Girard-Perregaux: La Luce Del Quasar Sulla Winter Race

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Girard-Perregaux: La Luce Del Quasar Sulla Winter Race

Cinquanta affascinanti vetture storiche in un percorso di 550 km tra i paesaggi suggestivi ed innevati dei passi dolomitici. È questo il programma della settima edizione della WinteRace, la gara di regolarità tra le più attese del calendario invernale. A tenere il tempo della “Superclassica ACISPORT” organizzata da Alte Sfere è Girard-Perregaux, sponsor orologiero dell’evento, che non solo ha messo in palio un Laureato 42mm, ma che ha scelto questa occasione per presentare il suo nuovo eccezionale segnatempo: “Quasar”.

Le 50 vetture storiche (tutte rigorosamente costruite entro il 1976) sono partite l’1 marzo davanti a una quindicina di Porsche che si sono contese la vittoria della quarta Porsche WinteRace, dedicata a vetture monomarca storiche (costruite dal 1977 al 1990) e moderne (costruite dal 1991 ad oggi) che sono partite in coda alla gara.

Quasar

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La due giorni di gara ha visto due tappe diurne, la prima tra Austria, Ősttirol e Carinzia, e la seconda nello splendido scenario delle Dolomiti con il “Giro dei passi”, valicando il Giau, il Pordoi, il Sella, il Gardena, oltre al Furcia, novità del 2019. Dopo aver superato il Passo Furcia, le vetture si sono dirette a Dobbiaco e poi sul Passo Cimabanche per terminare in Corso Italia a Cortina con la presentazione delle vetture agli spettatori.

Quasar

Quasar

Ad aggiudicarsi il titolo, per il secondo anno consecutivo, l’equipaggio del Classic Team Sisti-Gualandi su una affascinante Lancia Aprilia del 1937. Secondo classificato il giovane team “under 30” Gaggioli-Pierini su Autobianchi A 112 del 1972 della neonata scuderia Car House Club, mentre la medaglia di bronzo è toccata a Fontanella-Covelli su Lancia Aprila del 1939, sempre del Classicteam. Girard-Perregaux ha invece premiato con il suo segnatempo iconico, il Laureato 42mm con esclusivo cinturino dedicato alla WinteRace, l’equipaggio Sala-Sala su Porsche 356 C del 1964 come miglior team padre-figlio.

Quasar

Quasar

Tra le vetture più “storiche” che si sono date battaglia sulle strade innevate in questo evento, che ogni anno arricchisce il suo parterre di partecipanti, tre Lancia Aprilia anteguerra tra cui quella del 1937 dell’equipaggio vincitore Sisti-Gualandi, una Fiat 508 C del 1937, una Jaguar XK120 del 1953 e una Fiat 1100/103 del 1953. Sotto i fari di questa edizione, la Porsche 550 Spyder RS del 1955, già star dei Concorsi d’Eleganza di Pebble Beach e Villa d’Este, con l’equipaggio Tabacchi-La Russa. La vettura è una versione unica al mondo della Porsche 550 Spyder prodotta dalla casa automobilistica tedesca dal 1953 al 1957, che per la sua grande leggerezza e maneggevolezza ha preso il soprannome di “Giant Killer”. Il modello applaudito a questa WinterRace ha gareggiato alla 24 Ore di Le Mans e alla 1000 km del Nürburgring, tra le prime vetture a montare un alettone al di sopra l’abitacolo grazie all’idea del pilota e ingegnere svizzero Michael May, oltre ad aver stabilito un record del mondo a Montlhéry nel 1955. Ai nastri di partenza si sono potute ammirare anche la Lancia Stratos dell’equipaggio svizzero Mellinger-Gelmini, e la mitica Triumph TR3 del 1958 guidata da Marcello Mastroianni nel film-capolavoro “La Dolce Vita” di Federico Fellini con al volante l’attuale proprietario, Filippo Berselli.

Quasar

Quasar

Paolo Cattagni, CEO di Girard Perregaux Italia in coppia col direttore di Ruoteclassiche David Giudici ha partecipato alla competizione al volante di una Porsche 56 A Speedster.

Quasar

Il marchio ha scelto questo suggestivo evento per presentare in Italia il suo nuovo eccezionale segnatempo Quasar, svelato in anteprima al salone Watches & Wonders a Miami. Il modello rappresenta una prima assoluta per la Manifattura di La Chaux-de-Fonds: per la prima volta infatti il movimento Neo-Tourbillon con Tre Ponti Squelette, lanciato nel 2018, si svela totalmente allo sguardo grazie a una cassa interamente fatta di vetro zaffiro. Da qui il nome “Quasar” che in astronomia è la più luminosa delle galassie.

Quasar

Quasar

Adottando la tematica che accomuna tutte le collezioni del marchio, “Earth to Sky”, il Quasar applica con naturalezza quattro principi dell’universo Girard-Perregaux. Il primo è il brevetto del 1884 relativo ai tre ponti d’oro visibili sul lato del quadrante, firma della maison. Il secondo è la scheletratura manuale eseguita presso i laboratori di La Chaux-de-Fonds. Il terzo è la nascita, nel 2015, del Neo-Tourbillon Con Tre Ponti, dove questi ultimi erano arcuati, scheletrati e neri. Il quarto è l’impiego dello zaffiro in alta orologeria in un ruolo più tecnologico.

Quasar

Già con il Laureato Con Tre Ponti Zaffiro del 2007, il cristallo di corindone aveva trovato posto all’interno della struttura stessa di un calibro d’Alta Orologeria.

A quasi 3.000 gradi Kelvin, le particelle fondamentali si fondono sotto la spinta di un flusso incandescente d’ossigeno e idrogeno. È da questo processo che nasce il vetro zaffiro. In seguito, il materiale è scolpito, limato, perforato, bombato, lucidato con l’ausilio di strumenti che impiegano il materiale più duro dell’universo: il diamante.

Quasar

Con i suoi 45 mm di diametro, la cassa del Quasar è realizzata integralmente in vetro zaffiro, impermeabile a 30 metri. Una canna di vetro avvolge i ponti del movimento mentre la carrure è in un pezzo unico, arrotondata sui fianchi e spigolosa in corrispondenza delle anse.

Il calibro GP9400-1035, automatico con Tourbillon, ore, minuti, piccoli secondi e riserva di carica di 60 ore è un’evoluzione del calibro 9400 finalizzata a farne sparire la platina. Il movimento si ritrova in levitazione, come se avesse il vuoto intorno.

Quasar

Quasar

I ponti forniscono un contributo visivo all’effetto generale di trasparenza del Quasar. Sono realizzati in titanio, sabbiati e infine anneriti con un trattamento PVD. Un gioco di luce e ombre, proprio come il Quasar, la galassia ultra luminosa aggregata intorno a un buco nero, che si esprime attraverso l’arte orologiera della Manifattura. Prezzo €.199.ooo

By Valeria Garavaglia

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