Redentore Utopia II: perché è l’orologio più bello di Venezianico
24 Febbraio 2026In questo articolo racconteremo il nuovo Redentore Utopia II, la più recente edizione limitata di alta orologeria firmata da Venezianico, caratterizzata da un quadrante guilloché lavorato completamente a mano con tecnica artigianale e dal calibro V5001 made in Italy, sviluppato dal brand insieme a OISA. Un orologio andato sold out in pochissimo tempo, che racconta del sogno e dell’ambizione dei fratelli Morelli, fondatori del marchio, di ridare vita alla filiera italiana dell’orologeria, tanto forte e rinomata in passato. Un racconto al quale dà il proprio contributo Alberto Morelli, che ci ha spiegato la genesi e la prospettiva del progetto.

LA CRESCITA IMPETUOSA DI VENEZIANICO
«I have a dream». Così iniziò il suo discorso più famoso Martin Luther King, il 28 agosto 1963 durante la Marcia su Washington per i diritti civili. Il sogno di un futuro in cui le persone non sarebbero state giudicate per il colore della loro pelle ma per il loro carattere. «We have a dream», potrebbero dire, oggi, Alberto e Alessandro Morelli, alla guida di Venezianico. Il sogno di ridare vita alla grande tradizione dell’orologeria meccanica italiana. Un sogno meno ambizioso di quello di Martin Luther King, ma che per i due fratelli ha un’importanza enorme. Un sogno iniziato quasi 10 anni fa e che li ha portati già molto lontano.

Da quel 2017 in cui prese vita il sogno, il fatturato di Venezianico è arrivato, a fine 2025, a superare 15 milioni di euro. Nel 2024 l’apertura dell’atelier nella città natale dei Morelli, San Donà di Piave, a Palazzo Baradel, un edificio storico nel quale è possibile scoprire e provare i pezzi delle collezioni. Redentore, Arsenale, Nereide, Bucintoro, nomi che rimandano alla storia di Venezia, manifesto di italianità per gli appassionati che guardano al marchio con interesse crescente.
«Coinvolgiamo la nostra community su design, materiali e specifiche tecniche. Questo ci permette di portare sul mercato prodotti che hanno già una domanda reale – racconta Alberto Morelli -. Pur essendo oggi tra le realtà più strutturate del settore in Italia, all’estero siamo ancora nelle prime fasi di un percorso di crescita che vogliamo costruire con pazienza e basi solide. Negli ultimi anni abbiamo visto segnali che ci incoraggiano: l’interesse della stampa, l’attenzione di collezionisti internazionali e persone che scelgono di venire di persona in Atelier per ritirare il proprio orologio. Per noi sono indicatori concreti che il marchio sta costruendo qualcosa che va oltre il singolo prodotto. Guardiamo al lungo periodo. L’idea è contribuire, passo dopo passo, alla nascita di un vero distretto dell’orologeria made in Italy, prendendo ispirazione da realtà come Glashütte. Serviranno molti anni e grande impegno, ma la direzione è chiara».
REDENTORE UTOPIA II: L’IDEA
Proprio questo interesse dai quattro angoli della Terra ha portato Venezianico a creare, all’interno delle proprie collezioni, numerose edizioni limitate (subito sold out), alcune delle quali dedicate a Paesi mediorientali. Soprattutto, però, ha spinto i fratelli Morelli a fare un passo in avanti determinante nel perseguire il proprio sogno, per dare vita a una creazione di alta orologeria davvero in linea con la grande eccellenza meccanica italiana: il nuovo Redentore Utopia II. Due versioni, Alpha e Beta, differenti nell’habillage, identiche nella preziosità estetica e meccanica. Non è stata prevista una tiratura con un numero prestabilito di pezzi, ma una finestra di pre-ordine limitata a 72 ore, al termine della quale la produzione è stata definitivamente chiusa. I primi 100 esemplari, disponibili in pronta consegna, sono andati esauriti in pochi minuti dall’apertura delle vendite.

Redentore Utopia II è nato proprio dall’idea di un movimento progettato e prodotto in Italia ed è stato anticipato da Redentore Utopia I (ne accenniamo più sotto). Non si tratta però di una banale evoluzione, ma di un profondo lavoro di affinamento tecnico, estetico e concettuale. Se Utopia I era per Venezianico il manifesto di un’idea – un movimento progettato e costruito in Italia – Utopia II rappresenta la piena maturità di questa idea. Di questa “utopia” che sogno, appunto.
IL CALIBRO V5001: LO SVILUPPO
Proprio dal cuore, dal movimento, vale la pena iniziare per raccontare Redentore Utopia II. Ossia dal calibro V5001, evoluzione del V5000 montato su Redentore Utopia I. Sia il V5000 sia il V5001 sono prodotti da OISA, progettati da Fausto Berizzi e Andrea Menegazzo e assemblati nell’Atelier di Venezianico da Daniele Zorzetto, maestro orologiaio con una lunga esperienza nella regolazione di bilancieri a inerzia variabile con masselottes e spirale libera.

Il calibro monta infatti questa soluzione tecnica realizzata in rame-berillio da Atokalpa. Parliamo di un’azienda svizzera in grado di produrre tutti gli elementi necessari per assemblare un bilanciere e capace di padroneggiare la produzione completa e complessa dell’organo regolatore, anche grazie a un reparto interno che costruisce le proprie macchine. Non a caso, fornisce i propri prodotti ad alcuni tra i più pregiati marchi svizzeri.

«Siamo partiti da una base interessante ma sapevamo che poteva essere migliorata – continua Morelli -. Circa 4 anni fa abbiamo conosciuto Fausto Berizzi, all’epoca responsabile tecnico di OISA. Abbiamo avuto da subito una grande intesa che ci ha portato all’idea di sviluppare un calibro nostro, insieme al loro team altamente qualificato. Abbiamo iniziato a disegnare il nuovo calibro con il loro supporto e nel corso dei primi mesi abbiamo validato la nuova architettura insieme a Berizzi. Dopo diverse varianti siamo arrivati a una soluzione definitiva, ai successivi tuning e alle finiture. Quella fase è durata diversi mesi e ci ha portato alla variante V5000. Dopo due anni di test, con la sua esperienza siamo riusciti a portare il calibro, grazie alla regolazione fine, a una precisione di ±3 secondi al giorno. Abbiamo sentito fin dall’inizio la responsabilità di portare avanti uno sviluppo non solo del nostro brand, ma cercando allo stesso tempo di fare da apripista per una nuova stagione dell’orologeria italiana».
IL CALIBRO V5001: FINITURE E CATENA DEL TEMPO SDOPPIATA
L’evoluzione del calibro non è solo meccanica ma anche estetica. Entrambi hanno uno spessore ridotto di 3,5 mm, una frequenza di 25.200 alternanze/ora, una riserva di carica di 60 ore e una precisione regolata a ±3 secondi al giorno, come ha ricordato Morelli. L’estetica del V5001 è però stata raffinata: finitura a doppia chiocciola delle ruote, ponti e platina trattati con rivestimento galvanico in oro 24 carati, perlage e Côtes de Genève che si irradiano verso la periferia del calibro partendo dal bilanciere a ore 6, che ne diventa così il centro visivo. Inoltre, il ponte del bilanciere a doppio ancoraggio ha una finitura étirage e il bilanciere a inerzia variabile in lega di rame-berillio è protetto dal sistema antiurto KIF Elastor, sviluppato appositamente per questo movimento. Grazie a una molla elicoidale a forma di stella, posta attorno alla pietra d’incassaggio, il sistema assorbe l’energia generata dagli urti e riporta il bilanciere nella posizione ottimale.
Interessante notare che nel calibro V5001 la catena del tempo è sdoppiata. La trasmissione del moto è divisa in due rami distinti, uno dedicato ai secondi, l’altro a ore e minuti. Questa separazione meccanica riduce le interferenze tra i treni del tempo, evitando che le sollecitazioni dovute al movimento continuo della lancetta dei secondi influenzino la regolarità del sistema principale. Il risultato è una maggiore stabilità di marcia e una precisione più affidabile a lungo termine.

La cassa del Redentore Utopia II ha le dimensioni di un dress watch: 38 mm di diametro, 8,9 mm di spessore e una distanza da ansa ad ansa di 44,2 mm. È in acciaio, con lavorazione satinata verticale che contrasta con la lunetta lucida. Il fondello, protetto da un vetro zaffiro, è fissato alla cassa con sei viti e, grazie allo spessore ridotto, lascia piena visione sul calibro.
IL QUADRANTE GUILLOCHÉ
Il quadrante di Redentore Utopia II è il cuore visivo dell’orologio. «Con un quadrante tradizionale non avrei dubbi nel dire che l’orologio è più affascinante visto dal fondello. In questo caso, però, non mi sento di attribuire una predominanza al calibro: la bellezza è perfettamente bilanciata. Davanti e dietro si equivalgono, cinquanta e cinquanta», ci dice Morelli. Il motivo decorativo è stato chiamato Marea, perché le sue onde ricordano il movimento delle onde nella laguna di Venezia. È stato sviluppato per questo modello in collaborazione con l’Atelier Renzetti di Milano, uno dei pochissimi laboratori al mondo ancora dediti all’arte del guilloché tradizionale.
Linda Renzetti, quarta generazione della famiglia, incide ciascun quadrante interamente a mano su antichi torni a rosa del XIX secolo, con un motivo che riflette la luce in modo dinamico, come farebbero le onde al quale esso si ispira. Il quadrante di Redentore Utopia II è stato lavorato con un macchinario in ghisa della seconda metà del’800, talmente pesante che non può essere spostato dalla posizione in cui si trova. Esattamente ciò che i fratelli Morelli volevano e che hanno elaborato partendo da alcune texture d’epoca trovate negli archivi dell’Atelier Renzetti che si avvicinavano a quanto Alberto e Alessandro avevano in mente.

Sotto il vetro zaffiro antiriflesso, il quadrante è disponibile in due versioni, Alpha e Beta. La prima ha una finitura galvanica color oro, che ricorda i riflessi dei mosaici della basilica di San Marco ed evoca il patrimonio decorativo e la tradizione artistica di Venezia. È abbinata a un cinturino in pelle di vitello nera lavorata a mano. La finitura galvanica di Beta è in grafite, tonalità che richiama i materiali strutturali e costruttivi della città lagunare, il colore del ferro battuto, delle ringhiere, dei pali di ormeggio. Beta è completato da un cinturino in pelle saffiano rifinito a mano.
REDENTORE UTOPIA I
Probabilmente, il Redentore Utopia II non sarebbe mai nato senza l’Utopia I. Presentato lo scorso anno, è andato sold out in pochissimo tempo: «I sold out “annunciati” aumentano la pressione nei nostri confronti e ci obbligano a dare il massimo in ogni progetto che sviluppiamo. Ma ci fanno anche svegliare ogni mattina con la voglia di crescere e di migliorarci», sottolinea Morelli.

L’Utopia I ha subito fatto capire di che pasta fosse fatto quando ha vinto il premio Orologio dell’Anno nella categoria Rivelazione, organizzato dalla rivista “L’Orologio”. Come abbiamo accennato sopra, il calibro V5000 che lo anima è tecnicamente affine al V5001 del Redentore Utopia II, motivo per cui non è necessario riprenderne le caratteristiche. Ciò che salta all’occhio, è la differenza delle finiture.

E la bellezza del lavoro di Venezianico sta proprio qui. Già osservando il V5000 l’impressione era quella di trovarsi di fronte a un movimento bellissimo e rifinito al top. Il fatto che la cura messa nel V5001 lo abbia superato, dimostra che è sempre possibile fare meglio e che, se si vuole, l’eccellenza è a portata di mano anche un gradino più su.
Anche nel Redentore Utopia I il lavoro sul quadrante è stato eccezionale. È stato anch’esso inciso a mano nell’Atelier Renzetti con tecnica guilloché, seguendo un disegno esclusivo creato per il modello. Nessuna onda, ma una trama radiale che genera riflessi in continuo movimento lungo l’incisione, il quali creano un effetto dinamico che valorizza ogni dettaglio della lavorazione. Il tramite trattamento IP azzurro, che dona all’insieme una tonalità profonda e cangiante, rende l’orologio elegante e contemporaneo. Le dimensioni della cassa sono le stesse del Redentore Utopia II. Entrambe le versioni (ora sold out) costano 4.500 euro.
REDENTORE UTOPIA II: CONCLUSIONI
Appare dunque evidente come Redentore Utopia II sia il risultato di un percorso iniziato anni fa, maturato attraverso l’evoluzione tecnica di Venezianico, lo sviluppo del calibro Made in Italy e, da non dimenticare, il sostegno di un pubblico in grado di riconoscerne il valore. Una community attiva, alla quale Alessandro e Alberto danno ascolto per avere suggerimenti, percepire impressioni, accogliere esigenze. Una community capace di interagire con il brand in maniera costruttiva: uno dei segreti, nemmeno tanto nascosti, di Venezianico, grazie al quale potrà raggiungere l’obiettivo che si è dato fin dall’inizio, diventare un punto di riferimento per l’orologeria italiana contemporanea.
«La scelta di costruire un ecosistema non svizzero per un prodotto di alta gamma ha reso il progetto particolarmente stimolante, al punto da attirare l’attenzione di appassionati che in passato guardavano Venezianico con semplice curiosità e che oggi lo considerano un’alternativa credibile all’interno di collezioni importanti – conclude Morelli -. Negli ultimi due anni abbiamo visto questa curiosità trasformarsi in interesse concreto, ed è un passaggio che per noi ha un grande significato». Tanta strada fatta, tanta ancora da fare: qui sta il bello di una sfida continua.
By Davide Passoni














