IL RITORNO DELLE ORE SALTANTI: AUDEMARS PIGUET NEO FRAME JUMPING HOUR
4 Febbraio 2026Con il Neo Frame Jumping Hour, Audemars Piguet riporta al centro dell’attenzione una delle complicazioni più emblematiche della storia orologiera: la visualizzazione a ore saltanti. Lo fa attraverso un segnatempo che unisce un nuovo movimento automatico a una cassa rettangolare fortemente identitaria, ispirata a un raro modello del 1929, ma sviluppata secondo criteri costruttivi pienamente contemporanei. Non si tratta di una riedizione in senso stretto, né di un esercizio puramente stilistico. Questo modello introduce infatti la prima jumping hour automatica mai realizzata dalla Manifattura, segnando un passaggio importante all’interno della sua produzione storica.

COME FUNZIONANO LE ORE SALTANTI
Le ore saltanti rappresentano una delle alternative più radicali alla lettura tradizionale del tempo: al posto della lancetta delle ore l’indicazione è affidata a un numero che scatta istantaneamente ogni sessanta minuti, mentre i questi ultimi vengono visualizzati separatamente, in modo progressivo. Un sistema nato già nel XVII secolo per migliorare la leggibilità degli orologi notturni e successivamente adottato negli orologi da tasca e da polso.

È però tra gli anni Venti e Trenta del Novecento che questa complicazione trova la propria stagione più fertile, in un contesto storico in cui progresso tecnico, design e razionalità funzionale iniziano a dialogare in modo sempre più strutturato. In quel periodo Audemars Piguet si afferma come uno dei principali interpreti di questa soluzione, realizzando tra il 1924 e il 1951 ben 347 orologi con ore saltanti, spesso racchiusi in casse quadrate o rettangolari, con una o più finestrelle.
IL PRE-MODELLO 1271 DEL 1929: LE ORIGINI DEL NUOVO NEO FRAME JUMPING HOUR
All’interno di questa produzione, il pre-modello 1271 del 1929 occupa un posto di particolare rilievo. Realizzato in soli 14 esemplari, fu tra i primi orologi da polso a presentare una doppia finestrella per ore e minuti, anticipando una lettura del tempo più diretta. La sua importanza quindi non è solo tecnica, ma anche culturale. La cassa rifletteva infatti il clima progettuale di fine anni Venti, quando l’orologeria iniziava a confrontarsi in modo consapevole con il linguaggio dell’architettura e del design industriale. Il progetto dell’odierno Neo Frame Jumping Hour guarda a quello spirito originario, rielaborandolo però in chiave contemporanea attraverso materiali, proporzioni e scelte costruttive.

LA CASSA E LO STILE STREAMLINE
Quella visione avveniristica oggi prende forma nella cassa del Neo Frame Jumping Hour, ispirata allo Streamline Moderne (detto anche Paquebot o Ocean Liner) evoluzione tardiva dell’Art Déco sviluppatasi tra Europa e Stati Uniti e profondamente influenzata dai principi del Bauhaus, in cui funzione, materiali e rigore progettuale diventano elementi centrali. Un linguaggio legato ai transatlantici, ai treni e alle grandi architetture industriali, dove forma e funzione convergevano in un’unica visione formale.
Realizzata in oro rosa 18 carati, la cassa rettangolare misura 34,6 × 34 mm(escluse le anse) con uno spessore di 8,8 mm. Le filettature verticali, otto per lato, percorrono l’intera struttura e si assottigliano verso le anse, accentuando una sensazione di slancio e movimento. Lontano dall’essere un semplice elemento decorativo, questo motivo diventa parte integrante dell’architettura dell’orologio e viene ripreso sul fondello, sulla corona e persino sulla massa oscillante, in una ricerca di coerenza formale che richiede lavorazioni CNC di estrema precisione e un attento allineamento manuale.
IL QUADRANTE IN VETRO ZAFFIRO
Se il segnatempo del 1929 affidava al metallo il compito di proteggere la fragilità dei vetri dell’epoca, qui il principio si inverte. Il quadrante del Neo Frame Jumping Hour diventa esso stesso superficie strutturale, definendo un raffinato equilibrio two-tone tra il nero profondo del vetro zaffiro trattato PVD e le tonalità calde dell’oro rosa. La scelta di eliminare qualsiasi cornice metallica a ore 12 e a ore 6 lascia il cristallo completamente esposto, trasformandolo nell’elemento centrale della composizione.
Le due finestrelle dorate micropallinate, che rivelano ore saltanti e minuti progressivi stampati in bianco su fondo nero, scandiscono la lettura del tempo con rigore grafico, mentre la firma Audemars Piguet a ore 6, ripresa nelle tonalità dell’oro rosa, si inserisce con discrezione nell’insieme. Dietro questa apparente semplicità si nasconde una costruzione tutt’altro che convenzionale. In assenza di una lunetta deputata a contenere il vetro, la platina del quadrante è fissata direttamente al cristallo in zaffiro e successivamente avvitata alla cassa, una soluzione sviluppata appositamente per questo modello. Ne deriva un equilibrio raro tra purezza formale e solidità costruttiva, che consente di garantire un’impermeabilità fino a 20 metri senza introdurre compromessi visivi.
CALIBRO 7122: IL PRIMO JUMPING HOUR AUTOMATICO DI AUDEMARS PIGUET
Cuore pulsante del Neo Frame Jumping Hour è il Calibro 7122, movimento automatico interamente sviluppato in-house e basato sull’architettura del Calibro 7121 dei Royal Oak “Jumbo”. Qui però la meccanica assume un ruolo diverso: gestire il salto istantaneo dell’ora mantenendo al contempo la progressione fluida dei minuti.
Il movimento conta 293 componenti, batte a 4 Hz ed è dotato di una riserva di carica di 52 ore. Un sistema brevettato di assorbimento degli urti impedisce il salto involontario dell’ora in caso di impatto, rendendo l’orologio adatto all’uso quotidiano. Il disco delle ore è realizzato in titanio, per ridurre le masse in gioco, mentre quello dei minuti è in lega di rame. Attraverso il fondello in vetro zaffiro si possono osservare le finiture di Alta Orologeria, Côtes de Genève, superfici satinate e anglage, insieme a una massa oscillante dedicata in oro rosa.
PREZZO E CONSIDERAZIONI FINALI
Completato da un cinturino in pelle di vitello nera testurizzata, sviluppato appositamente per il modello, il Neo Frame Jumping Hour si colloca in una fascia alta del mercato. Il profilo del cinturino è sagomato per integrarsi visivamente con le linee della cassa, prolungandone la geometria senza soluzione di continuità, mentre la texture della pelle dialoga con le superfici scanalate dell’orologio. La chiusura è affidata a una fibbia ad ardiglione in oro rosa 18 carati, coerente per finitura e proporzioni con l’architettura complessiva del segnatempo. Il prezzo di listino per la ref. 15245OR.OO.A206VE.01 è di 65.400 euro, in linea con il posizionamento del modello all’interno della collezione.

Con il Neo Frame Jumping Hour, Audemars Piguet dimostra come una complicazione storica possa essere riletta senza cedere alla nostalgia. Il progetto lavora sulla coerenza tra design, meccanica e costruzione, riportando le ore saltanti in un contesto contemporaneo. Non è un orologio pensato per stupire con effetti speciali, ma per chi riconosce valore nella chiarezza della visualizzazione, nella qualità dell’ingegneria e nella continuità di un linguaggio che attraversa il tempo.
By Elisa Copeta






