Audemars Piguet e Swatch tornano a sorprendere il mondo dell’orologeria con Royal Pop, una nuova collezione composta da otto modelli Swiss Made in Bioceramic che uniscono i codici iconici del Royal Oak con lo spirito libero e sperimentale dei Pop Swatch degli anni Ottanta. Un progetto che fonde Pop Art, design e cultura orologiera, abbandonando il concetto tradizionale di orologio da polso per trasformarsi in qualcosa di diverso: un oggetto ibrido tra cultura pop e orologeria contemporanea.

Dopo il successo planetario del MoonSwatch e dello Scuba Fifty Fathoms, molti si aspettavano una formula ormai consolidata: prendere un’icona dell’alta orologeria e trasformarla in un prodotto accessibile destinato al grande pubblico. Il nuovo Royal Pop, invece, prende una direzione completamente differente, recuperando uno dei progetti più particolari mai realizzati da Swatch e reinterpretandolo attraverso il linguaggio estetico di Audemars Piguet.
Per comprenderne davvero il significato bisogna però tornare indietro di quarant’anni.
POP SWATCH: QUANDO SWATCH CAMBIÒ LE REGOLE DEL GIOCO
Nel 1986 Swatch presentò la linea Pop Swatch, un progetto fondato sul concetto “Pop In Pop Out”. Con una semplice pressione, la cassa poteva essere estratta dal cinturino e inserita in supporti differenti.
L’orologio smetteva così di essere un oggetto statico e diventava qualcosa di dinamico e trasformabile. Poteva essere indossato in modi differenti oppure trasformarsi in un accessorio o in un oggetto decorativo.

I primi modelli come Jet Black, Fire Signal, Blue Ribbon, Snowflake e Burning Sun riprendevano l’estetica minimale della linea Swatch Gent, caratterizzata da design essenziale e dall’assenza della sfera dei secondi. La vera rivoluzione, però, era la sua natura modulare.
Supporti come Magnet, Sticker e Pocket ampliarono radicalmente il modo di vivere l’orologio. Persino il mondo dello sport entrò nel progetto attraverso una piattaforma dotata di Recco Avalanche Safety Reflector, un sistema passivo progettato per agevolare il recupero degli sciatori travolti dalle valanghe.
Nonostante l’audacia del progetto, il percorso iniziale dei Pop Swatch fu graduale. Dopo il debutto in Svizzera nel 1986, la linea arrivò in Italia e negli Stati Uniti nel 1987, raggiungendo una diffusione più ampia negli anni successivi. Le dimensioni più generose rispetto ai tradizionali modelli Swatch Gent inizialmente ne limitarono il successo commerciale.
ALFRED HOFKUNST E IL PRIMO “SECRET DROP” DELL’OROLOGERIA
La svolta arrivò nel 1991 grazie alla collaborazione con Alfred Hofkunst (1942–2004), artista austro-svizzero noto per il suo utilizzo del trompe-l’œil e per un linguaggio creativo capace di muoversi tra ironia e provocazione.

Con la leggendaria collezione One More Time, conosciuta anche come Swatchtables, Hofkunst reinterpretò il mondo Pop attraverso tre modelli ispirati al cibo: il cetriolo Gu(H)rke, l’uovo al tegamino Bonju(H)r e il peperone Verdu(H)ra.
L’operazione venne limitata a 9.999 esemplari per modello: i primi 333 pezzi costituivano una speciale edizione artistica firmata, mentre i restanti 9.666 esemplari vennero distribuiti singolarmente.
Ancora più interessante fu però la modalità di vendita. Molto prima dell’era di social network e smartphone, Swatch aveva già sperimentato qualcosa di sorprendentemente vicino ai moderni secret drop. I modelli venivano distribuiti attraverso punti vendita temporanei nascosti tra veri mercati ortofrutticoli, trasformando l’acquisto in una vera caccia al tesoro.
I collezionisti, guidati esclusivamente dal passaparola, si ritrovavano a cercare orologi tra cassette di pomodori, frutta e banchi di verdura. Riletto oggi, il progetto appare quasi incredibilmente contemporaneo.
DAL POP SWATCH AL ROYAL POP: UNA STORIA CHE SI RIPETE
Quarant’anni dopo, Swatch recupera quella stessa filosofia reinterpretandola insieme a Audemars Piguet. Il nuovo Royal Pop prende ispirazione contemporaneamente dal Royal Oak, presentato nel 1972 e diventato una delle icone assolute dell’orologeria contemporanea, e dal linguaggio creativo dei Pop Swatch.
L’intera operazione trae inoltre ispirazione dalla Pop Art, movimento che trasformava elementi della cultura quotidiana in immagini forti, colorate e immediatamente riconoscibili. Il risultato è una collezione composta da otto modelli, un numero scelto volutamente per richiamare gli otto lati della lunetta ottagonale e le otto viti esagonali che caratterizzano il Royal Oak.
I TEASER, L’EQUIVOCO E IL ROYAL OAK CHE ABBANDONA IL POLSO
Nei giorni precedenti al lancio, Swatch ha iniziato a diffondere una serie di indizi che, per gli osservatori più attenti, richiamavano chiaramente il mondo Pop Swatch. La comparsa di un cordino nei teaser, il riferimento al celebre “clac”prodotto dall’aggancio della cassa e alcuni richiami grafici associati all’universo Audemars Piguet avevano immediatamente attirato l’attenzione degli appassionati.

Nonostante questo, il lancio del Royal Pop ha generato un acceso dibattito. Gran parte del pubblico si aspettava infatti una replica della formula vista con MoonSwatch o Scuba Fifty Fathoms: un classico Royal Oak da polso in Bioceramic capace di riprodurne fedelmente le geometrie.
Da una parte ha inciso una conoscenza sempre più limitata dell’archivio storico Swatch e della natura modulare della linea Pop originale. Dall’altra, la diffusione online di render e immagini generate dall’intelligenza artificiale, che nei giorni precedenti al lancio avevano invaso social e forum mostrando ipotetici Royal Oak colorati, contribuendo ad alimentare aspettative differenti dal progetto reale.

Il risultato finale si è invece rivelato qualcosa di completamente diverso. Ogni modello viene fornito con un cordino in pelle di vitello con cuciture a contrasto, disponibile in tre differenti lunghezze, che permette di indossare l’orologio al collo, in tasca, agganciato a una borsa oppure trasformato in un piccolo orologio da tavolo tramite un supporto dedicato.
La cassa si aggancia inoltre tramite un sistema che produce il caratteristico “clic”, diventato una vera firma sonora della collezione.
GLI OTTO ROYAL POP: MODELLI E CARATTERISTICHE
Il nuovo Royal Pop introduce una nuova evoluzione del movimento SISTEM51, proposta per la prima volta in una configurazione a carica manuale con 15 brevetti attivi.
Tra le caratteristiche principali troviamo 90 ore di riserva di carica, spirale antimagnetica Nivachron™, regolazione laser eseguita in fabbrica e fondello trasparente in vetro zaffiro. Il SISTEM51 rimane inoltre l’unico movimento meccanico Swiss Made completamente assemblato in maniera automatizzata.
Gli otto modelli OTTO ROSSO, HUIT BLANC, GREEN EIGHT, BLAUE ACHT, ORENJI HACHI, LAN BA, OCHO NEGRO e OTG ROZ condividono una cassa in Bioceramic da 40 mm, che raggiunge 44,2 × 53,2 mm una volta installata sulla clip e uno spessore di 8,4 mm.
Ogni versione sviluppa una propria identità cromatica, mantenendo però elementi distintivi comuni come lunetta ottagonale, motivo Petite Tapisserie del Royal Oak, Super-LumiNova® grado A e doppi vetri zaffiro con trattamento antiriflesso.
PREZZO E DISPONIBILITÀ DEL NUOVO AUDEMARS PIGUET × SWATCH ROYAL POP
La collezione Audemars Piguet × Swatch Royal Pop è disponibile dal 16 maggio 2026 presso boutique Swatchselezionate. Come avvenuto per altre collaborazioni del marchio, gli acquisti sono limitati a un orologio per persona, al giorno e per negozio.
I prezzi partono da 385 euro per le versioni Lépine e arrivano a 400 euro per le varianti Savonnette.
Più che una semplice reinterpretazione del Royal Oak, il nuovo Royal Pop recupera una parte quasi dimenticata dell’archivio Swatch e la combina con uno dei design più iconici dell’orologeria contemporanea. Non prova semplicemente a rendere accessibile un’icona: prova a cambiarne il contesto.

E forse è proprio qui il punto più interessante. Potrà dividere appassionati e collezionisti, ma in un panorama sempre più prevedibile ha già raggiunto un obiettivo preciso: sorprendere.
By Luca Carolei





















