Nel mondo dell’alta orologeria esistono figure che non si limitano a creare orologi, ma contribuiscono a riscriverne le regole. Dominique Renaud è una di queste. Designer e inventore, è stato protagonista dietro le quinte di alcune delle complicazioni più importanti sviluppate per grandi Maison, diventando un punto di riferimento grazie alla leggendaria manifattura Renaud Papi, poi entrata nell’orbita Audemars Piguet.

Il suo approccio non è mai stato quello di un semplice esecutore, ma di un vero sperimentatore: osservare, mettere in discussione, collaborare, costruire insieme. Un metodo fatto di confronto continuo, test e ricerca, che negli anni lo ha portato a sviluppare una visione profondamente personale dell’orologeria. Una visione che oggi prende forma nel nuovo marchio Dominique Renaud, presentato nel 2026 come espressione di HHDR. Non si tratta di un semplice debutto, ma del punto più maturo del suo lavoro come inventore, un progetto che punta a superare i codici esistenti e a costruire un linguaggio completamente nuovo, dove è la funzione a determinare la forma.
UN NUOVO MARCHIO TRA MINIMALISMO E ROTTURA DEI CODICI
Il linguaggio del marchio Dominique Renaud è immediato e riconoscibile: minimalista, radicale, essenziale, ma allo stesso tempo profondamente tecnico. Qui ogni elemento è pensato per eliminare il superfluo e lasciare spazio a una lettura chiara della meccanica, creando un’estetica che appare quasi inevitabile, come se non potesse essere diversa da così.

L’obiettivo non è reinterpretare ciò che già esiste, ma spingersi oltre, dando vita a un’orologeria “esplorativa” che privilegia la coerenza totale tra funzione e design. L’architettura del movimento, la visualizzazione del tempo e la costruzione della cassa diventano parte di un unico racconto, rendendo ogni creazione immediatamente identificabile. È un approccio che rompe con le convenzioni tradizionali e che riflette perfettamente la natura non conformista del suo fondatore.
PULSE 60: UN NUOVO MODO DI MISURARE IL TEMPO
Il primo capitolo di questa nuova avventura si chiama Pulse60, un nome che racchiude già la sua filosofia: 60 oscillazioni al minuto, lo stesso ritmo di un cuore umano a riposo. È da qui che Dominique Renaud parte per sviluppare una riflessione radicale sul tempo, scegliendo di affrontare uno dei temi più complessi dell’orologeria – la frequenza – da una prospettiva opposta rispetto al passato.

Dopo aver esplorato frequenze molto elevate, questa volta la scelta cade su una frequenza estremamente bassa: 1 Hz, ovvero un’oscillazione al secondo. Non si tratta solo di una soluzione tecnica, ma di un cambio di paradigma. Dove l’alta frequenza cerca la precisione moltiplicando gli eventi, qui si cerca la stabilità attraverso il controllo del ritmo. Il tempo diventa così qualcosa di più vicino all’esperienza umana, meno astratto e più “vivo”, scandito da un battito lento, ampio e naturale.
IL CUORE DEL PULSE 60: UN MOVIMENTO FUORI DAGLI SCHEMI
Al centro del Pulse60 troviamo il nuovo calibro BUA2024 (Balancier Ultra Amplitude), sviluppato a partire dal 2024 e progettato per sfruttare al massimo questa filosofia a bassa frequenza. Riducendo drasticamente il numero di impulsi all’interno dello scappamento, il movimento limita le interferenze che normalmente disturbano l’oscillazione del bilanciere, migliorando la stabilità complessiva.
Per rendere possibile tutto questo, Dominique Renaud introduce un elemento chiave: un bilanciere da 20 mm, di dimensioni straordinarie per un orologio da polso. La sua elevata inerzia gli permette di mantenere il movimento in modo estremamente stabile, assorbendo le micro-variazioni e riducendo l’impatto degli urti. È un principio che richiama i cronometri marini, dove la massa del bilanciere gioca un ruolo fondamentale nella regolarità. Il risultato è un tempo che non accelera né scatta, ma si sviluppa in modo fluido e controllato, quasi come un respiro.
ULTRA-AMPLITUDINE E STABILITÀ: OLTRE I LIMITI TRADIZIONALI
Uno degli aspetti più innovativi del Pulse60 è la completa riprogettazione dell’organo regolatore. Dominique Renaud supera uno dei limiti classici dell’orologeria, permettendo al bilanciere di lavorare con un’ampiezza superiore ai 360° senza incorrere nel fenomeno del “knocking”. In teoria, si arriva fino a circa 700°, un valore mai sfruttato in un orologio da polso tradizionale.

Questo significa che il movimento opera lontano dalla sua zona critica, proprio come un motore che non viene mai spinto al limite. In questo intervallo più ampio e controllato, il bilanciere può oscillare in modo più libero, riducendo l’influenza degli impulsi dello scappamento e migliorando la stabilità della marcia. Il risultato è una maggiore regolarità e una migliore tenuta del tempo nelle diverse posizioni, grazie a una dinamica più “naturale” e meno forzata.
DESIGN E ARCHITETTURA: LA MECCANICA DIVENTA PROTAGONISTA
Il design del Pulse60 nasce per rendere visibile questa rivoluzione tecnica. La cassa è costruita attorno al concetto di continuità: scompaiono lunetta e anse, lasciando spazio a una forma fluida che si integra perfettamente con il cinturino. La struttura è composta da tre elementi, con un contenitore centrale e sezioni laterali collegate direttamente al cinturino, sottolineando ancora una volta la coerenza tra funzione e forma.

Anche il quadrante rompe gli schemi tradizionali, con ore e minuti posizionati a ore 12, un contatore dei secondi a ore 9 caratterizzato da un naturale mezzo secondo morto, reso possibile dalla frequenza a 1 Hz, e un indicatore di coppia a ore 3 collegato direttamente al bariletto. Il grande protagonista resta però il bilanciere, completamente visibile grazie a un sistema di regolazione brevettato posizionato all’esterno, che permette di ammirarne il movimento senza ostacoli.

Il fondello aperto completa il racconto, con una costruzione essenziale fatta di forme semplici – cerchi, semicirchi e linee rette – che mettono in evidenza l’architettura del movimento e il sistema a doppio rullo.
MATERIALI, VERSIONI E DISPONIBILITÀ
Il Pulse60 viene presentato in due configurazioni: una versione in titanio grado 5, disponibile con quadrante grigio o nero opalino con aperture lavorate, e una versione bi-materiale in oro rosa e titanio, caratterizzata da un quadrante guilloché reinterpretato in chiave moderna. La cassa misura 40 x 44 mm con uno spessore di 12 mm ed è completata da un vetro zaffiro bombato con trattamento antiriflesso, mentre il fondello è anch’esso in zaffiro.
Il movimento offre una riserva di carica di 4 giorni, mentre il cinturino in gomma integrato è dotato di un sistema intercambiabile invisibile e facile da utilizzare. L’impermeabilità è di 30 metri.
Il lancio è previsto per aprile 2026, con un prezzo di CHF 49.000 per la versione in titanio e CHF 59.000 per quella in oro rosa e titanio, tasse escluse.
By Jacopo Giudici





