Anthony G. Randall inventò un tourbillon che ruotava attorno a due assi. La sua creazione, probabilmente più una sfida intellettuale che un esperimento per migliorare la precisione della cronometria, prese la forma di un grande orologio da tavolo.

Poiché il meccanismo a doppio asse può sviluppare la sua piena efficacia solo negli orologi portatili, l’orologiaio svizzero Thomas Prescher realizzò un meccanismo del genere in un segnatempo da tasca per verificarne la successiva fattibilità in un orologio da polso. Una riduzione diretta delle dimensioni e la stessa disposizione dei componenti si rivelarono impossibili. 

Hublot MP-13 Tourbillon Bi-Axis Retrograde

I problemi di distribuzione del peso, gli ingranaggi e l’attrito tra le parti micromeccaniche portarono a reazioni abbastanza diverse rispetto al grande orologio di Randall, poiché la parte più piccola del nuovo meccanismo pesava solo 0,0009 grammi. Pertanto il tourbillon biassiale dovette essere completamente riprogettato, soprattutto perché doveva essere un tourbillon volante.

L’ORA RETROGRADA

Il risultato di questo lavoro si è poi visto nei tourbillon biassiali contemporanei, tra cui appunto quello di Hublot che ritroviamo nell’MP-13 Tourbillon Bi-Axis Retrograde. Il quale però, lo dice il nome, è anche retrogrado. Una complicazione affascinante e antica.

Hublot MP-13 Tourbillon Bi-Axis Retrograde

Mentre la maggior parte degli orologi offre una lettura dell’ora classica, con una lancetta che gira attorno a un asse di 360 gradi, gli orologi retrogradi apparvero nel XVII secolo, quando alcuni orologiai proposero un’altra modalità di visualizzazione: la lancetta delle ore scorreva in un arco per mezza giornata prima di ritornare al punto di partenza e riprendere la sua corsa.

Nel XVIII secolo, questo sistema fu utilizzato da Abraham-Louis Breguet per funzioni specifiche come la data o l’equazione del tempo, prima di perdere il suo fascino nel corso degli anni. Fu alla fine del XX secolo, quando negli anni ‘90 l’orologeria svizzera riscoprì la bellezza del movimento meccanico, che l’orologio retrogrado tornò a far parlare di sé.

Hublot MP-13 Tourbillon Bi-Axis Retrograde

Con questa complicazione, la rappresentazione di ore e minuti sul quadrante non si sviluppa su 360 gradi, ma su un arco che riporta i 60 minuti e le 24 o 12 ore. Quando la lancetta corrispondente arriva alla fine dell’arco – al 60, al 24 o al 12 – scatta all’indietro e il conteggio ricomincia da capo. 

In sé, il sistema retrogrado non è considerato rivoluzionario in orologeria: l’architettura generale del movimento rimane la stessa. La differenza appare nell’ultima fase, la visualizzazione, quando chi indossa l’orologio vede solo l’affascinante risultato finale. L’orologio è in realtà dotato di un complesso meccanismo costituito da camme, rastrelli e molle che consente alle lancette di ritornare istantaneamente nella posizione iniziale.

Hublot MP-13 Tourbillon Bi-Axis Retrograde
Hublot MP-13 Tourbillon Bi-Axis Retrograde

Cosa non da poco, perché l’energia accumulata dalle molle man mano che le lancette proseguono nella loro corsa deve essere potente, in modo da farle tornare al punto di partenza una volta rilasciate. Allo stesso tempo, però, questa tensione non deve essere troppo violenta, per evitare shock al movimento o danni alle lancette stesse. Motivo per cui, nei retrogradi più “estremi”, queste ultime sono realizzate in titanio, materiale super leggero e super resistente.

SI ARRIVA ALL’MP-13 TOURBILLON BI-AXIS RETROGRADE

Retrogrado e con tourbillon biassiale, quindi. Ecco perché l’MP-13 Tourbillon Bi-Axis Retrograde è un pezzo davvero notevole. Sul quale puntare i riflettori proprio a partire dal tourbillon, posizionato a ore 6. I suoi due assi compiono una rotazione completa rispettivamente ogni 60 e 30 secondi; grazie a una struttura scheletrata e sospesa, il design integrato dona al tourbillon una leggerezza assente negli orologi più tradizionali.

Hublot MP-13 Tourbillon Bi-Axis Retrograde

Un risultato ottenuto sia eliminando del tutto il ponte superiore (ricordiamo come un tourbillon biassiale deve essere necessariamente volante), sia riducendo il più possibile il numero dei componenti. In questo modo, la luce attraversa il tourbillon senza incontrare ostacoli. Per amplificare ulteriormente questo effetto di leggerezza, l’area circostante è aperta e protetta da entrambi i lati da un vetro zaffiro antiriflesso.

Hublot MP-13 Tourbillon Bi-Axis Retrograde

Il resto del quadrante è occupato da un doppio display retrogrado, con le ore e i minuti disposti come un tachimetro e un contagiri. Di fatto, quindi, oltre che biassiale l’orologio è anche biretrogrado, con un movimento differenziato tra la lancetta delle ore e quella dei minuti, entrambe scheletrate. Quest’ultima si muove costantemente, mentre quella delle ore passa automaticamente da un numero all’altro, permettendo a chi indossa l’orologio di leggere più facilmente il quadrante. 

IL QUADRANTE

A proposito di quadrante, la sua struttura è composta da differenti livelli. Se l’arco della minuteria è disposto lungo il rehaut inclinato, quello delle ore si trova a un livello leggermente inferiore, con gli indici appoggiati sopra a un ponte scheletrato, nero e opaco, che sembra farli galleggiare nel vuoto. Sotto di esso l’ultimo livello, con l’arco e la lancetta dell’indicatore di riserva di carica a ore 11 e la piena vista sul calibro di manifattura HUB6200.

Hublot MP-13 Tourbillon Bi-Axis Retrograde

Si tratta di un calibro manuale, le cui prestazioni sono notevoli. Dopotutto, lo abbiamo scritto, la gestione di una doppia indicazione retrograda richiede parecchia energia al movimento. Ecco perché le 96 ore di riserva di carica sono prodigiose, considerando anche le varie finezze tecniche che caratterizzano l’HUB6200.

Il movimento è infatti molto facile da impostare, poiché la corona ha una sola posizione. La regolazione dei minuti sposta automaticamente anche la lancetta delle ore e il movimento può essere caricato solo in avanti. Un’accortezza che previene i danni causati dallo spostamento all’indietro delle lancette, punto debole di tutti i meccanismi con movimento retrogrado.

IN BILICO TRA CLASSICO E MODERNO

La cassa ha dimensioni generose, come ci si aspetta in generale da Hublot e, nello specifico, da un orologio così: 44 mm di diametro e 16,7 di spessore. È interamente in titanio satinato così come il fondello e la lunetta ed è impermeabile fino a 3 atmosfere. È aperta a ore 6, dove la lunetta lascia il posto al prolungamento del vetro zaffiro antiriflesso, in modo da mettere in piena evidenza il tourbillon al lavoro. Completa l’orologio il classico cinturino in caucciù nero strutturato a righe (firma estetica di Hublot) con una fibbia pieghevole anch’essa in titanio, come la cassa.

Hublot MP-13 Tourbillon Bi-Axis Retrograde

Come è logico per un pezzo della collezione MP, anche l’MP-13 Tourbillon Bi-Axis Retrograde è realizzato in edizione limitata: 50 pezzi, al prezzo di 165.000 euro ciascuno, in linea con quello che ci si può attendere da un orologio così.

Un orologio che, a nostro avviso, pur mantenendo tutte le caratteristiche di eccellenza della collezione MP, strizza l’occhio a un appassionato più tradizionale. Già la scelta dell’indicazione retrograda è un omaggio a certa orologeria di un passato classico. Inoltre, pur conservando un design originale, il segnatempo è lontano dalle casse estreme e audaci di pezzi come, per esempio, l’MP-05 LaFerrari o l’MP-09.

Hublot MP-13 Tourbillon Bi-Axis Retrograde
Hublot MP-13 Tourbillon Bi-Axis Retrograde

L’impressione è che qui Hublot abbia voluto mescolare passato e futuro, in un orologio alla fin fine contemporaneo. E l’impressione è che ci sia riuscita benissimo. Il brand è o non è maestro dell’arte della fusione? Eccola qui, incarnata nell’MP-13 Tourbillon Bi-Axis Retrograde.

By Davide Passoni